Pedalare tra gli alberi nel Limburgo - Bjorn Snelders

Pedalare in un luogo unico: il Limburgo

Pedalare tra paesaggi incantevoli, opere d’arte, città caratteristiche e patrimonio culturale alla scoperta della gastronomia locale. Quante volte avete sentito questo invito alla scoperta in bici di un territorio?

Ma siete mai stati invitati a pedalare sugli alberi? E a guardare attraverso una chiesa? Avete letto bene, non “tra” gli alberi, ma “su”. Non “dentro una chiesa”, ma “attraverso”.

Pedalare tra gli alberi nel Limburgo - Bjorn Snelders
Pedalare tra gli alberi nel Limburgo – (c) Bjorn Snelders

Scommettiamo ben poche volte. Per questa ragione è giunto il momento di scoprire il Limburgo, la regione orientale delle Fiandre, ad ovest del fiume Mosa. Al confine con i Paesi Bassi, lambisce le province di Liegi a sud, del Brabante Fiammingo a ovest e di Anversa a nord-ovest. La sua città più importante è Hasselt, un polo creativo con diversi musei, street art eccentrica e irresistibili boutique oltre ad essere circondata da vie verdi, ampie praterie e vallate fluviali.

Com’è il Limburgo?

Il paesaggio del Limburgo è ondulato, rilassante, punteggiato da castelli, siti minerari convertiti in attrazioni e fattorie. Praterie, specchi d’acqua e fiumi arricchiscono il paniere di ingredienti che rendono questa regione tanto affascinante.

Fiandre - Limburgo © Provincie Limburg - Robin Reynders
Paesaggio del Limburgo, © Provincie Limburg – Robin Reynders

Ma non solo. La parte settentrionale è caratterizzata da foreste rigogliose, mentre nell’est del Limburgo, dove il fiume Mosa forma il paesaggio, si succedono antichi villaggi e paesaggi ricchi d’acqua. A sud invece c’è Haspengouw, la regione della frutta. Quando gli alberi da frutto sono in fiore, ciclisti ed escursionisti sono avvolti da nuvole di fiori mentre verso l’estate gli alberi si riempiono di colorati e succosi frutti da raccogliere.

Ispirazioni artistiche e luoghi unici dove pedalare

Si diceva che nel Limburgo è possibile guardare attraverso una chiesa. Ma di cosa si tratta? Di un’opera d’arte che dialoga con il luogo in cui è inserita. Una chiesa che permette di ammirare il panorama attraverso la sua struttura. Si chiama Reading between the lines e si trova nella regione di Haspengouw (quella della frutta, per intenderci), dove le architetture giocano con il paesaggio. Realizzata da Gijs Van Vaerenbergh, un duo di architetti belgi (Pieterjan Gijs e Arnout Van Vaerenbergh), Reading between the Lines è una struttura alta 10 metri in lamiera d’acciaio, modellata secondo la forma di una piccola chiesa di Loon.

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Fiandre Reading Between the Lines di Gijs Van Vaerenbergh, Kristof Vrancken

Sempre nella regione dei frutteti è possibile incontrare diverse opere di arte contemporanea perfettamente integrate nella natura.

Ad esempio, si può salire su un’installazione creata dall’artista Frits Jeuris con decine di alberi da frutto abbattuti dopo una malattia. Helsh(ea)ven è infatti una piattaforma da cui si gode di una vista privilegiata sul paesaggio circostante.

Limburgo (c) Enough Cycling
(c) Enough Cycling

Queste due installazioni si trovano percorrendo l’ultimo tratto dei 459 chilometri dell’Itinerario delle Colline, quello che impegna i ciclisti tra le salite e le discese della parte meridionale delle Fiandre.

Ci sono poi tre esperienze che non conoscono rivali e che regalano ai ciclisti l’opportunità di pedalare in luoghi incantevoli, ma soprattutto inaspettati. Scopriamole insieme.

Le tre esperienze inaspettate da fare in bici nel Limburgo

A Bokrijk si pedala attraverso l’acqua. Non si deve guadare un fiume, né è prevista un’immersione, perché è stata realizzata una passerella ciclabile che congiunge le due sponde dello stagno di Bokrijk. L’eccezionalità di questo percorso è data dal fatto che mentre si pedala l’acqua è all’altezza dello sguardo, vicinissima.

Limburgo - Pedalare sull'acqua a Bokrijk © David Samyn
Limburgo – Pedalare sull’acqua a Bokrijk © David Samyn

Alberi, altezza, bellezza della natura. Ecco i tre elementi del Cyling through the trees (Pedalare Sugli Alberi). Ma in che senso? Si pedala per 700 metri a 10 metri di altezza, proprio tra le cime degli alberi. In sicurezza, ci si ritrova a guardare la natura dall’alto, lungo un doppio anello che immerge i ciclisti nella magia del bosco.

Un percorso ciclabile di 4 chilometri e un ponte ciclopedonale di legno lungo 300 metri consentono di ammirare lo splendore della brughiera nel Parco Nazionale del Belgio Hoge Kempen National Park. Dal punto più alto del ponte si ammira il paesaggio circostante.

Limburgo Fiandre Brughiera Heathland Gravel Limburg (c) Flanders Classics
Hoge Kempen (c) Flanders Classics

Il Parco si trova sull’itinerario Kempen, 213 chilometri da Anversa a Maasmechelen, tra boschi e ampie brughiere, dune simili a quelle del Sahara e laghi.

Lungo questo itinerario è anche possibile approfondire la conoscenza sul passato minerario della zona ed esplorare siti come C-mine. Un tempo luogo di estrazione del carbone, oggi è un polo multifunzionale immerso in un’atmosfera unica da archeologia industriale, dove ammirare opere di arte contemporanea oppure riscoprire le attività minerarie partecipando ad esempio alla la C-mine expedition.

Fiandre Limburgo Genk C_Mine © David Samyn
Genk C_Mine © David Samyn

L’itinerario della Mosa

Nel Limburgo ci sono ben 2000 km di percorsi ciclabili pavimentati, segnalati, sicuri e per lo più liberi da auto e oltre alle tratte dei due itinerari iconici descritti sopra. Chi ama la tranquillità e il magnetismo dei paesaggi fluviali, può sperimentare l’itinerario della Mosa.

Siamo lungo il fiume che rappresenta il confine tra Belgio e Paesi Bassi per circa 40 chilometri, da Maastricht nei Paesi Bassi a Kessenich in Belgio. Non ci sono auto lungo i suoi argini, perciò ci si può prendere tutto il tempo necessario per visitare la piazza di Maaseik oppure quella che è considerata la cittadina più bella delle Fiandre: Oud-Rekem.

In bici nel Limburgo - Fiandre (c) Bram De Vrind
In bici nel Limburgo – Fiandre (c) Bram De Vrind

Pedalando, si attraversa il Parco Fluviale di Maasvallei, un parco paesaggistico dal paesaggio vario, caratterizzato da un intreccio di vecchi bracci fluviali, argini, canali e sabbie ghiaiose, collegati a poche aree residenziali ben delimitate ed ecosistemi unici.

Un percorso che non deve rimanere ineluttabilmente sulla sponda fiamminga , perché, se si desidera attraversare il fiume, basta prendere il Traghetto President Willy Claes, a Ophoven-Ohé en Laak. E con una traversata, si può mettere piede, anzi, la ruota, nel territorio dei vicini olandesi.

Gli Itinerari Iconici: da sapere

Tutti gli itinerari citati sono percorribili nei due sensi e si possono suddividere in tappe, in modo da adeguarli alla propria abilità e al tempo a disposizione. Su fiandreinbici.com si può vedere come incrociarli tra loro e costruire il proprio viaggio in bici nelle Fiandre.

Via Verde della Costa dei Trabocchi, credits Regione Abruzzo

Abruzzo in bicicletta: gli itinerari e gli eventi 2024

Vincitrice nel 2020 dell’Italian Green Road Award per il progetto Bike to Coast – la pista ciclopedonale in via di completamento su tutto il litorale regionale tra le località balneari di Martinsicuro e San Salvo, parte integrante della Ciclovia Adriatica nazionale –, nel novembre scorso la Regione Abruzzo ha conquistato il secondo posto al premio biennale European Greenways Award 2023 per la sua scenografica Via Verde della Costa dei Trabocchi, segmento meridionale della Bike to Coast compreso tra Ortona e Vasto (con alcuni tratti da ultimare), caratterizzato dalla presenza delle antiche e suggestive macchine da pesca edificate in legno e sospese sul mare.

Via Verde della Costa dei Trabocchi, credits Regione Abruzzo
Via Verde della Costa dei Trabocchi, credits Regione Abruzzo

Il nuovo e prestigioso riconoscimento consolida così l’immagine della regione come autentica destinazione turistica bike friendly, meta privilegiata per gli amanti delle due ruote. Oltre alla direttrice adriatica, infatti, diversi sono i percorsi ciclabili che dolcemente si insinuano tra i poggi tappezzati di vigneti e uliveti fino a conquistare le principali cime appenniniche.

Gli itinerari cicloturistici in Abruzzo

Tra i più suggestivi, regala emozioni profonde pedalare tra le pareti di roccia della Valle del Sagittario verso il lago di Scanno dal romantico perimetro a forma di cuore oppure immergersi nel paradiso di biodiversità della Riserva regionale Sorgenti del Pescara ammirando da vicino la straordinaria cromia delle acque contrappuntate dalla rigogliosa vegetazione.

Popoli, Riserva regionale Sorgenti del Pescara, credits Luca Del Monaco
Popoli, Riserva regionale Sorgenti del Pescara, credits Luca Del Monaco

Allo stesso modo entusiasma poter raggiungere il Parco attrezzato delle Sorgenti sulfuree del Lavino dal centro di Scafa in totale sicurezza grazie alla ciclovia appena inaugurata. Dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, poi, con un impegno minimo si può raggiungere la Riserva regionale Calanchi di Atri, ma una volta a destinazione la stanchezza svanirà davanti alla lunare bellezza di un paesaggio da sogno. E come non rimanere stupiti davanti agli incantevoli panorami offerti dalla Ciclabile dell’Aterno che, alternando tratti asfaltati ad altri sterrati ed in via di completamento, dalle frazioni sparse ai piedi del capoluogo aquilano si insinua dolcemente nel territorio del Parco regionale Sirente Velino tra borghi medievali, castelli, monasteri e ponti romani, comprendendo anche le meraviglie naturali delle Grotte di Stiffe.

La nuova carta cicloturistica

Una selezione delle ciclovie e dei percorsi su strada e MTB attualmente fruibili in Abruzzo è disponibile sulla nuova carta cicloturistica regionale, distribuita in forma cartacea nelle fiere di settore e scaricabile gratuitamente in formato PDF nella sua versione digitale dalla Media Gallery del portale abruzzoturismo.it. Riportati in elegante segno grafico la mappa contiene 45 itinerari, ognuno dotato di un proprio QR CODE grazie al quale ottenere la traccia GPX presente sulla piattaforma Koomot insieme a foto e brevi descrizioni dei tour.

Bike to Coast, nuovo ponte sul fiume Vomano, credits Ivan Masciovecchio
Bike to Coast, nuovo ponte sul fiume Vomano, credits Ivan Masciovecchio

A sottolineare la natura multimediale del prodotto editoriale, altri QR CODE consentono di collegarsi alla mappa regionale delle aree camper, al portale dedicato cicloturismo.abruzzoturismo.it con l’elenco completo dei percorsi e delle strutture bike friendly ed ai servizi offerti da Trenitalia in Abruzzo. In un’ottica di mobilità sostenibile ricordiamo che su tutti i treni regionali circolanti in Abruzzo, compresi quelli della compagnia TUA (Trasporto Unico Abruzzese), il trasporto della bicicletta è gratuito nei limiti dei posti disponibili.

