Pedalare tra gli alberi nel Limburgo - Bjorn Snelders

Pedalare in un luogo unico: il Limburgo

Pedalare tra paesaggi incantevoli, opere d’arte, città caratteristiche e patrimonio culturale alla scoperta della gastronomia locale. Quante volte avete sentito questo invito alla scoperta in bici di un territorio?

Ma siete mai stati invitati a pedalare sugli alberi? E a guardare attraverso una chiesa? Avete letto bene, non “tra” gli alberi, ma “su”. Non “dentro una chiesa”, ma “attraverso”.

Pedalare tra gli alberi nel Limburgo - Bjorn Snelders
Pedalare tra gli alberi nel Limburgo – (c) Bjorn Snelders

Scommettiamo ben poche volte. Per questa ragione è giunto il momento di scoprire il Limburgo, la regione orientale delle Fiandre, ad ovest del fiume Mosa. Al confine con i Paesi Bassi, lambisce le province di Liegi a sud, del Brabante Fiammingo a ovest e di Anversa a nord-ovest. La sua città più importante è Hasselt, un polo creativo con diversi musei, street art eccentrica e irresistibili boutique oltre ad essere circondata da vie verdi, ampie praterie e vallate fluviali.

Com’è il Limburgo?

Il paesaggio del Limburgo è ondulato, rilassante, punteggiato da castelli, siti minerari convertiti in attrazioni e fattorie. Praterie, specchi d’acqua e fiumi arricchiscono il paniere di ingredienti che rendono questa regione tanto affascinante.

Fiandre - Limburgo © Provincie Limburg - Robin Reynders
Paesaggio del Limburgo, © Provincie Limburg – Robin Reynders

Ma non solo. La parte settentrionale è caratterizzata da foreste rigogliose, mentre nell’est del Limburgo, dove il fiume Mosa forma il paesaggio, si succedono antichi villaggi e paesaggi ricchi d’acqua. A sud invece c’è Haspengouw, la regione della frutta. Quando gli alberi da frutto sono in fiore, ciclisti ed escursionisti sono avvolti da nuvole di fiori mentre verso l’estate gli alberi si riempiono di colorati e succosi frutti da raccogliere.

Ispirazioni artistiche e luoghi unici dove pedalare

Si diceva che nel Limburgo è possibile guardare attraverso una chiesa. Ma di cosa si tratta? Di un’opera d’arte che dialoga con il luogo in cui è inserita. Una chiesa che permette di ammirare il panorama attraverso la sua struttura. Si chiama Reading between the lines e si trova nella regione di Haspengouw (quella della frutta, per intenderci), dove le architetture giocano con il paesaggio. Realizzata da Gijs Van Vaerenbergh, un duo di architetti belgi (Pieterjan Gijs e Arnout Van Vaerenbergh), Reading between the Lines è una struttura alta 10 metri in lamiera d’acciaio, modellata secondo la forma di una piccola chiesa di Loon.

Fiandre Reading_Between_the_Lines_van_Gijs_Van_Vaerenbergh_Kristof_Vrancken
Fiandre Reading Between the Lines di Gijs Van Vaerenbergh, Kristof Vrancken

Sempre nella regione dei frutteti è possibile incontrare diverse opere di arte contemporanea perfettamente integrate nella natura.

Ad esempio, si può salire su un’installazione creata dall’artista Frits Jeuris con decine di alberi da frutto abbattuti dopo una malattia. Helsh(ea)ven è infatti una piattaforma da cui si gode di una vista privilegiata sul paesaggio circostante.

Limburgo (c) Enough Cycling
(c) Enough Cycling

Queste due installazioni si trovano percorrendo l’ultimo tratto dei 459 chilometri dell’Itinerario delle Colline, quello che impegna i ciclisti tra le salite e le discese della parte meridionale delle Fiandre.

Ci sono poi tre esperienze che non conoscono rivali e che regalano ai ciclisti l’opportunità di pedalare in luoghi incantevoli, ma soprattutto inaspettati. Scopriamole insieme.

Le tre esperienze inaspettate da fare in bici nel Limburgo

A Bokrijk si pedala attraverso l’acqua. Non si deve guadare un fiume, né è prevista un’immersione, perché è stata realizzata una passerella ciclabile che congiunge le due sponde dello stagno di Bokrijk. L’eccezionalità di questo percorso è data dal fatto che mentre si pedala l’acqua è all’altezza dello sguardo, vicinissima.

Limburgo - Pedalare sull'acqua a Bokrijk © David Samyn
Limburgo – Pedalare sull’acqua a Bokrijk © David Samyn

Alberi, altezza, bellezza della natura. Ecco i tre elementi del Cyling through the trees (Pedalare Sugli Alberi). Ma in che senso? Si pedala per 700 metri a 10 metri di altezza, proprio tra le cime degli alberi. In sicurezza, ci si ritrova a guardare la natura dall’alto, lungo un doppio anello che immerge i ciclisti nella magia del bosco.

Un percorso ciclabile di 4 chilometri e un ponte ciclopedonale di legno lungo 300 metri consentono di ammirare lo splendore della brughiera nel Parco Nazionale del Belgio Hoge Kempen National Park. Dal punto più alto del ponte si ammira il paesaggio circostante.

Limburgo Fiandre Brughiera Heathland Gravel Limburg (c) Flanders Classics
Hoge Kempen (c) Flanders Classics

Il Parco si trova sull’itinerario Kempen, 213 chilometri da Anversa a Maasmechelen, tra boschi e ampie brughiere, dune simili a quelle del Sahara e laghi.

Lungo questo itinerario è anche possibile approfondire la conoscenza sul passato minerario della zona ed esplorare siti come C-mine. Un tempo luogo di estrazione del carbone, oggi è un polo multifunzionale immerso in un’atmosfera unica da archeologia industriale, dove ammirare opere di arte contemporanea oppure riscoprire le attività minerarie partecipando ad esempio alla la C-mine expedition.

Fiandre Limburgo Genk C_Mine © David Samyn
Genk C_Mine © David Samyn

L’itinerario della Mosa

Nel Limburgo ci sono ben 2000 km di percorsi ciclabili pavimentati, segnalati, sicuri e per lo più liberi da auto e oltre alle tratte dei due itinerari iconici descritti sopra. Chi ama la tranquillità e il magnetismo dei paesaggi fluviali, può sperimentare l’itinerario della Mosa.

Siamo lungo il fiume che rappresenta il confine tra Belgio e Paesi Bassi per circa 40 chilometri, da Maastricht nei Paesi Bassi a Kessenich in Belgio. Non ci sono auto lungo i suoi argini, perciò ci si può prendere tutto il tempo necessario per visitare la piazza di Maaseik oppure quella che è considerata la cittadina più bella delle Fiandre: Oud-Rekem.

In bici nel Limburgo - Fiandre (c) Bram De Vrind
In bici nel Limburgo – Fiandre (c) Bram De Vrind

Pedalando, si attraversa il Parco Fluviale di Maasvallei, un parco paesaggistico dal paesaggio vario, caratterizzato da un intreccio di vecchi bracci fluviali, argini, canali e sabbie ghiaiose, collegati a poche aree residenziali ben delimitate ed ecosistemi unici.

Un percorso che non deve rimanere ineluttabilmente sulla sponda fiamminga , perché, se si desidera attraversare il fiume, basta prendere il Traghetto President Willy Claes, a Ophoven-Ohé en Laak. E con una traversata, si può mettere piede, anzi, la ruota, nel territorio dei vicini olandesi.