Gli eventi ciclistici in Abruzzo

Oltre ad ospitare – tra arrivi e partenze – quattro tappe del prossimo Giro d’Italia, l’Abruzzo sarà protagonista di altri appuntamenti per gli amanti delle due ruote. Dal 17 al 19 maggio sarà la Marina di Fossacesia (CH) sulla Costa dei Trabocchi ad accogliere il villaggio di Art Bike & Run + Wine, la manifestazione promossa da Legambiente e dedicata a famiglie e turisti tra esibizioni artistiche, giochi di gruppo, corsa podistica non competitiva, cronometro in bicicletta, ciclopedalata enogastronomica ed uno spazio eventi per degustazioni, workshop e attività per bambini.

Tra i vigneti sullo sfondo della Torre del Cerrano, credits Gianni Alcini
Tra i vigneti sullo sfondo della Torre del Cerrano, credits Gianni Alcini

Domenica 9 giugno il borgo di Mutignano di Pineto (TE) sarà lo scenario della Cerrano Gravel-MTB Experience, manifestazione cicloturistica non competitiva ideata con lo scopo di promuovere il territorio delle Terre del Cerrano e le sue eccellenze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche attraverso tre percorsi diversi da 50, 80 e 110 chilometri.

Domenica 2 giugno Scanno e il suo romantico lago a forma di cuore saranno sede della Marathon degli Stazzi, evento che si svolge dal 2004 in grado di richiamare ogni anno numerosi bikers, divenendo nel tempo uno degli appuntamenti più importanti del circuito MTB, con i percorsi che si snodano attraverso i rifugi dei pastori dislocati tra la frazione di Frattura, il valico di Monte Genzana, Passo Godi e il lago.

Altopiano di Campo Imperatore, credits Regione Abruzzo
Altopiano di Campo Imperatore, credits Regione Abruzzo

Sabato 8 giugno, invece, Castel del Monte ospiterà la Nova Eroica Gran Sasso, il nuovo e inedito evento all road nel cuore dell’Appennino italiano, con percorsi che si snodano sull’Altopiano di Campo Imperatore lungo gli antichi tratturi, le strade bianche usate fin dall’antichità per la Transumanza delle greggi, pratica riconosciuta nel 2019 dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Infine, domenica 27 ottobre da Sante Marie prenderà il via la XIII Cicloturistica della Castagna, tre percorsi di varie distanze e difficoltà immersi nei boschi di faggi e castagni ricavati accanto a mura di epoca Italica, resti di monasteri benedettini e altre meraviglie offerte dal territorio marsicano.

Piemonte Val Formazza_Credits Visit Piemonte, ph I.Com

Le vostre pedalate preferite? In Piemonte!


Dal “diavolo rosso” Giovanni Gerbi a Costante Girardengo e Fausto Coppi, dal Museo dei Campionissimi a Novi Ligure all’AcdB Museo della Bicicletta di Alessandria, la bici è nel DNA del Piemonte.

Cartina alla mano, per una gita, un fine settimana o un percorso a tappe di più giorni, in Piemonte si scopre una gran rete di ciclovie turistiche per tutte le passioni: si va dai tracciati per mtb e gravel, ai percorsi in quota, godendosi lo skyline alpino e appenninico con orizzonte sul Mar Ligure anche in e-bike. Un’esperienza nel rispetto dell’ambiente, “insaporita” da storie di borghi, persone e culture in un’architettura di ambienti naturali dalla straordinaria biodiversità, ideali anche per chi ama la fotografia naturalistica e il wildlife watching.

Piemonte Val Formazza_Credits Visit Piemonte, ph I.Com
Val Formazza Credits Visit Piemonte, ph I.Com

Guide professionali e un sistema capillare di hotel, servizi di noleggio e bike shuttle, seggiovie e telecabine attrezzate per il trasporto bici in quota, sono garanzia di un prodotto turistico attento alla qualità e all’accoglienza, all’accessibilità in chiave sostenibile.

Dove andare in Piemonte: la montagna

Se vi piace spaziare con lo sguardo su antichi insediamenti, alpeggi e cime, fortezze e rifugi in quota, le Vie storiche di montagna vi riportano al tempo di viandanti e pellegrini, mercanti e contrabbandieri nella natura libera.

Piemonte Assietta_Gran Serin_Credits ph Marco Cicchelli
Assietta Gran Serin Credits ph Marco Cicchelli

Ad oggi sono 69 i percorsi distribuiti in 5 province (Torinese, Biellese, Verbano Cusio Ossola, Alessandrino e Cuneese). Luoghi dove regnano i suoni della natura e dove prendersi tempo. Modi per riscoprire i segni di comunità, culture e avvenimenti, come le tracce del sistema difensivo della Linea Cadorna nel Verbano-Cusio-Ossola, le incisioni rupestri e i ripari nella roccia nel Biellese, i villaggi Walser in Valsesia, la battaglia dell’Assietta tra Alta Val Susa e Alta Val Chisone o i percorsi del sale e degli acciugai nelle valli occitane del Cuneese.

Per chi ama le sfide c’è la Salita Biella – Oropa, Montagna Pantani del Giro d’Italia, 12 km per arrivare ai 1.1.50 metri del Santuario di Oropa, sul Sacro Monte patrimonio UNESCO, e la magnifica Panoramica Zegna, con l’Oasi Zegna, disegnata da una vasta e attrezzata rete di percorsi per mtb ed e-bike.

Panoramica Zegna_Credits Oasi Zegna
Panoramica Zegna Credits Oasi Zegna

In bici in famiglia

Idee a misura di famiglia? Il Grand Tour UNESCO in bicicletta, l’anello di oltre 600 chilometri da percorrere tranquillamente in tappe tra tesori architettonici (dalle Regge Reali ai Sacri Monti, alle Città Creative) e il verde di boschi e parchi in paesaggi di insolita bellezza.

Ideale soprattutto in primavera e autunno, poi, il percorso di 27 km delle Risaie Ciclabili si inoltra nel Vercellese delle risaie, tra abbazie, borgate rurali e antichi cascinali, sorvegliati dallo sguardo attento di aironi e Cavalieri d’Italia.

Piemonte Colline Alessandria_Credits Archivio ALEXALA, ph Gianluca Grassano
Colline Alessandria Credits Archivio ALEXALA, ph Gianluca Grassano

Piacevole e per tutti è anche il Giro del Lago d’Orta nel Novarese: 35,50 km da Gozzano, toccando la rupe della Madonna del Sasso, il lungolago di Omegna, Villa Crespi a Orta San Giulio.

Dal Lago Maggiore al Lago di Mergozzo e d’Orta fino alle Valli dell’Ossola, “slow bike” è la parola chiave per esplorare questo splendido territorio lungo 40 itinerari di diversa difficoltà.

Nel Biellese, tracciati per mtb, e-bike e bici da strada si snodano tra spazi verdi e boschi, in ambienti semplicemente incantevoli. Dai sentieri pianeggianti delle riserve naturali della Baraggia e della Bessa, all’imponente dorsale collinare della Serra morenica con vista sul Lago di Viverone, dalla Valle Oropa ai fantastici Enduro Bike Park delle Rive Rosse.

Le colline del Piemonte

Se preferite l’orizzonte ondulato delle colline alessandrine, da Castellania, città natale di Fausto Coppi, si parte per un tour che racconta la storia della bicicletta e del ciclismo italiano. Prima tappa il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, poi si prosegue fino ad Alessandria, città pioniera del velocipede, che a Palazzo Monferrato ospita la storica collezione dell’AcdB Museo della Bicicletta.

Per chi ama la gravel experience, da marzo ad ottobre è perfetto il Petalo dei Colli Tortonesi, su strade bianche e sterrate per 143 km da Alessandria ai Colli Tortonesi, dove nascono pregiate etichette DOC.

Piemonte Bocchetto Luvera, Valdilana_CreditsATL Terre Alto Piemonte
Bocchetto Luvera, Valdilana CreditsATL Terre Alto Piemonte

Adatto a tutti, dagli esperti alle famiglie, il percorso nel Parco Naturale dello Scrivia è un viaggio tra le valli appenniniche Curone Grue Ossona, un angolo di natura dove ammirare essenze arboree e specie animali protette (la valle Scrivia è infatti una delle vie preferite per le rotte migratorie dei volatili dall’Africa verso il Nord), con soste in località ricche di storie artigianali e specialità enogastronomiche.

L’itinerario Dalle Dolci terre alle Langhe vi impegnerà sui pedali da Acqui Terme a Canelli. E, arrivati nelle Langhe, a ritmo di pedale si percorre l’ondulato paesaggio UNESCO di Langhe Roero e Monferrato Astigiano e Alessandrino su itinerari che entusiasmeranno gli appassionati di enoturismo, come Bar to Bar, percorso ad anello in 7 tappe per mtb o e-bike tra castelli e cascine, boschi e strade bianche, vigneti e strade a bassa percorribilità che connette Barolo a Barbaresco.

Gradevolissimi anche i 4 Wine Cru tour del Roero, tra vigneti e cantine dai favolosi vini locali DOCG e DOC.

Il Cuneese

Nel Cuneese, crocevia di grandi scambi e commerci tra montagna, mare e Pianura Padana, una rete di vie con il tempo parzialmente dismesse rappresenta oggi un grande patrimonio tutto da esplorare. Si pensi alla leggendaria Via del Sale Limone-Monesi, la più bella strada bianca d’Europa. 39 km di sterrato dalle Alpi al mare, da Limone Piemonte e Briga Alta, sull’antica strada militare, tra i 1.800 e i 2.100 metri.

Piemonte Alta Via del Sale, Provincia di Cuneo_ Credits Visit Piemonte - I.Com Multimedia
Alta Via del Sale, Provincia di Cuneo Credits Visit Piemonte – I.Com Multimedia

Sul confine tra Piemonte e Liguria ecco il reticolo di vie della Roa Marenca (da Mondovì a Ormea), storicamente utile al trasporto del “sale”, un tempo così prezioso da essere talvolta scambiato allo stesso valore dell’oro.

Per i più temerari c’è l’impegnativa Route del Marguareis, che si articola lungo lo spettacolare itinerario alpino transfrontaliero denominato “la Ciclovia del Duca”, con 70 km di sviluppo e circa 2.000 m di dislivello positivo; il consiglio, in questo caso in particolare, è di farsi accompagnare dagli accompagnatori cicloturistici, al fine di avere opportuna assistenza durante la giornata.

Il Torinese

Nel Torinese, chi ama godersi la varietà dei suoi angoli e paesaggi può percorrere l’Anello verde, il percorso escursionistico di circa 35 chilometri che si articola in antichi sentieri, giardini, macchie boschive e dimore collinari UNESCO come Villa della Regina o architetture sacre come il complesso della Basilica di Superga.

Per un tour nella cornice di collina, parchi e fiumi che avvolge le Residenze Reali Sabaude, c’è la Corona di Delizie in Bicicletta, l’anello di oltre 90 chilometri di ciclovie e strade rurali per city-bike, mountain bike o a piedi. Un bellissimo tracciato, che fa parte della Corona Verde, il sistema di infrastrutture verdi dell’area metropolitana.

Nel vasto intreccio di vie e percorsi, per i più allenati il Colle delle Finestre è la classica sfida di 17 km sulla salita del Giro d’Italia, con 1700 metri di dislivello e 33 tornanti tra Val di Susa e Val Chisone, in paesaggi spettacolari.

Il Novarese

Piemonte Castello di Novara credits Davide Morello
Castello di Novara credits Davide Morello

Si pedala a ritmo lento per scoprire il mosaico del mare a quadretti delle risaie, tra casali, borghi e abbazie tra Vercelli e Novara. In particolare, nel Novarese, la rete di percorsi in bicicletta In bici a pelo d’acqua, si inoltra nella biodiversità della Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano UNESCO. Qui ci sono inoltre magnifiche testimonianze storiche come il castello visconteo-sforzesco di Galliate e santuari quali San Pietro in Vulpiate, chiamato “il Varallino”, per la somiglianza con il Sacro Monte di Varallo UNESCO.

Fuori dal capoluogo, BicinVigna con Antonelli è l’itinerario ciclo-turistico che attraversa 9 Comuni legati alla biografia dell’architetto. Tra Romagnano Sesia e la bella cornice delle Colline Novaresi, generose di rinomate DOCG e DOC, il Parco del Monte Fenera e la Baraggia, s’incrociano architetture sacre a Fontaneto d’Agogna, a Boca, al Santuario al quale Antonelli lavorò tutta la vita, e a Maggiora, dove l’architetto è sepolto. Sul percorso, splendidi scorci medievali a Ghemme, Città del vino e del Miele ben preservata entro le mura del castello-ricetto.

Per maggiori informazioni: www.visitpiemonte.com

Le avventure in compagnia non sono mai state così semplici

“Tour di gruppo” è una nuova funzione che consente agli utenti di komoot di trasformare qualsiasi Tour pianificato in un’avventura condivisa.

Komoot ha lanciato dei “Tour di gruppo”, una nuova funzione che consente agli utenti di trasformare qualsiasi Tour pianificato in un’avventura condivisa. Ora è possibile organizzare corse, uscite in bici ed escursioni di gruppo con un semplice tocco e condividerle tramite QR code, anche appena prima dell’inizio dell’attività. Godersi l’aria aperta in compagnia non è mai stato così semplice, perché sia chi organizza il Tour sia chi vi partecipa può concentrarsi sul percorso da seguire – con la certezza che tutti percorreranno lo stesso sentiero. Inoltre, grazie agli aggiornamenti in tempo reale del percorso, i Tour possono essere modificati e aggiornati in movimento, ottenendo così la massima flessibilità durante l’avventura: tutti i partecipanti vengono infatti avvisati istantaneamente circa le modifiche al percorso.

Organizza con facilità avventure condivise

Dopo aver creato un Tour con il Tour Planner o averne trovato uno grazie alla mappa Esplora di komoot, gli utenti possono ora selezionare “Organizza un Tour di gruppo” e generare così un QR code da condividere in qualsiasi momento con chi desidererà unirsi all’attività.

È inoltre possibile invitare persone tramite app o link.

A questo punto i partecipanti possono seguire il percorso dal proprio telefono o dall’app komoot Connect IQ™ e godersi l’esperienza al proprio ritmo. Sia gli organizzatori sia i partecipanti potranno essere certi che nessuno si allontanerà dal percorso pianificato.

Ripianifica e aggiorna in movimento

Che si tratti di una deviazione a causa di un guasto meccanico o di una pausa caffè a metà avventura, chi organizza un Tour può sempre ripianificare il percorso ed avere così la massima flessibilità anche in movimento. Komoot invierà infatti una notifica a tutti i partecipanti con l’itinerario modificato: in questo modo anche chi si è attardato per scattare una foto a metà escursione o a riparare una foratura eviterà di perdersi e di allontanarsi dai compagni.

Resta in connessione con la community

Che si tratti di una social ride post lavoro, di una club run o di un’escursione in famiglia nel fine settimana, organizzare un’avventura condivisa – o parteciparvi – non è mai stato così semplice e inclusivo. Sono finiti i tempi in cui bisognava preoccuparsi di tenere il passo del gruppo a tutti i costi oppure, se si era alla guida, di staccare le persone dietro di sé: ora ogni partecipante può seguire il Tour al proprio ritmo.

Le avventure di gruppo possono essere organizzate indipendentemente dalle impostazioni di privacy del Tour del rispettivo utente. Se un Tour è impostato come “privato”, solo le persone invitate possono visualizzarlo e avviarne la navigazione.

Pianifica il tuo prossimo Tour e trasformalo in un’avventura condivisa con la nuova funzione “Tour di gruppo”.

Friuli Venezia Giulia Ciclovia Alpe Adria FVG1 Laguna di Grado photo: NicolaBrollo

Friuli Venezia Giulia a ruota libera: in bici dalle Alpi al mare Adriatico 365 giorni all’anno


Dieci ciclovie, piste ciclabili e strade sterrate, percorsi adatti alle bici da corsa, alle gravel bike, alle fat bike o alle MTB, fino a itinerari in sella a city bike: il Friuli Venezia Giulia è la meta perfetta per gli amanti delle due ruote per 365 giorni all’anno.

La particolare collocazione geografica della regione, punto di collegamento tra le Alpi e l’Adriatico, offre la possibilità di scegliere tra innumerevoli e spettacolari contesti ambientali. Boschi tranquilli, cime ardite e percorsi leggendari attendono i cicloturisti in montagna, lagune tranquille e falesie a picco sul mare invece è quello che offre la costa. Nel cuore della regione si incontra invece lo spettacolo del grande fiume Tagliamento, colline vitate dove si producono grandi vini bianchi, borghi rurali e piccole città storiche dove scoprire la cultura, le tradizioni e le specialità dell’enogastronomia regionale.

Friuli Venezia Giulia Ciclovia Alpe Adria FVG1 Laguna di Grado photo: NicolaBrollo
Friuli Venezia Giulia Ciclovia Alpe Adria FVG1 Laguna di Grado photo: Nicola Brollo

Le Ciclovie del Friuli Venezia Giulia

Al centro della proposta cicloturistica del territorio spiccano le diverse ciclovie individuate con il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRe- MoCi), iniziativa adottata nel 2022 che ha reso il Friuli Venezia Giulia una delle poche regioni italiane ad avere un piano di prim’ordine riguardo al mondo bike, nonché dei biciplan strutturati per ben 50 comuni del territorio.

Le ciclovie, ognuna con le proprie peculiarità e caratteristiche, permettono di esplorare la regione unendo paesaggi mozzafiato, cultura, enogastronomia e divertimento.

Ciclovia dei vigneti FVG3d Dolegna del Collio ©Luigi Vitale
Ciclovia dei vigneti FVG3d Dolegna del Collio ©Luigi Vitale

Ciclovia Alpe Adria (FVG1)

Regina delle ciclovie regionali è la Ciclovia Alpe Adria (FVG 1), uno degli itinerari più premiati d’Europa che dai monti alla laguna attraversa la regione incrociandone la storia, la cultura e le tradizioni. Un percorso transfrontaliero che, congiungendo Salisburgo con Grado in 415 km, supera il confine delle Alpi arrivando all’Adriatico tra paesaggi mozzafiato e luoghi colmi di storia come i siti UNESCO di Palmanova e Aquileia, i Borghi più Belli d’Italia di Venzone e Strassoldo e la città di Udine, culla dei tesori del Tiepolo.

La Ciclovia Alpe Adria è un vero e proprio concentrato di Friuli Venezia Giulia, dove la vicinanza con altri Paesi ha regalato al territorio una vocazione internazionale che si respira pedalata dopo pedalata. Le tappe in Friuli Venezia Giulia della FVG1 sono Tarvisio – Venzone – Udine – Grado: 175 km di soddisfazione per gli amanti delle due ruote.

Ciclovia del mare Adriatico (FVG2)

Ciclovia Mar Adriatico FVG2 Laguna di Marano photo: Lorenzo Biaggi
Ciclovia Mar Adriatico FVG2 Laguna di Marano photo: Lorenzo Biaggi

Nei pressi di Aquileia la FVG1 incrocia la Ciclovia del mare Adriatico (FVG2) che collega Trieste a Venezia e il cui tracciato corrisponde ad altre due ciclovie europee: Eurovelo 8 ciclovia del Mediterraneo che unisce la spagnola Cadice ad Atene e l’AdriaBike, che parte dalla Slovenia (Kraniska Gora) e scende fino a Gorizia – che nel 2025 insieme alla vicina Nova Gorica (Slovenia) sarà Capitale europea della cultura – per poi raggiungere Trieste e proseguire verso Venezia con un’appendice fino a Padova e Ravenna.

L’AdriaBike è il punto finale della ciclovia Monaco-Venezia e in Friuli Venezia Giulia unisce Lignano Sabbiadoro con Trieste: un itinerario lungo la costa attraverso il sito UNESCO di Aquileia, con la possibilità di percorrere alcuni tratti navigando su barche attrezzate per il trasporto di bici. Le tratte sono Venezia – Caorle – Lignano Sabbiadoro – Grado – Trieste per una lunghezza totale di 260 km di cui 136 km in Friuli Venezia Giulia.

Ciclovia Pedemontana (FVG 3)

La ciclovia corre ai piedi delle Prealpi attraversando borghi, paesi con le tipiche architetture rurali di pietra e le zone vitivinicole da cui nascono i rinomati vini bianchi del Friuli Venezia Giulia: dal territorio delle Grave, fino alle DOC Colli Orientali del Friuli e Collio. Il percorso ha poco dislivello ed è formato di piste ciclabili, facili sterrati e strade a traffico limitato.

L’itinerario inizia a Sacile, nota cittadina definita il giardino della Serenissima, e termina a Gorizia, attraversando il sito Unesco di Cividale del Friuli; mentre seguendo gli anelli si raggiunge il sito UNESCO Palù di Livenza e alcuni dei Borghi più belli d’Italia. Le tappe della FVG3 in Friuli Venezia Giulia sono Sacile – Maniago – Gemona del Friuli – Cividale del Friuli – Gorizia per una lunghezza totale di 180 km.

Ciclovia del Tagliamento (FVG6)

Ciclovia del Tagliamento FVG6 Gemona Del Friuli Photo: Manuela Maiulini
Ciclovia del Tagliamento FVG6 Gemona Del Friuli Photo: Manuela Maiulini

Un viaggio ideale per conoscere il Friuli Venezia Giulia è quello che si può intraprendere seguendo il corso del fiume Tagliamento, l’ultimo grande fiume “naturale” d’Europa. La ciclovia FVG6 costeggia proprio i due lati del cosiddetto Re dei fiumi: il cicloturista, partendo dalla città alpina di Tolmezzo, può ammirare una gran varietà di paesaggi, dalle Alpi Carniche alle colline moreniche di San Daniele del Friuli e alla pianura friulana fino a raggiungere il mare a Lignano Sabbiadoro.

La particolarità di questa ciclovia è di essere composta da due tracciati paralleli separati dal fiume che vanno a formare un grande anello che si può percorrere in 6 giorni attraversando territori diversi e riprendendo l’auto nel punto di partenza. Le tappe lungo la sponda destra sono Tolmezzo-Spilimbergo-San Vito al Tagliamento-Lignano Sabbiadoro per un totale di 142 km, mentre quelle lungo la sponda sinistra sono Tolmezzo-San Daniele del Friuli – Codroipo – Lignano Sabbiadoro per un totale di 146 km.

Intermodalità: sostenibilità negli spostamenti sul territorio

Il Friuli Venezia Giulia è una regione che offre ai cicloturisti la possibilità di spostarsi con i mezzi di trasporto pubblico insieme alla propria bicicletta: durante tutto l’anno i treni regionali Trenitalia hanno riservato dei posti per il trasporto delle biciclette come pure il servizio ferroviario Udine-Cividale e il Micotra, il treno che collega due volte al giorno Udine a Villach in Austria e i sabati e domeniche anche Trieste – Villach. Entrambi i servizi sono gestiti dall’operatore Ferrovie Udine-Cividale.

Nella stagione estiva l’offerta si amplia con l’attivazione dei servizi BICIBUS e BICI+BARCA, che collegano le località balneari di Grado e Lignano Sabbiadoro a Trieste, Aquileia, Muggia, Marano Lagunare. Lignano è collegata a Bibione dal passo barca sul fiume Tagliamento.