Gli Itinerari Iconici: da sapere

Tutti gli itinerari citati sono percorribili nei due sensi e si possono suddividere in tappe, in modo da adeguarli alla propria abilità e al tempo a disposizione. Su fiandreinbici.com si può vedere come incrociarli tra loro e costruire il proprio viaggio in bici nelle Fiandre.

Consegnato alla Fiera del Cicloturismo il Premio “Ho voluto la bicicletta” intitolato a Mariateresa Montaruli

Sabato 6 aprile, alla Fiera del Cicloturismo di Bologna, sono stati svelati i nomi delle vincitrici del
Premio “Ho voluto la bicicletta”, dedicato alla memoria di Mariateresa Montaruli, reporter di viaggi,
giornalista, scrittrice e blogger specializzata in cicloturismo e mobilità dolce, scomparsa prematuramente
nel 2023.

Diari della Bicicletta

Le vincitrici sono Veronica Rizzoli per la categoria “Diari della bicicletta” e Simona Ridolfi per la categoria
“Adesso pedala”. Rizzoli si è aggiudicata il premio con il reportage sulla Bolivia “Pedalando tra i cristalli di oro bianco” pubblicato sulla rivista Itinerari e Luoghi. Questa la motivazione della Giuria:
“Emozionante e avvincente, il reportage centra il tema del Premio con riflessioni e abbondanza di spunti
geografici, storici e sociologici. Il lettore è coinvolto nel racconto con la descrizione di esperienze e incontri che solo il viaggio in bicicletta rende possibili. Ottimo corredo fotografico e utili nelle schede a fine del servizio le informazioni tecniche sull’itinerario”.

Adesso Pedala

Simona Ridolfi ha vinto con il progetto La via silente, percorso cicloturistico permanente di circa 600 km
attraverso il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Questa la motivazione della Giuria:
“Un progetto ideato e sviluppato nel pieno rispetto dei criteri descritti dal bando da una figura femminile
coraggiosa, determinata e radicata sul territorio. La via silente è un progetto completo di sviluppo del
cicloturismo nel sud Italia, un caso di successo da replicare”.

Mariateresa Montaruli

La cerimonia di premiazione è stata anche un momento per ricordare il lascito della giornalista, all’insegna della sua grande passione per la bicicletta come mezzo capace di cambiare il mondo. Credeva soprattutto nel ciclismo al femminile, a cui ha dedicato interviste e reportage. Proprio a proposito del suo ultimo lavoro, le collane “Italia in bicicletta” e “In bicicletta” di Repubblica/National Geographic curate
coinvolgendo oltre 40 autori, scrive: “tra le mie soddisfazioni più grandi il fatto che due terzi degli itinerari
proposti siano scritti da autrici donne”.

__________

Il premio dedicato a Montaruli è nato da un’iniziativa di La Nuova Ecologia (mensile di Legambiente), di
Upcycle Cafè Milano, Bikeitalia e della famiglia e di un gruppo di amici per celebrare la passione di Mariateresa per le due ruote e il suo impegno nel promuovere il cicloturismo, in particolare al femminile.

Pedale d’Oro 2024

Tra le novità dell’edizione 2024 della Fiera del Cicloturismo c’è stato il concorso di cortometraggi di cicloturismo “Pedale d’Oro” per celebrare la bellezza del viaggio in bicicletta.

La premiazione dei migliori “Ciclo Corti di Viaggi Lunghi” si è svolta sabato 6 aprile.
Ad aggiudicarsi il “Pedale d’Oro”, il miglior video di viaggio tra i 43 trailer in concorso, scelto con una media pesata tra voto online e voto della giuria, è Crossing Africa – Da Firenze alla Guinea in bicicletta di Dario Franchi.

La seguente motivazione della giuria: “La scelta del vincitore di questo concorso non andrebbe fatta in base all’importanza del viaggio, ma solo in base alla qualità del video racconto. In questo caso però, a fronte di un video ben costruito, ben raccontato, con un ottimo montaggio ci troviamo anche di fronte a un viaggio davvero epocale portato a termine da due giovani. Ha anche il merito di essere parzialmente girato in condizioni proibitive, sia dal punto di vista ambientale che sociale, mantenendo comunque un’ottima, e non scontata, qualità video. Impossibile non ritenerli meritevoli del premio”.

Il Campanello d’oro (maggior numero di voti online) va a L’Italia in tandem… alla cieca! – Milano-Lecce di Giusi Parisi.

Il Sellino d’oro (il preferito della giuria): MItoRO | Da Milano a Roma in bici (Via Francigena) di Ilaria Delbono.

Viaggare con la bici 2024, rapporto realizzato da ISNART

È stata presentata venerdì 5 Aprile, al Forum del Cicloturismo all’interno della Fiera del Cicloturismo di Bologna, la 4a edizione del Rapporto “Viaggiare con la bici 2024”, realizzato da ISNART e Legambiente in collaborazione con Bikenomist.

In uno scenario in cui la domanda turistica è sempre più caratterizzata dal desiderio di vivere momenti ed esperienze a forte impatto emotivo, il cicloturismo si caratterizza come uno dei segmenti a forte trend di crescita, nell’ambito del contesto più ampio del turismo attivo ed in plein air.

Quello che nel 2019 era un fenomeno emergente, oggi è voce “forte e chiara” dell’offerta turistica del Paese, che sta innescando un circuito virtuoso tra una domanda sempre più attenta, caratterizzata da interessi trasversali e una capacità di spesa medio-alta, e un’offerta di servizi che vanno specializzandosi, così da rendere il cicloturismo uno dei nuovi turismi di punta in ambito esperienziale ed emozionale.

I cicloturisti hanno generato 56,8 milioni di presenze nel 2023

Questa tendenza positiva, pur con gli inevitabili alti e bassi tipici di un fenomeno in consolidamento, ha trovato conferma negli ultimi anni: l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio restituisce la stima di oltre 56 milioni di presenze cicloturistiche nel 2023, il 6,7% delle presenze complessive registrate in Italia.
L’elemento che appare rilevante è quello che vede le presenze direttamente associabili alla fruizione cicloturistica non solo riallinearsi al dato pre-pandemico, fenomeno che si è registrato anche per gli altri prodotti turistici; bensì, crescere di un ulteriore 4% rispetto ai 54 milioni di presenze registrati nel 2019, anno che, come ben sappiamo, ha rappresentato il picco del turismo italiano nell’ultimo decennio.

L’impatto economico diretto è stato di oltre 5,5 miliardi di euro

Non stupirà, dunque, che il cicloturismo rappresenti oramai una voce importante del fatturato turistico del nostro Paese, con un impatto economico diretto stimabile in oltre 5,5 miliardi di euro al 2023, in crescita del 35% sul 2022 e del 19% sul 2019 (4,6 miliardi). Il cicloturista spende in media 95 euro al giorno per l’acquisto di beni e servizi, un importo che per gli stranieri sale a 104,5 euro: cifre che appaiono rilevanti, se consideriamo che la spesa media giornaliera del totale dei turisti in visita nel nostro Paese è pari a 59,6 euro.

L’identikit del cicloturista

I dati dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio restituiscono il profilo ben definito della domanda: il cicloturista in Italia, nell’estate 2023 è, in prevalenza, un Millennial (47%, + 10p.p. sul 2022), con un livello di istruzione medio-alto, svolge una professione (86%; +7,5 p.p. sul totale turisti) e dichiara un reddito medio (52%) o addirittura medio-alto (24%), il che lo rende un target economicamente molto appetibile per i territori.
Il cicloturista in Italia viaggia in compagnia: del proprio partner (41%), della famiglia (26,7%) o degli amici (17%).
Soprattutto, è un turista “trasversale” per cui l’uso della bicicletta fa da “collante” tra interessi e motivazioni turistiche variegate: dalle visite al patrimonio artistico-monumentale (37%), all’immersione in quello naturalistico (36,4%), dalle esperienze enogastronomiche (24%) a quelle orientate al wellbeing in senso lato (8%).