Per tutte le informazioni: www.turismofvg.it/it/bike

Giordania Jordan Bike Trail

Giordania in bicicletta: il Jordan Bike Trail

Visitare la Giordania in bicicletta è un modo insolito per scoprire le bellezze del Regno Hashemita. Già da parecchi anni ciclisti con bici da corsa, gravel o mountain bike si cimentano lungo le strade panoramiche e pregne di storia di questo paese. Più recentemente, il Jordan Bike Trail è stato creato per fornire un percorso che guidi non soltanto gli amanti delle vacanze in bicicletta, ma anche i ciclisti più allenati e gli agonisti, in un itinerario lungo tutta la Giordania, da nord a sud.

Cos’è il Jordan Bike Trail?

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Il Jordan Bike Trail è un percorso misto di 730 km che attraversa tutta la Giordania. Partendo dal nord di Umm Qais, la biblica Gadara, e terminando sulle spiagge del Mar Rosso di Aqaba, il tracciato attraversa un’impressionante varietà di meraviglie storiche e naturali. Il sentiero a nord inizia con dolci colline, uliveti e fattorie; continua attraverso gli splendidi canyon della regione del Mar Morto; si snoda attraverso gli impressionanti paesaggi della Riserva della Biosfera di Dana, nella leggendaria Petra e nel meraviglioso deserto di Wadi Rum, prima di raggiungere Aqaba sul Mar Rosso, a sud.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Ci sono diversi modi per approcciare il Jordan Bike Trail. Da un viaggio completamente supportato da operatori locali senza la necessità di trasportare alcuna attrezzatura e prenotare pasti e pernottamenti, a un’avventura minimalista da bikepacker o una via di mezzo.

Sul sito internet dedicato è possibile trovare tutte le informazioni sia per un viaggio organizzato che per un’avventura in completa autonomia. Il sito spiega tappa per tappa la distanza del percorso, il dislivello positivo e negativo da affrontare, e il tempo approssimativo di percorrenza.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Le regioni e le tappe del Jordan Trail

Sono tre le regioni da affrontare lungo il Jordan Bike Trail, in 12 tappe in totale.

1 – La Regione del Nord: 4 tappe, si parte da Umm Qays e si conclude a Madaba, la città dei mosaici, attraversando i resti della Decapoli romana, foreste e colline in un clima tipicamente Mediterraneo.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

2 – La Regione Centrale: 4 tappe, si parte da Madaba e si conclude ai piedi della fortezza crociata di Shobak, ossia l’antica fortezza di Monreale. Il percorso attraversa l’altopiano centrale della Giordania costellato da meravigliosi canyon che terminano nel Mar Morto, dalle vestigia dell’antico palazzo di Erode a Mukawir fino ai castelli crociati di Karak e infine Shobak.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

3 – La Regione del Sud: anch’essa composta da 4 tappe, ha inizio a Shobak e termina ad Aqaba sul Mar Rosso. Per alcuni aspetti è la regione più spettacolare, e famosa della Giordania perché tocca le meraviglie di Petra, l’antica capitale dei Nabatei, e le suggestioni del fotocromatico deserto del Wadi Rum, reso famoso dalle gesta di Lawrence d’Arabia e diventato poi uno dei set cinematografici preferiti per i film di fantascienza e non solo. La parte finale, da Wadi Rum ad Aqaba, ha un percorso che, a un certo punto, si trasforma in pura discesa verso il livello del mare, sulle coste del Mar Rosso.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Itinerari per ogni esigenza

Chi non se la sente di affrontare un itinerario così lungo, può, sempre sul sito del Jordan Bike Trail, decidere di percorrere le tappe che ritiene più congeniali o maggiormente attraenti per pedalare in Giordania. Per esempio, da Karak ad Aqaba. La metà meridionale del percorso attraversa il terreno più spettacolare dell’intero percorso e ha dislivelli notevolmente inferiori rispetto alla prima metà del percorso. È un viaggio ideale di una settimana, incluso un giorno di riposo a Petra.

Per un long weekend c’è la possibilità di scegliere tra diverse soluzioni

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

1 – Da Madaba a Karak. Una sorta di sfida tra le regioni 2 e 3 del Jordan Bike Trail, si attraversano tre enormi wadi (canyon) nella Giordania centrale: Wadi Zarqa Ma’in, Wadi Hidan e Wadi Mujib. Un percorso abbastanza duro, ma con panorami grandiosi.

2 – Da Ma’tan a Petra. Si tratta di 2 giorni, meno pesanti dal punto di vista fisico, ma che richiedono comunque preparazione necessaria ad affrontare salite anche impegnative. Da Ma’tan a Petra, si possono ammirare alcune delle viste più spettacolari dell’intero Jordan Bike Trail, passando per il castello di Shobak e finendo il tragitto a Petra.

3 – E infine da Petra ad Aqaba. Un percorso di 2-3 giorni con meno dislivello rispetto al resto del Jordan Bike Trail, ma con molta più sabbia. Un itinerario importante nel Triangolo d’Oro della Giordania, che tocca Petra, Wadi Rum e Aqaba.

Difficoltà e tracciato

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Il Jordan Bike Trail è un percorso fisicamente impegnativo, con un dislivello di quasi 20.000 metri e 730 k di percorrenza, soprattutto nella Regione del Nord. Il percorso della Giordania – tra l’altopiano a est e la Jordan Rift Valley a ovest – contiene numerosi canyon (wadi) che attraversano il Paese da est a ovest. Viaggiando da nord a sud è necessario attraversarne la maggior parte. È un viaggio bellissimo, ma abbastanza arduoo!

Tuttavia, il tracciato non è tecnico. Il 60% del percorso segue strade asfaltate, mentre la stragrande maggioranza del restante 40% segue strade sterrate: può sembrare che ci sia molto asfalto, ma il Jordan Bike Trail è stato progettato intenzionalmente per rendere le salite pedalabili.

Ci sono occasionalmente brevi tratti di guida tecnica, tutti facilmente percorribili se non si è a proprio agio in sella. Non è necessario essere esperti di mountain bike per percorrere questo itinerario. Intorno al Wadi Rum alcuni chilometri sono piuttosto sabbiosi e potrebbe essere necessario spingere la bicicletta: quindi non è particolarmente tecnico, ma può essere lento.

La tipologia di bicicletta ideale è una gravel o una mountain bike.


Anello dei Colli Euganei

L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei

Gli americani le chiamano le “colline di Venezia”, il poeta inglese Shelley le definì “isole senza mare”: sono i Colli Euganei, antichi vulcani oggi a riposo che emergono dalla pianura padana come tonde cime verdi. Una terra preziosa, amata nei secoli da letterati e nobili, scrigno di eremi, castelli, abbazie, ville venete, canali navigabili e antiche borgate, ma anche di una natura ricca, che unisce biodiversità a tappeti di vitigni che disegnano il paesaggio.

L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei è forse il miglior modo per visitare questo territorio, scoprendone le bellezze, i sapori e le tradizioni al ritmo dei pedali.

Anello dei Colli Euganei

I Colli Euganei

I Colli Euganei offrono in pochi chilometri paesaggi e sentimenti, lungo un filo conduttore che va da Petrarca, che qui passò gli ultimi anni della sua vita, alla cultura secolare dell’Abbazia di Praglia, fino alle antiche Terme di Abano e Montegrotto. E se è vero che alle emozioni serve dare tempo, i Colli Euganei vanno attraversati con leggerezza e calma, come sanno fare i cicloturisti alla ricerca di esperienze autentiche.

L’esperienza

Perché è di questo che si tratta: di un’esperienza. Percorrere i 63 km di questo anello significa attraversare in poco tempo tutto quello che ha reso il Veneto la regione più visitata dai turisti stranieri: lungo strade solitarie, a pochi km dalle terme e dalle città d’arte del Veneto, si incontrano città medievali, borghi, paesaggi e ville venete, storia e natura, tradizioni e modernità. E questo senza faticare, perché il percorso è pianeggiante e vario, di quelli che si pedalano senza pensieri, lasciandosi andare alla contemplazione.

Anello dei Colli Euganei

L’anello si sviluppa all’interno del Parco Naturale dei Colli Euganei e in questo scenario geologico inconfondibile la natura si mostra nella sua ricchezza, tra importanti testimonianze archeologiche e boschi sterminati, nei quali, in passato, trovarono pace – e non fu un caso – eremiti e monaci, ancor oggi presenti presso l’Eremo Camaldolese che svetta sul Monte Rua, visitabile solo dai maschi.

Come percorrere l’itinerario dei Colli Euganei

Trattandosi di un percorso ad anello si può partire da qualunque punto: chi arriva in treno potrà iniziare il tour dalle stazioni di Montegrotto Terme, Este o Monselice, ma anche partire pedalando dalla stazione di Padova.

Immaginando di iniziare da Abano Terme, cuore di una delle aree termali più antiche d’Europa, si seguono i segnavia arrivando in breve a Montegrotto Terme, dove si può fare una prima sosta a Villa Draghi e al Museo del Termalismo. Si sale quindi sull’argine del canale navigabile Battaglia, che lo stesso Petrarca utilizzava per andare in città: qui non può mancare la visita al Castello del Catajo, un colosso di pietra progettato per stupire, con 350 stanze e uno dei più vasti e spettacolari cicli di affreschi del tardo Rinascimento veneto.

Anello dei Colli Euganei

Dopo Battaglia Terme è d’obbligo una deviazione per vedere Villa Barbarigo, a Valsanzibio: si dice che il progettista di Versailles abbia preso ispirazione dal suo parco, magnifico esempio di giardino simbolico barocco, nato della promessa di Francesco Barbarigo di creare un paradiso in terra se i figli fossero stati risparmiati dalla peste. A realizzarlo a fine Seicento fu l’architetto e fontaniere pontificio Luigi Bernini, fratello del più famoso Gian Lorenzo.

Tappa successiva, Monselice, che accoglie i viaggiatori nel suggestivo centro storico, perfetto per una sosta e per visitare il Castello e la vicina passeggiata del Santuario Giubilare delle Sette Chiese, sovrastata dalla rocca medioevale.

Anello dei Colli Euganei

A pochi chilometri, uno dei borghi più belli d’Italia, Arquà Petrarca, che prende il nome dal poeta che qui visse a lungo e dove ci si può perdere nelle strette vie medievali. Dopo Monselice ci si inoltra nella parte Sud dei Colli, fino a Este, con il suo castello carrarese e il bellissimo Duomo. Merita una sosta anche il paese di Cinto Euganeo con il Museo Paleontologico di Cava Bomba, un interessante esempio di recupero di archeologia industriale.

I vigneti dei Colli Euganei

Si pedala ancora in pianura, ma il panorama non è mai uguale a se stesso: qui cambia la luce, la vegetazione e lo sguardo si allarga fino ai Colli Berici. Inizia la zona dei grandi vini dei Colli, i rossi e il Moscato Fior D’Arancio: le numerose cantine aprono le porte ai visitatori, permettendo di unire al piacere della scoperta quello della tavola.

Anello dei Colli Euganei

A Lozzo Atestino la ciclovia effettua il periplo del monte omonimo permettendo di raggiungere il duecentesco Castello di Valbona. Dopo poco si sale al monte Sereo, unica salita del percorso, che regala una magnifica vista sui Colli Euganei e Berici. Conquistata la vetta, a 70 metri sul livello del mare, la strada presenta un breve settore pianeggiante prima di tuffarsi verso il campo da golf di Frassanelle. Lo si costeggia per qualche centinaio di metri fino a raggiungere lo scolo di Rialto che accompagna al punto di partenza passando accanto all’Abbazia di Praglia, autentico gioiello rinascimentale e importante centro spirituale benedettino, ancora oggi attivo e famoso anche per le erbe officinali.

E di qui si ritorna ad Abano o Montegrotto, dove terminare l’esperienza immergendosi nelle celebri acque termali.

L’anello può essere vissuto come un’escursione giornaliera oppure come una proposta di vacanza breve, abbinando alla bicicletta un soggiorno benessere alle terme, una visita ai musei archeologici, alle ville venete e ai centri storici.

Spagna in bici Turespaña_Vía de la Plata León ©Ruta Vía de la Plata. Foto TrackMTB

Incantevole Spagna in bicicletta

La Spagna è la meta ideale per gli amanti della bicicletta. La sua diversità geografica e il bel clima permettono di fare cicloturismo durante tutto l’anno. Il contesto naturalistico conservato è molto ampio, infatti è il Paese con più aree considerate Riserva della Biosfera (ben 53) e ci sono 16 Parchi Nazionali.

Cammini e itinerari in Spagna

Spagna in bici Turespaña_Vía de la Plata León ©Ruta Vía de la Plata. Foto TrackMTB
Turespaña_Vía de la Plata León ©Ruta Vía de la Plata. Foto TrackMTB

Inoltre il Paese vanta alcuni degli itinerari più belli e meglio segnalati d’Europa, di cui il più noto il Cammino di Santiago con le sue numerose varianti. Tra queste ad esempio il Cammino Francese, che inizia nei Pirenei, o il Cammino Portoghese (da Porto e Lisbona). Tra le tante variazioni e diramazioni ci sono anche il Cammino Basco dell’Entroterra, che attraversa i Paesi Baschi da nordest a sudovest e si congiunge con il Cammino Francese, e il Cammino Lebaniego, un ramo del Cammino del Nord che scorre all’interno della Cantabria nel cuore dei Picos de Europa.

Un peculiare percorso è rappresentato dalla Via dell’Argento, che ripercorre la storica strada romana che collegava nord e sud della Spagna, da Siviglia fino a Gijón tra Andalusia, Estremadura, Castiglia e León e Asturie. Infine, il Camino del Cid che ripercorre le orme del mitico cavaliere medievale Rodrigo Díaz de Vivar attraversando la Spagna dell’interno (da Burgos a Valencia).

Spagna in bici Cicloturismo_Parque JuanCarlos I
Cicloturismo_Parque JuanCarlos I

Tra le tipologie di piste ciclabili spiccano le Vías Verdes: più di 3.200 chilometri di linee ferroviarie dismesse sono state trasformate in itinerari cicloturistici. Ci sono più di 120 percorsi disponibili e le distanze sono molto diverse (da 1 a 100 chilometri).

Ci sono poi i Caminos Naturales: oltre 10.300 chilometri di sentieri naturalistici che comprendono antiche linee ferroviarie, navigli, vie della transumanza, cammini.

Infine, gli itinerari EuroVelo: molti tratti della zona del Mediterraneo sono predisposti perfettamente per la pratica del cicloturismo, ad esempio l’itinerario EuroVelo 8 che va da Cadice ad Atene.

Per saperne di più: www.spain.info

La Regione di Valencia

Il patrimonio culturale e naturale valenciano è di una bellezza e varietà stupefacente. Villaggi arroccati sulle cime delle colline, città murate dal forte carattere medievale, centri residenziali sul mare, terme, eremi, monasteri, castelli, pozzi di neve, grotte preistoriche con pitture rupestri, tratturi reali, antiche mulattiere e sterminate possibilità di escursioni: sono le testimonianze secolari di un paesaggio antropizzato che affascina il visitatore. Con più di 2.500 ore di sole all’anno e una temperatura media tra 12° e 20° in inverno e tra 24° e 32° in estate, il territorio valenciano consente la pratica del ciclismo 365 giorni all’anno.

Spagna in bici Regione di Valencia

I paesaggi valenciani

Nella Regione di Valencia si trovano praticamente tutti i tipi di paesaggio, escluso l’alta montagna e le foreste tropicali. I territori sono caratterizzati da boschi fitti nel nord e nell’entroterra di Castellón, Valencia e Alicante, sono presenti faggete, tejeras e boschi di lecci, querce da sughero e ginepri, in un buono stato di conservazione, nonché paesaggi sub-desertici di altissimo pregio botanico. Le cime raggiungono quasi i 2.000 metri e sono ricoperte di vegetazione d’alta quota. Non mancano le ampie zone umide abbracciate da dune che danno sul mare.

Inoltre ci sono aree esposte ad abbondanti precipitazioni e zone di sterpaglie al limite dell’aridità, dirupi traboccanti di vegetazione ma anche cale solitarie e, naturalmente, ampie spiagge sul Mediterraneo.
Una straordinaria diversità dovuta alla brusca irregolarità della geografia, alla sua dicotomia più che alla sua altitudine: montagna-costa, colline e valli, sole e ombra, neve e mare. Questa diversità di ecosistemi forma un ambiente naturale unico, ricco di oltre tremila specie diverse di piante, comprese numerose specie endemiche esclusive. Questi luoghi inoltre sono un rifugio per un’infinità di uccelli durante la loro migrazione annuale e parchi naturali protetti che si possono esplorare con calma in bicicletta.

Nel contesto europeo, la Regione di Valencia è uno dei principali e più vasti territori montuosi. In particolare la regione di Ports, nell’entroterra di Castellón, è la seconda regione più montuosa della Spagna e la regione di Alicante non differisce molto.

Per chi ama la MTB

Anche senza superare i duemila metri, la complessità dei suoi sistemi strutturali, i ripidi pendii, gli estesi massicci e gli intricati dirupi fanno della Regione di Valencia un territorio ideale per la mountain bike.
Le montagne, che occupano quasi tre quarti del territorio, si aprono come un grande anfiteatro sul Mediterraneo. Una stretta fascia costiera ospita le pianure maggiormente abitate: la Plana de Castellón, il Llano de Vinaroz, la Huerta de València, la Ribera del Júcar e la Vega Baja del Segura.

Queste sono anche le zone agricole più fertili e dove si trova la maggiore concentrazione urbana. Questa pianura costiera è circondata da catene montuose e massicci che hanno origine nella Cordigliera Iberica a nord-ovest e nella Cordigliera Betica a sud. La confluenza delle due grandi catene montuose peninsulari è all’origine di questa complessità geografica, le cui propaggini arrivano fino alla riva del mare.

L’offerta cicloturistica di Valencia

Valencia offre tutto ciò che un cicloturista desidera trovare in un viaggio. I passi di montagna sono un paradiso per i ciclisti su strada, e i paesi, i villaggi e le valli interne sono ideali per il turismo in bikepacking. La buona accessibilità della Regione di Valencia per strada, in treno e aereo, facilita senza dubbio il turismo a tutti i livelli, ma è ancora più favorevole al ciclismo essendo dotata di una vasta rete di infrastrutture, che consentono una pratica in tutta sicurezza di questa modalità di escursione.

Dai Centri MTB completamente attrezzati, agli Itinerari Verdi e ai progetti di cicloturismo come la Vall d’Albaida, con percorsi dettagliati e alloggi di qualità specializzati nel turismo sportivo, la Regione di Valencia è all’avanguardia in Europa per le dotazioni di infrastrutture per i ciclisti. Non esiste praticamente comune o associazione di comuni che non abbia segnalato e promosso le piste ciclabili sul proprio territorio.

Benidorm Spagna in bici

Grazie all’ampia offerta di alloggi e di ogni sorta di servizi adattati alle esigenze dei ciclisti, nonché all’ampia gamma di aziende specializzate nel turismo attivo che permettono di contrattare prodotti specifici o su misura, è facile trovare la misura giusta alla propria vacanza in bicicletta.

Prolungando la permanenza, i cicloturisti possono accedere a moltissime offerte culturali, ad altri sport e ad attività all’aria aperta (kayak, escursioni, canyoning, arrampicata, windsurf, immersioni o visite culturali) che possono trasformare il soggiorno in un’esperienza indimenticabile.

Infine, ma non meno importante, la gastronomia: non c’è migliore combinazione di quella tra ciclismo e dieta mediterranea, che consente di recuperare le forze in ristoranti di altissima qualità che offrono un equilibrio ideale per l’alimentazione dell’atleta.

Le zone da non perdere

Un viaggio in bici in Costa Blanca rappresenta un vero piacere per chi ama la bicicletta. Il ciclismo è uno dei prodotti più consolidati nella provincia di Alicante, sulla Costa Blanca, che rivela montagne imponenti, spiagge estese e ottime condizioni delle strade. Una vasta gamma di percorsi infatti soddisfano tutti i tipi di pubblico.

Spagna in bici Costa Blanca

Questo, insieme alla vasta gamma di servizi specializzati, rende la zona la destinazione ideale anche per ciclisti di grande prestigio internazionale che la scelgono per i loro allenamenti e pre-stagionali. La Costa Blanca riflette lo spirito di miglioramento che si ammira nei grandi eventi sportivi come la “Vuelta Ciclista a España”.

Anche Benidorm, grazie alla geografia variegata e al clima mite, permette di pedalare durante tutto l’anno. Le strade e i sentieri che si snodano tra la costa e l’entroterra offrono percorsi per tutti i livelli, per principianti e per esperti, che possono godere di itinerari che si inerpicano sulle colline circostanti o che costeggiano le affascinanti calette e le spiagge dorate. Questa varietà di paesaggi non solo mette alla prova la resistenza e l’abilità dei ciclisti ma offre anche scorci panoramici mozzafiato, unendo lo sport all’esplorazione delle bellezze naturali e culturali della regione.

In aggiunta, Benidorm si distingue per le sue eccellenti infrastrutture dedicate ai ciclisti, incluse numerosi alloggi specializzati, negozi di noleggio bici e officine attrezzate per ogni necessità. La città promuove attivamente il cicloturismo con eventi, tour guidati e percorsi segnalati che permettono di scoprire angoli meno noti ma altrettanto affascinanti del territorio. Questo impegno nel supporto alla comunità ciclistica rende Benidorm una meta ideale non solo per chi cerca la sfida sportiva ma anche per coloro che desiderano vivere una vacanza attiva, immersi nella natura e nella cultura del luogo, esplorando la regione su due ruote con un senso di libertà e avventura unici.

Le Vie Verdi di Valencia

La Regione di Valencia è attraversata da 13 vie verdi per circa 200 km. Percorrendole, il viaggiatore può conoscere la storia, la cultura e la natura del territorio valenciano. Possono trovarsi lungo la costa, nell’entroterra, in piena montagna o nel mezzo di orti o aranceti. Imboccarle è il modo migliore per scoprire la Regione di Valencia, seguendo il proprio passo e il proprio tempo.

Per maggiori informazioni: cicloturismo.comunitatvalenciana.com 

Aragona

L’Aragona è un territorio ideale per praticare mountain bike e cicloturismo grazie alla diversità geografica e paesaggistica, l’ampia rete di strade secondarie e di altri tipi di percorsi e il clima. Ci sono percorsi di tutti i livelli, molti adatti anche alle famiglie. Emozione e avventura sono gli ingredienti dei percorsi nei Pirenei, nelle aspre montagne iberiche di Saragozza e Teruel e nelle sorprendenti pianure della valle dell’Ebro.

Sul sito web sono raccolti i 300 percorsi che rappresentano le possibilità offerte dall’Aragona per gli appassionati di mountain bike.

Spagna in bici Aragona_ Foto (Valle de Benasque)
Aragona_ Valle de Benasque

L’Aragona ha 8 centri MTB, grandi aree che offrono tracciati segnalati per vivere le migliori esperienze in montagna. I percorsi sono suddivisi in diversi livelli a seconda delle competenze dell’utente: debuttanti, famiglie/amici, appassionati… con incredibili discese, percorsi enduro e cross country. L’Aragona è anche un riferimento tra gli appassionati di BTT per una serie di prove di fama internazionale, come Quebrantahuesos, Orbea Monegros, BTT Trans Highlands, Trans-Nomad, Calcenada, Vuelta al Moncayo GR 260 e TowCar Puerto Gorribaza.