L’importanza del web e della “community”

6 cicloturisti su 10 utilizzano la rete per raccogliere informazioni e pianificare la propria vacanza su due ruote; ne deriva il profilo di un turista attivo e consapevole, che predilige organizzare il tutto nei minimi dettagli prima ancora di partire, consapevole della maggiore complessità tecnico-logistica della vacanza (attrezzature, trasporti, alloggi). Un dato estremamente interessante è che il 22% dei cicloturisti stranieri siano repeater, ovvero disposti a ritornare in Italia a seguito di un’esperienza piacevole, dimostrando una propensione a lasciarsi fidelizzare su cui certamente merita puntare.

Il cicloturista ha una propensione maggiore a lasciare recensioni online (6 su 10), indicazioni su itinerari e “tecniche”, in particolare rivolte alla propria community, a cui è legato da un sentimento di fraternità ed appartenenza.

La rivoluzione “gentile ma disordinata” del cicloturismo nazionale

Un turista su 3 afferma di aver scelto una specifica ciclovia perché ben manutenuta, dato che ci ricorda l’importanza della corretta programmazione e gestione dei lavori di manutenzione della rete; il 26,2% opta per percorsi immersi in un contesto ambientale suggestivo, in linea con la sensibilità verso la sostenibilità e l’interesse per il patrimonio naturale; il 22,4% dichiara di aver scelto la destinazione attratto da una nuova ciclovia, segnale di un’utenza appassionata, che si informa e che sa apprezzare le novità (e quindi gli investimenti) nell’offerta infrastrutturale dedicata.

Per quanto riguarda la tipologia di mezzo scelto, quasi la metà degli intervistati (49%) ha optato per la MTB, il 24% ha preferito la bici da corsa, il 15,4% la bici da città/passeggio ed il 12% ha optato per l’e-bike, che consente di ampliare la quota di domanda cicloturistica, avvicinando una fascia di utenza non necessariamente attiva a livello sportivo.

“Siamo lieti di rinnovare la collaborazione con ISNART e Legambiente, avendo contribuito alla redazione di una parte del Rapporto ‘Viaggiare con la Bici 2024’ e ospitandone per il secondo anno consecutivo la presentazione all’interno della Fiera del Cicloturismo di Bologna. La crescita del cicloturismo in Italia è sicuramente incoraggiante e, come Bikenomist, siamo impegnati a formare e a mettere in rete tra loro gli operatori del settore, per offrire prodotti turistici sempre più accattivanti che sappiano valorizzare anche le zone più remote del nostro Paese.”

Pinar Pinzuti, Direttrice della Fiera del Cicloturismo e membro del consiglio di EuroVelo
Via Verde della Costa dei Trabocchi, credits Regione Abruzzo

Abruzzo in bicicletta: gli itinerari e gli eventi 2024

Vincitrice nel 2020 dell’Italian Green Road Award per il progetto Bike to Coast – la pista ciclopedonale in via di completamento su tutto il litorale regionale tra le località balneari di Martinsicuro e San Salvo, parte integrante della Ciclovia Adriatica nazionale –, nel novembre scorso la Regione Abruzzo ha conquistato il secondo posto al premio biennale European Greenways Award 2023 per la sua scenografica Via Verde della Costa dei Trabocchi, segmento meridionale della Bike to Coast compreso tra Ortona e Vasto (con alcuni tratti da ultimare), caratterizzato dalla presenza delle antiche e suggestive macchine da pesca edificate in legno e sospese sul mare.

Via Verde della Costa dei Trabocchi, credits Regione Abruzzo
Via Verde della Costa dei Trabocchi, credits Regione Abruzzo

Il nuovo e prestigioso riconoscimento consolida così l’immagine della regione come autentica destinazione turistica bike friendly, meta privilegiata per gli amanti delle due ruote. Oltre alla direttrice adriatica, infatti, diversi sono i percorsi ciclabili che dolcemente si insinuano tra i poggi tappezzati di vigneti e uliveti fino a conquistare le principali cime appenniniche.

Gli itinerari cicloturistici in Abruzzo

Tra i più suggestivi, regala emozioni profonde pedalare tra le pareti di roccia della Valle del Sagittario verso il lago di Scanno dal romantico perimetro a forma di cuore oppure immergersi nel paradiso di biodiversità della Riserva regionale Sorgenti del Pescara ammirando da vicino la straordinaria cromia delle acque contrappuntate dalla rigogliosa vegetazione.

Popoli, Riserva regionale Sorgenti del Pescara, credits Luca Del Monaco
Popoli, Riserva regionale Sorgenti del Pescara, credits Luca Del Monaco

Allo stesso modo entusiasma poter raggiungere il Parco attrezzato delle Sorgenti sulfuree del Lavino dal centro di Scafa in totale sicurezza grazie alla ciclovia appena inaugurata. Dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, poi, con un impegno minimo si può raggiungere la Riserva regionale Calanchi di Atri, ma una volta a destinazione la stanchezza svanirà davanti alla lunare bellezza di un paesaggio da sogno. E come non rimanere stupiti davanti agli incantevoli panorami offerti dalla Ciclabile dell’Aterno che, alternando tratti asfaltati ad altri sterrati ed in via di completamento, dalle frazioni sparse ai piedi del capoluogo aquilano si insinua dolcemente nel territorio del Parco regionale Sirente Velino tra borghi medievali, castelli, monasteri e ponti romani, comprendendo anche le meraviglie naturali delle Grotte di Stiffe.

La nuova carta cicloturistica

Una selezione delle ciclovie e dei percorsi su strada e MTB attualmente fruibili in Abruzzo è disponibile sulla nuova carta cicloturistica regionale, distribuita in forma cartacea nelle fiere di settore e scaricabile gratuitamente in formato PDF nella sua versione digitale dalla Media Gallery del portale abruzzoturismo.it. Riportati in elegante segno grafico la mappa contiene 45 itinerari, ognuno dotato di un proprio QR CODE grazie al quale ottenere la traccia GPX presente sulla piattaforma Koomot insieme a foto e brevi descrizioni dei tour.

Bike to Coast, nuovo ponte sul fiume Vomano, credits Ivan Masciovecchio
Bike to Coast, nuovo ponte sul fiume Vomano, credits Ivan Masciovecchio

A sottolineare la natura multimediale del prodotto editoriale, altri QR CODE consentono di collegarsi alla mappa regionale delle aree camper, al portale dedicato cicloturismo.abruzzoturismo.it con l’elenco completo dei percorsi e delle strutture bike friendly ed ai servizi offerti da Trenitalia in Abruzzo. In un’ottica di mobilità sostenibile ricordiamo che su tutti i treni regionali circolanti in Abruzzo, compresi quelli della compagnia TUA (Trasporto Unico Abruzzese), il trasporto della bicicletta è gratuito nei limiti dei posti disponibili.

Gli eventi ciclistici in Abruzzo

Oltre ad ospitare – tra arrivi e partenze – quattro tappe del prossimo Giro d’Italia, l’Abruzzo sarà protagonista di altri appuntamenti per gli amanti delle due ruote. Dal 17 al 19 maggio sarà la Marina di Fossacesia (CH) sulla Costa dei Trabocchi ad accogliere il villaggio di Art Bike & Run + Wine, la manifestazione promossa da Legambiente e dedicata a famiglie e turisti tra esibizioni artistiche, giochi di gruppo, corsa podistica non competitiva, cronometro in bicicletta, ciclopedalata enogastronomica ed uno spazio eventi per degustazioni, workshop e attività per bambini.