E, naturalmente, ci sono le grandi piste ciclabili, come la Transpirenaica e il Cammino naturale dell’Ebro, e strade verdi (Greenways) emblematiche, come la Val de Zafán che termina nel Mar Mediterraneo, o quella di Ojos Negros, la più estesa della Spagna. Inoltre, l’Aragona è interessata dall’itinerario Eurovelo “Iberica” da Lisbona a Tolosa che percorre il territorio aragonese da sud a nord.

Tenerife

L’isola offre spettacolari percorsi per praticare il ciclismo su strada, mountain bike ed e-bike 365 giorni l’anno, sempre accompagnati da una temperatura primaverile.

Tenerife è una destinazione molto conosciuta per il clima privilegiato, per gli spazi naturali unici e per l’offerta gastronomica, culturale e storica. Un altro fondamentale ingrediente è la scommessa sulla sostenibilità, che l’ha portata a essere riconosciuta come Destinazione Biosphere per aver sviluppato diversi progetti nell’ambito della sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

Spagna in bici Tenerife  Carretera Parque Nacional del Teide
Carretera Parque Nacional del Teide

Negli ultimi anni, l’isola è diventata sempre più una destinazione scelta da chi desidera praticare attività e sport all’aperto, in particolare se legate alle due ruote.

Gli amanti della mountain bike hanno a disposizione circa 200 chilometri di percorsi che attraversano tutta l’isola e, in particolare, le alture di Tenerife come la Corona Forestale. Una completa rete di piste permette molteplici combinazioni raggiungibili con il trasporto pubblico o in auto.

La rete ciclabile dell’isola adatta al ciclismo su strada è molto ampia, molto ben conservata e spesso in zone poco frequentate attraversate da tracciati serpeggianti. Un sicuro divertimento per chi ama questa tipologia di ciclismo. E lo sanno anche i ciclisti professionisti che l’isola rappresenta un’eccellenza per l’allenamento: ogni anno molti di loro raggiungono Tenerife per preparare la partecipazione al Tour de France, ai campionati del Mondo e ai Giochi Olimpici. Non è strano, né raro, che si possa incontrarne lungo il proprio percorso.

Dal punto di vista delle competizioni, Tenerife è terreno di alcune gare ciclistiche consolidate, come la Vuelta al Teide, una Granfondo che si corre a maggio intorno al picco più alto di Spagna, il Teide – 3.715 metri s.l.m.. Sono 175 i chilometri di percorso nella versione lunga e 95 i chilometri nella modalità Half Teide. Anche questa gara rappresenta un’ottima scusa ideale per visitare l’isola.

I servizi a Tenerife

L’attrattività di Tenerife passa anche dai servizi, come gli eccellenti collegamenti aerei diretti o con scalo in Spagna. E che dire del pernottamento? Sull’isola si trovano strutture alberghiere a quattro e cinque stelle fra le migliori d’Europa, boutique hotel e agriturismi, tra i quali alcune eccellenze come il Parador del Parco Nazionale del Teide.

In particolare, gli appassionati e i professionisti del ciclismo hanno la possibilità di pernottare in strutture bike friendly, che offrono servizi specifici: dallo spazio per sistemare le biciclette in totale sicurezza alle officine di riparazione, passando per il noleggio di biciclette di ogni tipo.

A completare l’offerta cicloturistica ci sono le aziende specializzate nei servizi per il cicloturismo che forniscono attrezzature e consulenza. Tra questi servizi si trovano le guide cicloturistiche locali. Si tratta di esperti che sanno raccontare il territorio, indicare dove fermarsi per ammirare il panorama, spiegare i luoghi più interessanti del patrimonio insulare e, non ultimo, mostrare dove godersi un pranzo o una merenda tradizionali.

Maggiori informazioni su Tenerife: /www.webtenerife.com/sport

Fiandre Itinerario in bici delle città d'arte

Viaggio in bici nelle Fiandre: dove e perché nel 2024

Qualcuno le conosce per il Giro delle Fiandre e il pavé, qualcuno per le città d’arte come Bruges e Gent. Qualcun altro pensa alle birre e alle patatine, mentre c’è chi sogna di vedere le opere d’arte di Jan van Eyck, Pieter Bruegel il Vecchio, Peter Paul Rubens. La bellezza delle Fiandre è proprio quella di saper offrire tutto questo, nel medesimo tempo.

Non servono scuse per organizzare un viaggio in una delle Regioni europee più sviluppate per il cicloturismo – tra servizi, itinerari e piste ciclabili si posiziona senza dubbio come una delle migliori destinazioni per una vacanza in bicicletta.

Fiandre Itinerario in bici delle città d'arte

Se la bellezza della natura e delle città e la facilità con cui si possono attraversare non fossero sufficienti, lasciatevi ispirare dagli Itinerari Iconici da percorrere in bici – quello Costiero e quello delle Città d’Arte – e dalla selezione di appuntamenti imperdibili di quest’anno.

Triennale Beaufort24 e l’arte di Ensor: in bici sulla costa e immersi nell’arte

Con la triennale Beaufort24 e le celebrazioni dedicate al pittore James Ensor (1860-1949) che si svolgono contemporaneamente, il 2024 offre ai visitatori l’opportunità di immergersi nella bellezza e nella diversità lungo un percorso che incarna l’essenza della creatività fiamminga e dello stile di vita locale. Da scoprire naturalmente, con un viaggio in bicicletta.

Beaufort24

Pedalando lungo le magnifiche piste ciclabili costiere, accuratamente selezionate tra gli Itinerari Ciclabili Iconici delle Fiandre, i visitatori hanno l’opportunità di ammirare non solo la natura del litorale, ma anche le numerose installazioni d’arte contemporanea all’aperto che si integrano armoniosamente nel paesaggio naturale.

Fiandre Costa Beaufort © Piet De Kersgieter
Sculpture Park Beaufort © Piet De Kersgieter

Beaufort24 è la manifestazione artistica giunta all’ottava edizione, che si terrà dal 27 marzo al 2 novembre 2024. Quest’anno, 18 artisti esplorano creativamente la costa fiamminga, variando il tema il “Tessuto della Vita(Fabric of Life).

Le installazioni, inserite nel paesaggio delle nove cittadine costiere, non sono tutte temporanee, infatti otto delle opere di questa edizione vanno ad aggiungersi alla collezione del Beaufort Sculpture Park, un museo a cielo aperto che vede i 60 chilometri di costa belga sul Mare del Nord punteggiati da installazioni artistiche.

L’itinerario iconico costiero da percorrere in bicicletta

Punto focale della vita culturale costiera, Ostenda è città creativa, dinamica e contemporanea, rinomata per la sua ricca offerta culturale e gastronomica. Ostenda rappresenta il punto di partenza ideale per percorrere la Kustroute, l’itinerario di 85 km che permette di esplorare il litorale fiammingo.

Procedendo verso est ci si imbatte in località pittoresche come De Haan, celebre per la sua elegante zona residenziale risalente alla Belle Époque, nota come la Concessie. Quest’area è caratterizzata da affascinanti ville che si affacciano sul mare, tra cui la Villa Savoyarde, dove nel 1933 soggiornò Albert Einstein. Dalla Concessie è facile raggiungere la spiaggia, dove si trova una delle opere permanenti del Beaufort Sculpture Park: Eternity, un Poseidon contemporaneo che domina l’orizzonte marino.

Fiandre Costa Blankenberge 12 © Toerisme Blankenberge
Fiandre Costa Blankenberge © Toerisme Blankenberge

Continuando lungo la costa fino al suo estremo orientale, si giunge a Knokke-Heist, situata ai confini con i Paesi Bassi dove si trova l’installazione Beach Castle. Knokke vanta anche la preziosa riserva naturale dello Zwin, con le sue dune selvagge e le lagune salmastre, offrendo un’esperienza immersiva nella bellezza incontaminata della natura, tra colori, odori e suoni unici. In direzione opposta, superando Ostenda verso ovest, si arriva a Westende, dove si possono ammirare altre opere iconiche dello Sculture Park costiero come Olnetop.

Beaufort OLNETOP © Westtoer APB
Beaufort OLNETOP © Westtoer APB

Per aggiungere attività intriganti al viaggio, si consideri che a Oostduinkerke è possibile partecipare all’antica tradizione della pesca a cavallo, patrimonio culturale immateriale UNESCO. Durante i mesi da aprile ad ottobre, i pescatori si avventurano nell’acqua con i loro cavalli da tiro per catturare il pregiato gamberetto grigio del Mare del Nord.

Fiandre Costa -Oostduinkerke Pescatori di gamberetti © Westtoer APB
Fiandre Costa -Oostduinkerke Pescatori di gamberetti © Westtoer APB

Ostenda e James Ensor

Ostenda non è solo il fulcro dell’itinerario iconico costiero, ma anche il cuore delle celebrazioni di di James Ensor.

Itinerario iconico costiero Fiandre Ostenda

Ensor, maestro fiammingo moderno noto per le sue figure stravaganti e talvolta un po’ inquietanti, ha trascorso gran parte della sua vita a Ostenda, che infatti lo celebra a 75 anni dalla sua scomparsa con con un festival cittadino ricco di eventi e mostre. Qui si sviluppa gran parte del programma artistico dedicato al pittore ed è qui che si trovano mostre e iniziative irripetibili. L’estate e l’autunno attendono i visitatori con tre esposizioni: Autoritratti (fino a giugno), Il paradiso immaginario di Ensor (fino a ottobre) e Satira, Parodia, Pastiche (fino a gennaio 2025).

Le istituzioni culturali della città, dal museo Mu.ZEE alla casa-museo di Ensor, inoltre collaborano con il progetto di street art The Crystal Ship, per far scoprire ai visitatori gli angoli meno convenzionali della città. Un’occasione davvero da non perdere.

Het James Ensorhuis 4 © Toerisme Oostende vzw - James Ensorhuis - Nick Decombel Fotografie
Casa di Ensor © Toerisme Oostende vzw – James Ensorhuis – Nick Decombel Fotografie

Non solo mostre, ma anche installazioni negli spazi pubblici, musica, performance e progetti per i bambini. Il progetto “Elle adore le noir, ad esempio, rappresenta un circuito da percorrere in bicicletta o a piedi, tra le opere d’arte legate a Ensor collocate all’interno o nei pressi di esercizi commerciali.

James Ensor a Bruxelles e Anversa

Fiandre Anversa Port House di Zaha Hadid
Anversa – Port House di Zaha Hadid

In primavera, anche la capitale Bruxelles si unisce a questa celebrazione per riscoprire l’opera e il talento di questo Maestro Moderno. Mentre dopo l’estate, le celebrazioni si spostano ad Anversa, con mostre di primo piano in molte delle istituzioni culturali della città, dal Museo Reale di Belle Arti KMSKA (dove si trova la più vasta collezione di Ensor al mondo sin dagli anni 1920) al Museo della Moda, passando per la casa-museo Plantin-Moretus. Una mostra davvero curiosa è quella che inaugurerà il 28 settembre al MoMu – il Museo della Moda di Anversa – che gioca sulle idee di Ensor su travestimento, (falsa) civetteria, grottesco ed effimero.

In bicicletta lungo l’itinerario delle città d’arte

Fiandre Itinerario Iconico Città d'arte

Le città protagoniste dell’anno di Ensor si trovano tutte lungo l’itinerario delle città d’arte, particolarmente affascinante per chi ama esplorare i centri urbani. È probabilmente il più iconico tra tutti gli itinerari fiamminghi, perché non solo è uno dei più lunghi (332 km), ma soprattutto perché attraversa tutte le città delle Fiandre. Questo percorso consente di scoprire, a un ritmo lento e sostenibile, Bruxelles, Lovanio, Anversa, Mechelen, Gent, Bruges e Ostenda, unendo in un unico percorso secoli di storia e arte della regione.