Tra i vigneti sullo sfondo della Torre del Cerrano, credits Gianni Alcini
Tra i vigneti sullo sfondo della Torre del Cerrano, credits Gianni Alcini

Domenica 9 giugno il borgo di Mutignano di Pineto (TE) sarà lo scenario della Cerrano Gravel-MTB Experience, manifestazione cicloturistica non competitiva ideata con lo scopo di promuovere il territorio delle Terre del Cerrano e le sue eccellenze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche attraverso tre percorsi diversi da 50, 80 e 110 chilometri.

Domenica 2 giugno Scanno e il suo romantico lago a forma di cuore saranno sede della Marathon degli Stazzi, evento che si svolge dal 2004 in grado di richiamare ogni anno numerosi bikers, divenendo nel tempo uno degli appuntamenti più importanti del circuito MTB, con i percorsi che si snodano attraverso i rifugi dei pastori dislocati tra la frazione di Frattura, il valico di Monte Genzana, Passo Godi e il lago.

Altopiano di Campo Imperatore, credits Regione Abruzzo
Altopiano di Campo Imperatore, credits Regione Abruzzo

Sabato 8 giugno, invece, Castel del Monte ospiterà la Nova Eroica Gran Sasso, il nuovo e inedito evento all road nel cuore dell’Appennino italiano, con percorsi che si snodano sull’Altopiano di Campo Imperatore lungo gli antichi tratturi, le strade bianche usate fin dall’antichità per la Transumanza delle greggi, pratica riconosciuta nel 2019 dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Infine, domenica 27 ottobre da Sante Marie prenderà il via la XIII Cicloturistica della Castagna, tre percorsi di varie distanze e difficoltà immersi nei boschi di faggi e castagni ricavati accanto a mura di epoca Italica, resti di monasteri benedettini e altre meraviglie offerte dal territorio marsicano.

Piemonte Val Formazza_Credits Visit Piemonte, ph I.Com

Le vostre pedalate preferite? In Piemonte!


Dal “diavolo rosso” Giovanni Gerbi a Costante Girardengo e Fausto Coppi, dal Museo dei Campionissimi a Novi Ligure all’AcdB Museo della Bicicletta di Alessandria, la bici è nel DNA del Piemonte.

Cartina alla mano, per una gita, un fine settimana o un percorso a tappe di più giorni, in Piemonte si scopre una gran rete di ciclovie turistiche per tutte le passioni: si va dai tracciati per mtb e gravel, ai percorsi in quota, godendosi lo skyline alpino e appenninico con orizzonte sul Mar Ligure anche in e-bike. Un’esperienza nel rispetto dell’ambiente, “insaporita” da storie di borghi, persone e culture in un’architettura di ambienti naturali dalla straordinaria biodiversità, ideali anche per chi ama la fotografia naturalistica e il wildlife watching.

Piemonte Val Formazza_Credits Visit Piemonte, ph I.Com
Val Formazza Credits Visit Piemonte, ph I.Com

Guide professionali e un sistema capillare di hotel, servizi di noleggio e bike shuttle, seggiovie e telecabine attrezzate per il trasporto bici in quota, sono garanzia di un prodotto turistico attento alla qualità e all’accoglienza, all’accessibilità in chiave sostenibile.

Dove andare in Piemonte: la montagna

Se vi piace spaziare con lo sguardo su antichi insediamenti, alpeggi e cime, fortezze e rifugi in quota, le Vie storiche di montagna vi riportano al tempo di viandanti e pellegrini, mercanti e contrabbandieri nella natura libera.

Piemonte Assietta_Gran Serin_Credits ph Marco Cicchelli
Assietta Gran Serin Credits ph Marco Cicchelli

Ad oggi sono 69 i percorsi distribuiti in 5 province (Torinese, Biellese, Verbano Cusio Ossola, Alessandrino e Cuneese). Luoghi dove regnano i suoni della natura e dove prendersi tempo. Modi per riscoprire i segni di comunità, culture e avvenimenti, come le tracce del sistema difensivo della Linea Cadorna nel Verbano-Cusio-Ossola, le incisioni rupestri e i ripari nella roccia nel Biellese, i villaggi Walser in Valsesia, la battaglia dell’Assietta tra Alta Val Susa e Alta Val Chisone o i percorsi del sale e degli acciugai nelle valli occitane del Cuneese.

Per chi ama le sfide c’è la Salita Biella – Oropa, Montagna Pantani del Giro d’Italia, 12 km per arrivare ai 1.1.50 metri del Santuario di Oropa, sul Sacro Monte patrimonio UNESCO, e la magnifica Panoramica Zegna, con l’Oasi Zegna, disegnata da una vasta e attrezzata rete di percorsi per mtb ed e-bike.

Panoramica Zegna_Credits Oasi Zegna
Panoramica Zegna Credits Oasi Zegna

In bici in famiglia

Idee a misura di famiglia? Il Grand Tour UNESCO in bicicletta, l’anello di oltre 600 chilometri da percorrere tranquillamente in tappe tra tesori architettonici (dalle Regge Reali ai Sacri Monti, alle Città Creative) e il verde di boschi e parchi in paesaggi di insolita bellezza.

Ideale soprattutto in primavera e autunno, poi, il percorso di 27 km delle Risaie Ciclabili si inoltra nel Vercellese delle risaie, tra abbazie, borgate rurali e antichi cascinali, sorvegliati dallo sguardo attento di aironi e Cavalieri d’Italia.

Piemonte Colline Alessandria_Credits Archivio ALEXALA, ph Gianluca Grassano
Colline Alessandria Credits Archivio ALEXALA, ph Gianluca Grassano

Piacevole e per tutti è anche il Giro del Lago d’Orta nel Novarese: 35,50 km da Gozzano, toccando la rupe della Madonna del Sasso, il lungolago di Omegna, Villa Crespi a Orta San Giulio.

Dal Lago Maggiore al Lago di Mergozzo e d’Orta fino alle Valli dell’Ossola, “slow bike” è la parola chiave per esplorare questo splendido territorio lungo 40 itinerari di diversa difficoltà.

Nel Biellese, tracciati per mtb, e-bike e bici da strada si snodano tra spazi verdi e boschi, in ambienti semplicemente incantevoli. Dai sentieri pianeggianti delle riserve naturali della Baraggia e della Bessa, all’imponente dorsale collinare della Serra morenica con vista sul Lago di Viverone, dalla Valle Oropa ai fantastici Enduro Bike Park delle Rive Rosse.

Le colline del Piemonte

Se preferite l’orizzonte ondulato delle colline alessandrine, da Castellania, città natale di Fausto Coppi, si parte per un tour che racconta la storia della bicicletta e del ciclismo italiano. Prima tappa il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, poi si prosegue fino ad Alessandria, città pioniera del velocipede, che a Palazzo Monferrato ospita la storica collezione dell’AcdB Museo della Bicicletta.

Per chi ama la gravel experience, da marzo ad ottobre è perfetto il Petalo dei Colli Tortonesi, su strade bianche e sterrate per 143 km da Alessandria ai Colli Tortonesi, dove nascono pregiate etichette DOC.

Piemonte Bocchetto Luvera, Valdilana_CreditsATL Terre Alto Piemonte
Bocchetto Luvera, Valdilana CreditsATL Terre Alto Piemonte

Adatto a tutti, dagli esperti alle famiglie, il percorso nel Parco Naturale dello Scrivia è un viaggio tra le valli appenniniche Curone Grue Ossona, un angolo di natura dove ammirare essenze arboree e specie animali protette (la valle Scrivia è infatti una delle vie preferite per le rotte migratorie dei volatili dall’Africa verso il Nord), con soste in località ricche di storie artigianali e specialità enogastronomiche.

L’itinerario Dalle Dolci terre alle Langhe vi impegnerà sui pedali da Acqui Terme a Canelli. E, arrivati nelle Langhe, a ritmo di pedale si percorre l’ondulato paesaggio UNESCO di Langhe Roero e Monferrato Astigiano e Alessandrino su itinerari che entusiasmeranno gli appassionati di enoturismo, come Bar to Bar, percorso ad anello in 7 tappe per mtb o e-bike tra castelli e cascine, boschi e strade bianche, vigneti e strade a bassa percorribilità che connette Barolo a Barbaresco.

Gradevolissimi anche i 4 Wine Cru tour del Roero, tra vigneti e cantine dai favolosi vini locali DOCG e DOC.

Il Cuneese

Nel Cuneese, crocevia di grandi scambi e commerci tra montagna, mare e Pianura Padana, una rete di vie con il tempo parzialmente dismesse rappresenta oggi un grande patrimonio tutto da esplorare. Si pensi alla leggendaria Via del Sale Limone-Monesi, la più bella strada bianca d’Europa. 39 km di sterrato dalle Alpi al mare, da Limone Piemonte e Briga Alta, sull’antica strada militare, tra i 1.800 e i 2.100 metri.

Piemonte Alta Via del Sale, Provincia di Cuneo_ Credits Visit Piemonte - I.Com Multimedia
Alta Via del Sale, Provincia di Cuneo Credits Visit Piemonte – I.Com Multimedia

Sul confine tra Piemonte e Liguria ecco il reticolo di vie della Roa Marenca (da Mondovì a Ormea), storicamente utile al trasporto del “sale”, un tempo così prezioso da essere talvolta scambiato allo stesso valore dell’oro.

Per i più temerari c’è l’impegnativa Route del Marguareis, che si articola lungo lo spettacolare itinerario alpino transfrontaliero denominato “la Ciclovia del Duca”, con 70 km di sviluppo e circa 2.000 m di dislivello positivo; il consiglio, in questo caso in particolare, è di farsi accompagnare dagli accompagnatori cicloturistici, al fine di avere opportuna assistenza durante la giornata.

Il Torinese

Nel Torinese, chi ama godersi la varietà dei suoi angoli e paesaggi può percorrere l’Anello verde, il percorso escursionistico di circa 35 chilometri che si articola in antichi sentieri, giardini, macchie boschive e dimore collinari UNESCO come Villa della Regina o architetture sacre come il complesso della Basilica di Superga.

Per un tour nella cornice di collina, parchi e fiumi che avvolge le Residenze Reali Sabaude, c’è la Corona di Delizie in Bicicletta, l’anello di oltre 90 chilometri di ciclovie e strade rurali per city-bike, mountain bike o a piedi. Un bellissimo tracciato, che fa parte della Corona Verde, il sistema di infrastrutture verdi dell’area metropolitana.

Nel vasto intreccio di vie e percorsi, per i più allenati il Colle delle Finestre è la classica sfida di 17 km sulla salita del Giro d’Italia, con 1700 metri di dislivello e 33 tornanti tra Val di Susa e Val Chisone, in paesaggi spettacolari.

Il Novarese

Piemonte Castello di Novara credits Davide Morello
Castello di Novara credits Davide Morello

Si pedala a ritmo lento per scoprire il mosaico del mare a quadretti delle risaie, tra casali, borghi e abbazie tra Vercelli e Novara. In particolare, nel Novarese, la rete di percorsi in bicicletta In bici a pelo d’acqua, si inoltra nella biodiversità della Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano UNESCO. Qui ci sono inoltre magnifiche testimonianze storiche come il castello visconteo-sforzesco di Galliate e santuari quali San Pietro in Vulpiate, chiamato “il Varallino”, per la somiglianza con il Sacro Monte di Varallo UNESCO.

Fuori dal capoluogo, BicinVigna con Antonelli è l’itinerario ciclo-turistico che attraversa 9 Comuni legati alla biografia dell’architetto. Tra Romagnano Sesia e la bella cornice delle Colline Novaresi, generose di rinomate DOCG e DOC, il Parco del Monte Fenera e la Baraggia, s’incrociano architetture sacre a Fontaneto d’Agogna, a Boca, al Santuario al quale Antonelli lavorò tutta la vita, e a Maggiora, dove l’architetto è sepolto. Sul percorso, splendidi scorci medievali a Ghemme, Città del vino e del Miele ben preservata entro le mura del castello-ricetto.

Per maggiori informazioni: www.visitpiemonte.com

Friuli Venezia Giulia Ciclovia Alpe Adria FVG1 Laguna di Grado photo: NicolaBrollo

Friuli Venezia Giulia a ruota libera: in bici dalle Alpi al mare Adriatico 365 giorni all’anno


Dieci ciclovie, piste ciclabili e strade sterrate, percorsi adatti alle bici da corsa, alle gravel bike, alle fat bike o alle MTB, fino a itinerari in sella a city bike: il Friuli Venezia Giulia è la meta perfetta per gli amanti delle due ruote per 365 giorni all’anno.

La particolare collocazione geografica della regione, punto di collegamento tra le Alpi e l’Adriatico, offre la possibilità di scegliere tra innumerevoli e spettacolari contesti ambientali. Boschi tranquilli, cime ardite e percorsi leggendari attendono i cicloturisti in montagna, lagune tranquille e falesie a picco sul mare invece è quello che offre la costa. Nel cuore della regione si incontra invece lo spettacolo del grande fiume Tagliamento, colline vitate dove si producono grandi vini bianchi, borghi rurali e piccole città storiche dove scoprire la cultura, le tradizioni e le specialità dell’enogastronomia regionale.

Friuli Venezia Giulia Ciclovia Alpe Adria FVG1 Laguna di Grado photo: NicolaBrollo
Friuli Venezia Giulia Ciclovia Alpe Adria FVG1 Laguna di Grado photo: Nicola Brollo

Le Ciclovie del Friuli Venezia Giulia

Al centro della proposta cicloturistica del territorio spiccano le diverse ciclovie individuate con il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRe- MoCi), iniziativa adottata nel 2022 che ha reso il Friuli Venezia Giulia una delle poche regioni italiane ad avere un piano di prim’ordine riguardo al mondo bike, nonché dei biciplan strutturati per ben 50 comuni del territorio.

Le ciclovie, ognuna con le proprie peculiarità e caratteristiche, permettono di esplorare la regione unendo paesaggi mozzafiato, cultura, enogastronomia e divertimento.

Ciclovia dei vigneti FVG3d Dolegna del Collio ©Luigi Vitale
Ciclovia dei vigneti FVG3d Dolegna del Collio ©Luigi Vitale

Ciclovia Alpe Adria (FVG1)

Regina delle ciclovie regionali è la Ciclovia Alpe Adria (FVG 1), uno degli itinerari più premiati d’Europa che dai monti alla laguna attraversa la regione incrociandone la storia, la cultura e le tradizioni. Un percorso transfrontaliero che, congiungendo Salisburgo con Grado in 415 km, supera il confine delle Alpi arrivando all’Adriatico tra paesaggi mozzafiato e luoghi colmi di storia come i siti UNESCO di Palmanova e Aquileia, i Borghi più Belli d’Italia di Venzone e Strassoldo e la città di Udine, culla dei tesori del Tiepolo.