Non manca nemmeno in questo itinerario l’immersione nel verde e nella natura, perché tra una città e l’altra si attraversano spazi di campagna, si seguono corsi d’acqua, si ammirano i paesaggi rilassanti del territorio fiammingo.

L’arte contemporanea en plein air a Bruges

Nel viaggio ideale tra natura e arte fiamminghe di questo 2024 non può mancare Bruges, forse la città più riconoscibile nell’immaginario dei viaggiatori.

Situata sull’Itinerario delle Città d’Arte e a pochissimi chilometri dalla costa, non è solo una splendida cittadina da visitare, ma è anche il luogo ideale per gli amanti dell’arte contemporanea en plein air perché ospita la Triennale di Bruges.

Fiandre Bruges in bici

La Triennale di Bruges (dal 13 aprile al 1° settembre 2024) si concentra sul legame tra l’arte e i luoghi e mette in evidenza gli angoli meno conosciuti e utilizzati della forse più celebre città delle Fiandre. Il centro storico, patrimonio dell’UNESCO, diventa così sfondo magnifico alle installazioni contemporanee.

Il tema “Spazi di Possibilità” è una riflessione di dodici artisti e architetti provenienti da tutto il mondo su come affrontare il cambiamento in una città dove il concetto di “non costruire” rappresenta una visione del futuro. L’obiettivo è sfidare le persone a pensare in modo collaborativo al futuro di Bruges e, in termini più ampi, delle città in generale.

Fiandre Bruges

Una delle installazioni artistiche porterà addirittura un cambiamento temporaneo all’orizzonte di Bruges. Lo studio di architettura thailandese Bangkok Project Studio sta infatti creando una torre dell’orologio contemporanea, una piattaforma panoramica in legno che farà risaltare una zona meno frequentata del Parco Re Alberto I. I visitatori saranno invitati a scoprire questo angolo verde poco conosciuto e ad ammirare la vista da una nuova prospettiva, oltre alle classiche tre torri medievali che caratterizzano la città.

Le Fiandre in bici: tutti gli itinerari iconici

Sono nove percorsi ciclabili iconici per un’avventura in bicicletta nelle Fiandre. Ogni itinerario iconico collega le meraviglie dei paesaggi fiamminghi attraverso affascinanti piste ciclabili tematiche. Tutti questi percorsi presentano segnaletica in entrambe le direzioni, permettendo ai ciclo-viaggiatori di scegliere liberamente in quale direzione pedalare e dove iniziare o terminare il viaggio.

Itinerario del Barocco siciliano

Sicilia, l’itinerario del Barocco in bicicletta

Storia, cultura, natura ed enogastronomia sono tra le attrattive principali della Sicilia e, nella parte sud-orientale dell’isola, questi elementi raggiungono livelli di assoluta eccellenza.

Siamo nel Val di Noto, dove i paesaggi dell’entroterra si arricchiscono delle testimonianze di un antico e illustre passato. Si tratta, infatti, di un’antica regione che dal periodo normanno fino al 1812 costituiva una delle circoscrizioni amministrative del Regno di Sicilia. Oggi corrisponde a otto città: Palazzolo Acreide, Caltagirone, Ragusa, Modica, Noto, Scicli, Catania e Militello. Dopo il terribile terremoto del 1693 queste città furono magnificamente ricostruite in stile tardo-barocco, tanto da entrare a far parte dal 2002 del Patrimonio UNESCO.

Itinerario del Barocco siciliano

photo credit Italy Cycling Tours

L’itinerario del Barocco siciliano

L’itinerario in bicicletta, tra i molti che si possono intraprendere, parte da Pantalica e arriva a Siracusa, è di media difficoltà e per essere goduto appieno richiede almeno quattro giorni (250 km circa). Per essere completato si attraversano strade provinciali, riserve naturali e strade sterrate.

La partenza alla Riserva Naturale Orientata di Pantalica

Si inizia dalla Riserva Naturale Orientata di Pantalica, in provincia di Siracusa, un’area naturalistica di grande bellezza. Nel corso dei millenni, i fiumi Anapo e Calcinara hanno scavato profonde gole, le cui pareti sono state ricoperte da una lussureggiante vegetazione con oleandri, salici e pioppi. In primavera, il paesaggio si arricchisce di colore con la fioritura di orchidee selvatiche e iris. Qui si trovano anche suggestive piscine naturali le cui acque cristalline, con colori che vanno dal turchese al verde smeraldo, sono perfette per un rinfrescante bagno dopo una pedalata.

Pantalica, itinerario del barocco siciliano

Dall’ingresso di Sortino si segue un bel percorso di 24 km (andata e ritorno) lungo una strada sterrata che si sviluppa sulla vecchia linea ferroviaria che collegava Siracusa a Vizzini.
Attraversando ponti e gallerie, si gode di indimenticabili panorami sulla più grande necropoli d’Europa – 5.000 tombe – risalente al periodo in cui i Siculi abitavano l’area orientale della Sicilia tra il XIII e il VII secolo a.C.

Proseguendo si raggiunge Palazzolo Acreide, la perla dei Monti Iblei, annoverata tra i Borghi più belli d’Italia. L’antica Akrai conserva splendide testimonianze della dominazione greca, come l’Acropoli con il suo “teatro del cielo”, situato in una posizione dominante sulla valle, e il Bouleuterion, dove si riuniva il senato cittadino. Accanto a queste vestigia greche, Palazzolo custodisce anche tesori dell’architettura barocca, come la Chiesa Madre, con la sua sontuosa facciata e gli interni riccamente decorati.
Da non perdere l’ottima salsiccia di Palazzolo Acreide, presidio Slow Food, che viene prodotta ancora secondo la tradizionale lavorazione del suino nero siciliano.

Nel cuore degli Iblei e Ragusa

Continuando il percorso in bicicletta lungo gli antichi sentieri che un tempo erano attraversati da monaci e pellegrini, si possono ammirare splendidi paesaggi costellati di ulivi, campi di grano e mulini abbandonati sino ad arrivare a Chiaramonte Gulfi. Questa piccola cittadina si trova a 679 metri sul livello del mare, nel cuore degli Iblei. È famosa non solo per la sua magnifica posizione, che le è valsa l’appellativo di Balcone di Sicilia offrendo una vista spettacolare che spazia dall’Etna a Gela, ma anche per il suo eccellente olio, considerato tra i migliori d’Italia.

Si prosegue verso Ragusa, la città dei due patroni e dei tre ponti. La sua parte più antica, Ragusa Ibla, custodisce uno dei migliori esempi di barocco in tutta la Sicilia: la chiesa di San Giorgio.

Modica e Portopalo di Capo Passero

Dopo aver lasciato il capoluogo più a sud d’Italia, si continua lungo la strada statale 115 in direzione di Modica, città famosa a livello nazionale per il suo delizioso cioccolato, ancora prodotto seguendo l’antica ricetta azteca. Modica, conosciuta come la “città delle cento chiese”, è divisa in due zone: Modica Alta e Modica Bassa. Si tratta di un meraviglioso presepe incastonato nelle rocce degli Iblei. Le sue principali chiese, il Duomo di San Giorgio e la Chiesa di San Pietro, si affacciano su imponenti scalinate anziché su piazze, creando un’atmosfera suggestiva. Dalla cima del Pizzo Belvedere, il punto più alto della città, si può godere di una splendida vista panoramica.

Capo Passero Itinerario del barocco siciliano

Prima di tornare nella provincia di Siracusa, da assaggiare le deliziose scacce ragusane, focacce farcite con vari condimenti, dalla classica con pomodoro e caciocavallo a quella con ricotta e prezzemolo.

Tra i pittoreschi muretti a secco e l’odore della campagna punteggiata da ulivi, carrubi, mandorli e fichi d’India, si raggiunge il punto più a sud d’Europa, Portopalo di Capo Passero. Questo villaggio di pescatori si trova tra il Mar Ionio e il Mar Mediterraneo.

Marzamemi e la Riserva di Vendicari

Da qui si risale la costa orientale della Sicilia verso Marzamemi, un grazioso borgo marinaro dove è possibile fare una breve sosta per ammirare la pittoresca Piazzetta Regina Margherita, circondata dalle caratteristiche “casuzze” arabe dei pescatori, oggi trasformate in locali e ristoranti. Ai lati della piazzetta si trovano la bellissima chiesa di San Francesco di Paola e il palazzo del Principe di Villadorata, collegato sul retro alla tonnara risalente all’epoca della dominazione araba.

Marzamemi, Piazza Regina Margherita Itinerario del Barocco Siciliano

La tonnara di Marzamemi ha avuto un’importanza enorme nel corso dei secoli, diventando la seconda più importante dell’intera Sicilia dopo quella di Favignana. Qui è possibile fare scorta di tonno e di altri deliziosi prodotti derivati dalla sua lavorazione, come la bottarga, la ventresca e il tarantello.

Successivamente si raggiunge l’ingresso sud della Riserva di Vendicari, un’oasi di pace la cui tranquillità è interrotta solo dal passaggio di numerose specie di uccelli lungo le rotte migratorie dall’Africa. Lasciando le biciclette nel parcheggio, si possono percorrere i 14 km della riserva (per chi ha poco tempo, è possibile scegliere uno dei 3 sentieri disponibili – blu, arancio o verde – attraverso i diversi varchi).

Circondati dai profumi della macchia mediterranea, tra boschi di ginepro, antiche saline, stagni e la suggestiva tonnara, si potranno ammirare le famose spiagge di San Lorenzo, dove le tartarughe nidificano nei mesi di luglio e agosto, Cala Mosche e Marianelli.

Noto, capitale del Barocco

Restano solo 26 km per raggiungere l’altopiano su cui si erge la rinomata capitale del Barocco, Noto, che domina la Valle dell’Asinaro. Attraverso la Porta Reale, un imponente arco di trionfo costruito nell’Ottocento in occasione della visita del re Ferdinando II di Borbone, si accede a Corso Vittorio Emanuele.

Itinerario del Barocco Siciliano

photo credit Italy Cycling Tours

Qui, il sole non smette mai di illuminare i suoi capolavori grazie all’orientamento est-ovest, e si potranno ammirare meraviglie come il Convento di San Francesco, la Chiesa di Santa Chiara, Palazzo Ducezio e la Cattedrale di San Nicolò. Nella vicina Via Nicolaci, dove si trova lo splendido palazzo della famiglia Nicolaci, vengono realizzate meravigliose decorazioni floreali che adornano la strada durante l’Infiorata, un tradizionale saluto alla primavera che si tiene ogni anno la terza domenica di maggio e attira numerosi visitatori.

La meta finale dell’itinerario del Barocco siciliano: Siracusa

Infine, si arriva a Siracusa, la città che Cicerone definì la più grande e la più bella di tutte le città greche. Non si potrà che essere d’accordo dopo aver varcato l’ingresso del Parco della Neapolis: qui spiccano il teatro greco, che nella stagione primaverile ospita la rappresentazione delle antiche tragedie greche dopo il tramonto, e l’Orecchio di Dionisio, un’imponente grotta alta 23 metri con un’acustica eccezionale. Secondo la leggenda, il tiranno Dionisio la utilizzava per ascoltare le parole dei suoi prigionieri.

Anche qui non mancano i gioielli tardo-barocchi: basta attraversare uno dei due ponti che collegano Siracusa all’isola di Ortigia per immergersi nelle affascinanti stradine di questo magico isolotto. Tra sontuosi palazzi e caratteristiche botteghe di artigianato, si raggiunge la splendida Piazza Minerva. Ammirando la bellezza del Duomo, la cui facciata risplende sotto una calda luce che ne esalta i dettagli, si potrà gustare una rinfrescante granita e ripensare alla bellezza di questo incredibile itinerario.