La Ciclovia Alpe Adria è un vero e proprio concentrato di Friuli Venezia Giulia, dove la vicinanza con altri Paesi ha regalato al territorio una vocazione internazionale che si respira pedalata dopo pedalata. Le tappe in Friuli Venezia Giulia della FVG1 sono Tarvisio – Venzone – Udine – Grado: 175 km di soddisfazione per gli amanti delle due ruote.

Ciclovia del mare Adriatico (FVG2)

Ciclovia Mar Adriatico FVG2 Laguna di Marano photo: Lorenzo Biaggi
Ciclovia Mar Adriatico FVG2 Laguna di Marano photo: Lorenzo Biaggi

Nei pressi di Aquileia la FVG1 incrocia la Ciclovia del mare Adriatico (FVG2) che collega Trieste a Venezia e il cui tracciato corrisponde ad altre due ciclovie europee: Eurovelo 8 ciclovia del Mediterraneo che unisce la spagnola Cadice ad Atene e l’AdriaBike, che parte dalla Slovenia (Kraniska Gora) e scende fino a Gorizia – che nel 2025 insieme alla vicina Nova Gorica (Slovenia) sarà Capitale europea della cultura – per poi raggiungere Trieste e proseguire verso Venezia con un’appendice fino a Padova e Ravenna.

L’AdriaBike è il punto finale della ciclovia Monaco-Venezia e in Friuli Venezia Giulia unisce Lignano Sabbiadoro con Trieste: un itinerario lungo la costa attraverso il sito UNESCO di Aquileia, con la possibilità di percorrere alcuni tratti navigando su barche attrezzate per il trasporto di bici. Le tratte sono Venezia – Caorle – Lignano Sabbiadoro – Grado – Trieste per una lunghezza totale di 260 km di cui 136 km in Friuli Venezia Giulia.

Ciclovia Pedemontana (FVG 3)

La ciclovia corre ai piedi delle Prealpi attraversando borghi, paesi con le tipiche architetture rurali di pietra e le zone vitivinicole da cui nascono i rinomati vini bianchi del Friuli Venezia Giulia: dal territorio delle Grave, fino alle DOC Colli Orientali del Friuli e Collio. Il percorso ha poco dislivello ed è formato di piste ciclabili, facili sterrati e strade a traffico limitato.

L’itinerario inizia a Sacile, nota cittadina definita il giardino della Serenissima, e termina a Gorizia, attraversando il sito Unesco di Cividale del Friuli; mentre seguendo gli anelli si raggiunge il sito UNESCO Palù di Livenza e alcuni dei Borghi più belli d’Italia. Le tappe della FVG3 in Friuli Venezia Giulia sono Sacile – Maniago – Gemona del Friuli – Cividale del Friuli – Gorizia per una lunghezza totale di 180 km.

Ciclovia del Tagliamento (FVG6)

Ciclovia del Tagliamento FVG6 Gemona Del Friuli Photo: Manuela Maiulini
Ciclovia del Tagliamento FVG6 Gemona Del Friuli Photo: Manuela Maiulini

Un viaggio ideale per conoscere il Friuli Venezia Giulia è quello che si può intraprendere seguendo il corso del fiume Tagliamento, l’ultimo grande fiume “naturale” d’Europa. La ciclovia FVG6 costeggia proprio i due lati del cosiddetto Re dei fiumi: il cicloturista, partendo dalla città alpina di Tolmezzo, può ammirare una gran varietà di paesaggi, dalle Alpi Carniche alle colline moreniche di San Daniele del Friuli e alla pianura friulana fino a raggiungere il mare a Lignano Sabbiadoro.

La particolarità di questa ciclovia è di essere composta da due tracciati paralleli separati dal fiume che vanno a formare un grande anello che si può percorrere in 6 giorni attraversando territori diversi e riprendendo l’auto nel punto di partenza. Le tappe lungo la sponda destra sono Tolmezzo-Spilimbergo-San Vito al Tagliamento-Lignano Sabbiadoro per un totale di 142 km, mentre quelle lungo la sponda sinistra sono Tolmezzo-San Daniele del Friuli – Codroipo – Lignano Sabbiadoro per un totale di 146 km.

Intermodalità: sostenibilità negli spostamenti sul territorio

Il Friuli Venezia Giulia è una regione che offre ai cicloturisti la possibilità di spostarsi con i mezzi di trasporto pubblico insieme alla propria bicicletta: durante tutto l’anno i treni regionali Trenitalia hanno riservato dei posti per il trasporto delle biciclette come pure il servizio ferroviario Udine-Cividale e il Micotra, il treno che collega due volte al giorno Udine a Villach in Austria e i sabati e domeniche anche Trieste – Villach. Entrambi i servizi sono gestiti dall’operatore Ferrovie Udine-Cividale.

Nella stagione estiva l’offerta si amplia con l’attivazione dei servizi BICIBUS e BICI+BARCA, che collegano le località balneari di Grado e Lignano Sabbiadoro a Trieste, Aquileia, Muggia, Marano Lagunare. Lignano è collegata a Bibione dal passo barca sul fiume Tagliamento.

Per tutte le informazioni: www.turismofvg.it/it/bike

Giordania Jordan Bike Trail

Giordania in bicicletta: il Jordan Bike Trail

Visitare la Giordania in bicicletta è un modo insolito per scoprire le bellezze del Regno Hashemita. Già da parecchi anni ciclisti con bici da corsa, gravel o mountain bike si cimentano lungo le strade panoramiche e pregne di storia di questo paese. Più recentemente, il Jordan Bike Trail è stato creato per fornire un percorso che guidi non soltanto gli amanti delle vacanze in bicicletta, ma anche i ciclisti più allenati e gli agonisti, in un itinerario lungo tutta la Giordania, da nord a sud.

Cos’è il Jordan Bike Trail?

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Il Jordan Bike Trail è un percorso misto di 730 km che attraversa tutta la Giordania. Partendo dal nord di Umm Qais, la biblica Gadara, e terminando sulle spiagge del Mar Rosso di Aqaba, il tracciato attraversa un’impressionante varietà di meraviglie storiche e naturali. Il sentiero a nord inizia con dolci colline, uliveti e fattorie; continua attraverso gli splendidi canyon della regione del Mar Morto; si snoda attraverso gli impressionanti paesaggi della Riserva della Biosfera di Dana, nella leggendaria Petra e nel meraviglioso deserto di Wadi Rum, prima di raggiungere Aqaba sul Mar Rosso, a sud.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Ci sono diversi modi per approcciare il Jordan Bike Trail. Da un viaggio completamente supportato da operatori locali senza la necessità di trasportare alcuna attrezzatura e prenotare pasti e pernottamenti, a un’avventura minimalista da bikepacker o una via di mezzo.

Sul sito internet dedicato è possibile trovare tutte le informazioni sia per un viaggio organizzato che per un’avventura in completa autonomia. Il sito spiega tappa per tappa la distanza del percorso, il dislivello positivo e negativo da affrontare, e il tempo approssimativo di percorrenza.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Le regioni e le tappe del Jordan Trail

Sono tre le regioni da affrontare lungo il Jordan Bike Trail, in 12 tappe in totale.

1 – La Regione del Nord: 4 tappe, si parte da Umm Qays e si conclude a Madaba, la città dei mosaici, attraversando i resti della Decapoli romana, foreste e colline in un clima tipicamente Mediterraneo.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

2 – La Regione Centrale: 4 tappe, si parte da Madaba e si conclude ai piedi della fortezza crociata di Shobak, ossia l’antica fortezza di Monreale. Il percorso attraversa l’altopiano centrale della Giordania costellato da meravigliosi canyon che terminano nel Mar Morto, dalle vestigia dell’antico palazzo di Erode a Mukawir fino ai castelli crociati di Karak e infine Shobak.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

3 – La Regione del Sud: anch’essa composta da 4 tappe, ha inizio a Shobak e termina ad Aqaba sul Mar Rosso. Per alcuni aspetti è la regione più spettacolare, e famosa della Giordania perché tocca le meraviglie di Petra, l’antica capitale dei Nabatei, e le suggestioni del fotocromatico deserto del Wadi Rum, reso famoso dalle gesta di Lawrence d’Arabia e diventato poi uno dei set cinematografici preferiti per i film di fantascienza e non solo. La parte finale, da Wadi Rum ad Aqaba, ha un percorso che, a un certo punto, si trasforma in pura discesa verso il livello del mare, sulle coste del Mar Rosso.

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Itinerari per ogni esigenza

Chi non se la sente di affrontare un itinerario così lungo, può, sempre sul sito del Jordan Bike Trail, decidere di percorrere le tappe che ritiene più congeniali o maggiormente attraenti per pedalare in Giordania. Per esempio, da Karak ad Aqaba. La metà meridionale del percorso attraversa il terreno più spettacolare dell’intero percorso e ha dislivelli notevolmente inferiori rispetto alla prima metà del percorso. È un viaggio ideale di una settimana, incluso un giorno di riposo a Petra.

Per un long weekend c’è la possibilità di scegliere tra diverse soluzioni

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

1 – Da Madaba a Karak. Una sorta di sfida tra le regioni 2 e 3 del Jordan Bike Trail, si attraversano tre enormi wadi (canyon) nella Giordania centrale: Wadi Zarqa Ma’in, Wadi Hidan e Wadi Mujib. Un percorso abbastanza duro, ma con panorami grandiosi.

2 – Da Ma’tan a Petra. Si tratta di 2 giorni, meno pesanti dal punto di vista fisico, ma che richiedono comunque preparazione necessaria ad affrontare salite anche impegnative. Da Ma’tan a Petra, si possono ammirare alcune delle viste più spettacolari dell’intero Jordan Bike Trail, passando per il castello di Shobak e finendo il tragitto a Petra.

3 – E infine da Petra ad Aqaba. Un percorso di 2-3 giorni con meno dislivello rispetto al resto del Jordan Bike Trail, ma con molta più sabbia. Un itinerario importante nel Triangolo d’Oro della Giordania, che tocca Petra, Wadi Rum e Aqaba.

Difficoltà e tracciato

Giordania Jordan Bike Trail
photo credit @Tommaso Pini/Ciclismo.it

Il Jordan Bike Trail è un percorso fisicamente impegnativo, con un dislivello di quasi 20.000 metri e 730 k di percorrenza, soprattutto nella Regione del Nord. Il percorso della Giordania – tra l’altopiano a est e la Jordan Rift Valley a ovest – contiene numerosi canyon (wadi) che attraversano il Paese da est a ovest. Viaggiando da nord a sud è necessario attraversarne la maggior parte. È un viaggio bellissimo, ma abbastanza arduoo!

Tuttavia, il tracciato non è tecnico. Il 60% del percorso segue strade asfaltate, mentre la stragrande maggioranza del restante 40% segue strade sterrate: può sembrare che ci sia molto asfalto, ma il Jordan Bike Trail è stato progettato intenzionalmente per rendere le salite pedalabili.

Ci sono occasionalmente brevi tratti di guida tecnica, tutti facilmente percorribili se non si è a proprio agio in sella. Non è necessario essere esperti di mountain bike per percorrere questo itinerario. Intorno al Wadi Rum alcuni chilometri sono piuttosto sabbiosi e potrebbe essere necessario spingere la bicicletta: quindi non è particolarmente tecnico, ma può essere lento.

La tipologia di bicicletta ideale è una gravel o una mountain bike.


Anello dei Colli Euganei

L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei

Gli americani le chiamano le “colline di Venezia”, il poeta inglese Shelley le definì “isole senza mare”: sono i Colli Euganei, antichi vulcani oggi a riposo che emergono dalla pianura padana come tonde cime verdi. Una terra preziosa, amata nei secoli da letterati e nobili, scrigno di eremi, castelli, abbazie, ville venete, canali navigabili e antiche borgate, ma anche di una natura ricca, che unisce biodiversità a tappeti di vitigni che disegnano il paesaggio.

L’Anello Ciclabile dei Colli Euganei è forse il miglior modo per visitare questo territorio, scoprendone le bellezze, i sapori e le tradizioni al ritmo dei pedali.

Anello dei Colli Euganei

I Colli Euganei

I Colli Euganei offrono in pochi chilometri paesaggi e sentimenti, lungo un filo conduttore che va da Petrarca, che qui passò gli ultimi anni della sua vita, alla cultura secolare dell’Abbazia di Praglia, fino alle antiche Terme di Abano e Montegrotto. E se è vero che alle emozioni serve dare tempo, i Colli Euganei vanno attraversati con leggerezza e calma, come sanno fare i cicloturisti alla ricerca di esperienze autentiche.

L’esperienza

Perché è di questo che si tratta: di un’esperienza. Percorrere i 63 km di questo anello significa attraversare in poco tempo tutto quello che ha reso il Veneto la regione più visitata dai turisti stranieri: lungo strade solitarie, a pochi km dalle terme e dalle città d’arte del Veneto, si incontrano città medievali, borghi, paesaggi e ville venete, storia e natura, tradizioni e modernità. E questo senza faticare, perché il percorso è pianeggiante e vario, di quelli che si pedalano senza pensieri, lasciandosi andare alla contemplazione.

Anello dei Colli Euganei

L’anello si sviluppa all’interno del Parco Naturale dei Colli Euganei e in questo scenario geologico inconfondibile la natura si mostra nella sua ricchezza, tra importanti testimonianze archeologiche e boschi sterminati, nei quali, in passato, trovarono pace – e non fu un caso – eremiti e monaci, ancor oggi presenti presso l’Eremo Camaldolese che svetta sul Monte Rua, visitabile solo dai maschi.

Come percorrere l’itinerario dei Colli Euganei

Trattandosi di un percorso ad anello si può partire da qualunque punto: chi arriva in treno potrà iniziare il tour dalle stazioni di Montegrotto Terme, Este o Monselice, ma anche partire pedalando dalla stazione di Padova.

Immaginando di iniziare da Abano Terme, cuore di una delle aree termali più antiche d’Europa, si seguono i segnavia arrivando in breve a Montegrotto Terme, dove si può fare una prima sosta a Villa Draghi e al Museo del Termalismo. Si sale quindi sull’argine del canale navigabile Battaglia, che lo stesso Petrarca utilizzava per andare in città: qui non può mancare la visita al Castello del Catajo, un colosso di pietra progettato per stupire, con 350 stanze e uno dei più vasti e spettacolari cicli di affreschi del tardo Rinascimento veneto.

Anello dei Colli Euganei

Dopo Battaglia Terme è d’obbligo una deviazione per vedere Villa Barbarigo, a Valsanzibio: si dice che il progettista di Versailles abbia preso ispirazione dal suo parco, magnifico esempio di giardino simbolico barocco, nato della promessa di Francesco Barbarigo di creare un paradiso in terra se i figli fossero stati risparmiati dalla peste. A realizzarlo a fine Seicento fu l’architetto e fontaniere pontificio Luigi Bernini, fratello del più famoso Gian Lorenzo.