E-book Sicilia in bicicletta: Arte e Cultura

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Puglia

La Puglia in bicicletta: una destinazione inaspettata

In sella a una bicicletta, passando tra querce millenarie, ulivi monumentali e della fitta macchia mediterranea che sfoggiano ombre maestose, si svela agli occhi del cicloturista una Puglia meravigliosa e soprattutto inaspettata.

Migliaia di chilometri dal Gargano al Salento, da percorrere in bicicletta lungo antichi sentieri, strade di campagna e a basso traffico. L’esperienza del cicloturismo in Puglia consente di comporre percorsi differenti a seconda delle preferenze, della difficoltà ricercata e dei desideri personali.

Puglia

Non è necessario essere ciclisti allenati. Infatti, ogni itinerario proposto può essere scomposto in più tappe e può essere costruito con durate diverse – viaggi settimanali, escursioni giornaliere o week-end lunghi. Tra una tappa e l’altra si scoprono le specialità gastronomiche, si visitano i musei, i borghi e le città d’arte. Un viaggio all’insegna della cultura e del benessere.

Una Regione da scoprire lentamente

La Puglia in bici è unica, ma non è una. Cambia volto ad ogni stagione. L’invito è a scoprirla tutta, lentamente. Per questo la Puglia sta lavorando alla strutturazione di diversi percorsi ciclabili per rendere la vostra esperienza su due ruote indimenticabile. Ecco di seguito le nostre proposte (work in progress) da fare in gravel o in mountain bike.

Puglia

Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Un viaggio lungo la Via dell’Acqua fatto di paesaggi, borghi, ma anche di un inestimabile patrimonio di archeologia industriale legato alla più importante opera ingegneristica mai realizzata in Italia. In Puglia si può partire da Castel del Monte e – attraversando il Parco Nazionale dell’Alta Murgia – giungere, da un sito UNESCO all’altro, ad Alberobello, nella Terra dei Trulli. Da qui puntare verso Sud e da Manduria, città del vino, attraversare tutto il Salento per giungere a Santa Maria di Leuca, dove l’abbraccio dei due mari non ci consente di andare oltre. Paesaggi e sapori diversi, che lasceranno nel viaggiatore un’idea di felice molteplicità.

Ciclovia dell’Ofanto

Seguire il corso di un fiume antichissimo, l’Aufidus, per attraversare su due ruote la Puglia meno conosciuta. Il percorso si svolge nel Parco Naturale Regionale del Fiume Ofanto, tra paesaggi agropastorali e vestigia romane, alternando le colline dell’Irpinia ai rettilinei del tavoliere. Si parte in quota da Rocchetta Sant’Antonio per giungere in pianura, prima a Cerignola e poi a Canosa, dove è possibile visitare siti archeologici mozzafiato. Da qui si punta al mare, alla foce del fiume citato da Polibio, dove il viaggio si conclude sulle sponde dell’Adriatico, trai riflessi delle saline di Margherita di Savoia.

Puglia

Via Appia

Un percorso in bici che è un vero e proprio itinerario culturale, un museo a cielo aperto, fatto di siti archeologici di inestimabile bellezza. In Puglia è possibile iniziare la propria avventura su due ruote a Gravina in Puglia, l’antica Silvium, e dopo avere attraversato le distese verdi della Murgia, giungere nella Terra delle Gravine, caratterizzata dai canyon più grandi d’Europa. Di qui l’arrivo sullo Jonio, nella città di Taranto, dalla quale attraverso Grottaglie, Oria e Mesagne, si giunge nel porto adriatico più importante della romanità: Brindisi, vera e propria porta d’Oriente.

Via Francigena

Un itinerario culturale che unisce l’Europa, da Canterbury a Santa Maria di Leuca. In Puglia si parte dai verdi paesaggi dei monti Dauni, tra Faeto e Celle San Vito, per poi giungere nel Tavoliere, attraversando i borghi rurali di Stornara e Stornarella; di qui si punta ai centri dalle vestigia medievali di Andria, Corato, Ruvo, Bitonto e Bari, dove si guadagna la costa adriatica, che non si abbandona fino all’arrivo a Brindisi, toccando Polignano e Monopoli. Il Salento lo si attraversa ammirando la cattedrale di Otranto, ma anche godendo delle aree interne: imperdibile una sosta a Lecce, per rimanere estasiati dallo spettacolo del Barocco e dell’ospitalità salentina.

Via Peuceta, Via Ellenica e Via Jonica del Cammino Materano

Tre vie diverse che permettono di attraversare la Puglia come non lo avete mai fatto. Le prime due proposte si possono realizzare in un semplice weekend: la Via Peuceta consente di partire da Bari e giungere in Basilicata, a Matera, attraverso le antiche vie di transumanza del Parco Nazionale dell’Alta Murgia; la Via Ellenica nella Terra degli Ulivi, invece, parte da Brindisi e giunge fino ad Alberobello, attraversando i bellissimi paesaggi della Valle d’Itria. La Via Jonica richiede qualche giorno in più e vale la pena viverla soprattutto fuori stagione. Indescrivibile pedalare avendo di fianco il mare di Porto Cesareo, Maruggio, Marina di Lizzano: impossibile non cedere alla tentazione di un tuffo nell’acqua cristallina.

La Rotta dei Due Mari

Un percorso coast to coast che unisce le sponde dell’Adriatico con quelle dello Jonio. Una pedalata da mare a mare, che parte dal paese di Domenico Modugno, Polignano, per toccare la bellezza naturale delle Grotte di Castellana, la raffinatezza dell’architettura di Martina Franca e poi giungere nella culla della Magna Grecia, Taranto, dove, giunti alla meta, è possibile godersi uno splendido tramonto guardando il sole immergersi nelle acque di Falanto.

Clorofilla colonnine per il cicloturismo

Colonnine Clorofilla: dalla passione uno strumento per migliorare il cicloturismo

Il cicloturismo è uno stile di vacanza che consente di esplorare territori e conoscere non solo i luoghi, ma soprattutto le identità locali, le persone. È anche un business, che stimola e arricchisce le economie delle destinazioni che investono nelle attività e nelle infrastrutture legate alle vacanze attive. Il cicloturismo rappresenta inoltre un settore in crescita che genera profitti e in linea con l’esigenza di proteggere l’ambiente attraverso pratiche sostenibili.

Clorofilla colonnine per il cicloturismo

Il cicloturismo è soprattutto una passione e la bicicletta uno strumento potente per migliorare la qualità della vita delle persone. Ed è proprio la passione, unita a una visione responsabile del proprio ruolo, ad aver dato vita al progetto Clorofilla, produttore italiano di stazioni di assistenza e ricarica per biciclette ed e-bike.

L’attività di Clorofilla parte dal presupposto che il turismo in bicicletta non solo impatti meno sull’ambiente, ma rappresenti un turismo educativo, in grado di mettere le persone in condizione di scoprire bellezza in movimento. Da qui l’idea di supportare quelle realtà che mettono al centro l’ospitalità e l’accoglienza dei viaggiatori in bici.

L’azienda Clorofilla

L’azienda Buratti Meccanica, storica e prestigiosa azienda di lavorazioni meccaniche della Romagna, nasce dall’esperienza della Buratti Dino & Figli, quando nel Dopoguerra il Sig. Dino apre un’officina di riparazioni meccaniche. Ancora oggi l’azienda viene gestita dalla famiglia Buratti, affiancata da un team di tecnici e programmatori. Precisione, pragmatismo e innovazione sono le basi su cui si fonda il lavoro dell’azienda che, nel 2019, dopo anni di ricerca e sviluppo, presenta a Eurobike il progetto Clorofilla e le proprie colonnine.

Clorofilla Azienda Buratti

L’azienda crede fortemente nel ruolo migliorativo delle biciclette e delle vacanze sulle due ruote, ecco perché decide di dedicarsi allo sviluppo di soluzioni che incontrino le esigenze di quelle realtà che con Clorofilla condividono la medesima prospettiva. La missione aziendale è chiara: soddisfare le necessità di chi pedala, risolvendo i piccoli/grandi problemi meccanici che si possono incontrare lungo la strada.

E se è vero che le stazioni di assistenza sono appositamente pensate per l’utente finale – il ciclista -, è anche vero che Clorofilla nello stesso tempo cerca di rispondere a una domanda, talvolta non ancora emersa o forse inespressa, di bar, ristoranti, bike hotel e strutture che hanno l’obiettivo di fornire prodotti dedicati proprio a quel ciclista.

Infrastrutture e cultura dell’accoglienza sono i fronti su cui lavorare per contribuire allo sviluppo del settore cicloturistico e rendere più attrattiva una destinazione, è importante essere presenti e lavorare per migliorare questi aspetti. Infatti, l’esperienza positiva genera una ricaduta importante per il movimento delle vacanze in bici.

La Ciclovia dell’Appennino e gli altri progetti

Esistono già itinerari cicloturistici in Italia in cui già è possibile vedere il risultato dell’installazione di colonnine di riparazione bici e ricarica e-bike, come ad esempio la Ciclovia dell’Appennino. Grazie alla partnership con Misura, sponsor della ciclovia, sono stati messi a disposizione i fondi per finanziare l’acquisto delle colonnine Clorofilla. Per questa ciclovia le stazioni sono state personalizzate.

Clorofilla colonnine e stazioni di ricarica bici

Altri progetti in cantiere coinvolgono la valorizzazione della Ciclovia dei Parchi della Calabria e della rete cicloturistica “In Bici a Pelo d’Acqua” in Piemonte. Nel corso del 2024, questi itinerari saranno arricchiti con l’installazione di colonnine di riparazione e ricarica destinate alle biciclette elettriche, segnando un importante passo avanti verso la realizzazione e promozione di soluzioni sostenibili nel settore del cicloturismo.

Nello specifico, la Regione Calabria si appresta ad equipaggiare i suoi 545 chilometri di Ciclovia con 20 colonnine personalizzate della serie Clorofilla Power. Analogamente, la rete cicloturistica piemontese “In Bici a Pelo d’Acqua” adotterà 27 colonnine della serie Clorofilla Basic e Trail lungo i suoi 270 chilometri di percorsi che attraversano suggestivi paesaggi, collegando l’Italia alla Svizzera.

Tali investimenti testimoniano il riconoscimento dell’impegno costante di Clorofilla nel promuovere infrastrutture cicloturistiche all’avanguardia e sostenibili, contribuendo in modo tangibile al rinnovamento e alla crescita dei territori interessati in un modo distintivo e di valore aggiunto.

Alla portata di tutti

La bici è democratica, alla portata di tutti. Altrettanto devono esserlo gli strumenti per il ciclista. Ecco perché i progettisti hanno realizzato un design ergonomico e intuitivo che rende le colonnine facilmente accessibili e utilizzabili. Inoltre, per ridurre al minimo la manutenzione, sono stati utilizzati componenti resistenti all’usura.

Clorofilla Colonnina

Cosa si trova su una colonnina? Una serie di cacciaviti, brugole e chiavi delle misure più diffuse per poter intervenire in caso di necessità e tamponare piccoli problemi meccanici.

Non solo l’uso deve essere “facile” ma anche la reperibilità. Comunicare la presenza delle stazioni di ricarica e assistenza è fondamentale perché la community dei ciclisti e cicloturisti siano consapevoli dell’esistenza delle colonnine. Una colonnina nascosta o introvabile non è di alcuna utilità.

Con questa considerazione in mente, Clorofilla ha implementato altri due servizi per individuare le strutture che decidono di installare le colonnine. Si tratta innanzitutto di una mappa interattiva Google, che permette di individuare la colonnina più vicina o di visualizzare le colonnine disponibili in una particolare zona di interesse. Inoltre, in collaborazione con komoot è stata creata la raccolta di tutte le colonnine in modo che chi utilizza l’app possa trovarle sul proprio percorso.