Tappa successiva, Monselice, che accoglie i viaggiatori nel suggestivo centro storico, perfetto per una sosta e per visitare il Castello e la vicina passeggiata del Santuario Giubilare delle Sette Chiese, sovrastata dalla rocca medioevale.

Anello dei Colli Euganei

A pochi chilometri, uno dei borghi più belli d’Italia, Arquà Petrarca, che prende il nome dal poeta che qui visse a lungo e dove ci si può perdere nelle strette vie medievali. Dopo Monselice ci si inoltra nella parte Sud dei Colli, fino a Este, con il suo castello carrarese e il bellissimo Duomo. Merita una sosta anche il paese di Cinto Euganeo con il Museo Paleontologico di Cava Bomba, un interessante esempio di recupero di archeologia industriale.

I vigneti dei Colli Euganei

Si pedala ancora in pianura, ma il panorama non è mai uguale a se stesso: qui cambia la luce, la vegetazione e lo sguardo si allarga fino ai Colli Berici. Inizia la zona dei grandi vini dei Colli, i rossi e il Moscato Fior D’Arancio: le numerose cantine aprono le porte ai visitatori, permettendo di unire al piacere della scoperta quello della tavola.

Anello dei Colli Euganei

A Lozzo Atestino la ciclovia effettua il periplo del monte omonimo permettendo di raggiungere il duecentesco Castello di Valbona. Dopo poco si sale al monte Sereo, unica salita del percorso, che regala una magnifica vista sui Colli Euganei e Berici. Conquistata la vetta, a 70 metri sul livello del mare, la strada presenta un breve settore pianeggiante prima di tuffarsi verso il campo da golf di Frassanelle. Lo si costeggia per qualche centinaio di metri fino a raggiungere lo scolo di Rialto che accompagna al punto di partenza passando accanto all’Abbazia di Praglia, autentico gioiello rinascimentale e importante centro spirituale benedettino, ancora oggi attivo e famoso anche per le erbe officinali.

E di qui si ritorna ad Abano o Montegrotto, dove terminare l’esperienza immergendosi nelle celebri acque termali.

L’anello può essere vissuto come un’escursione giornaliera oppure come una proposta di vacanza breve, abbinando alla bicicletta un soggiorno benessere alle terme, una visita ai musei archeologici, alle ville venete e ai centri storici.

Spagna in bici Turespaña_Vía de la Plata León ©Ruta Vía de la Plata. Foto TrackMTB

Incantevole Spagna in bicicletta

La Spagna è la meta ideale per gli amanti della bicicletta. La sua diversità geografica e il bel clima permettono di fare cicloturismo durante tutto l’anno. Il contesto naturalistico conservato è molto ampio, infatti è il Paese con più aree considerate Riserva della Biosfera (ben 53) e ci sono 16 Parchi Nazionali.

Cammini e itinerari in Spagna

Spagna in bici Turespaña_Vía de la Plata León ©Ruta Vía de la Plata. Foto TrackMTB
Turespaña_Vía de la Plata León ©Ruta Vía de la Plata. Foto TrackMTB

Inoltre il Paese vanta alcuni degli itinerari più belli e meglio segnalati d’Europa, di cui il più noto il Cammino di Santiago con le sue numerose varianti. Tra queste ad esempio il Cammino Francese, che inizia nei Pirenei, o il Cammino Portoghese (da Porto e Lisbona). Tra le tante variazioni e diramazioni ci sono anche il Cammino Basco dell’Entroterra, che attraversa i Paesi Baschi da nordest a sudovest e si congiunge con il Cammino Francese, e il Cammino Lebaniego, un ramo del Cammino del Nord che scorre all’interno della Cantabria nel cuore dei Picos de Europa.

Un peculiare percorso è rappresentato dalla Via dell’Argento, che ripercorre la storica strada romana che collegava nord e sud della Spagna, da Siviglia fino a Gijón tra Andalusia, Estremadura, Castiglia e León e Asturie. Infine, il Camino del Cid che ripercorre le orme del mitico cavaliere medievale Rodrigo Díaz de Vivar attraversando la Spagna dell’interno (da Burgos a Valencia).

Spagna in bici Cicloturismo_Parque JuanCarlos I
Cicloturismo_Parque JuanCarlos I

Tra le tipologie di piste ciclabili spiccano le Vías Verdes: più di 3.200 chilometri di linee ferroviarie dismesse sono state trasformate in itinerari cicloturistici. Ci sono più di 120 percorsi disponibili e le distanze sono molto diverse (da 1 a 100 chilometri).

Ci sono poi i Caminos Naturales: oltre 10.300 chilometri di sentieri naturalistici che comprendono antiche linee ferroviarie, navigli, vie della transumanza, cammini.

Infine, gli itinerari EuroVelo: molti tratti della zona del Mediterraneo sono predisposti perfettamente per la pratica del cicloturismo, ad esempio l’itinerario EuroVelo 8 che va da Cadice ad Atene.

Per saperne di più: www.spain.info

La Regione di Valencia

Il patrimonio culturale e naturale valenciano è di una bellezza e varietà stupefacente. Villaggi arroccati sulle cime delle colline, città murate dal forte carattere medievale, centri residenziali sul mare, terme, eremi, monasteri, castelli, pozzi di neve, grotte preistoriche con pitture rupestri, tratturi reali, antiche mulattiere e sterminate possibilità di escursioni: sono le testimonianze secolari di un paesaggio antropizzato che affascina il visitatore. Con più di 2.500 ore di sole all’anno e una temperatura media tra 12° e 20° in inverno e tra 24° e 32° in estate, il territorio valenciano consente la pratica del ciclismo 365 giorni all’anno.

Spagna in bici Regione di Valencia

I paesaggi valenciani

Nella Regione di Valencia si trovano praticamente tutti i tipi di paesaggio, escluso l’alta montagna e le foreste tropicali. I territori sono caratterizzati da boschi fitti nel nord e nell’entroterra di Castellón, Valencia e Alicante, sono presenti faggete, tejeras e boschi di lecci, querce da sughero e ginepri, in un buono stato di conservazione, nonché paesaggi sub-desertici di altissimo pregio botanico. Le cime raggiungono quasi i 2.000 metri e sono ricoperte di vegetazione d’alta quota. Non mancano le ampie zone umide abbracciate da dune che danno sul mare.

Inoltre ci sono aree esposte ad abbondanti precipitazioni e zone di sterpaglie al limite dell’aridità, dirupi traboccanti di vegetazione ma anche cale solitarie e, naturalmente, ampie spiagge sul Mediterraneo.
Una straordinaria diversità dovuta alla brusca irregolarità della geografia, alla sua dicotomia più che alla sua altitudine: montagna-costa, colline e valli, sole e ombra, neve e mare. Questa diversità di ecosistemi forma un ambiente naturale unico, ricco di oltre tremila specie diverse di piante, comprese numerose specie endemiche esclusive. Questi luoghi inoltre sono un rifugio per un’infinità di uccelli durante la loro migrazione annuale e parchi naturali protetti che si possono esplorare con calma in bicicletta.

Nel contesto europeo, la Regione di Valencia è uno dei principali e più vasti territori montuosi. In particolare la regione di Ports, nell’entroterra di Castellón, è la seconda regione più montuosa della Spagna e la regione di Alicante non differisce molto.

Per chi ama la MTB

Anche senza superare i duemila metri, la complessità dei suoi sistemi strutturali, i ripidi pendii, gli estesi massicci e gli intricati dirupi fanno della Regione di Valencia un territorio ideale per la mountain bike.
Le montagne, che occupano quasi tre quarti del territorio, si aprono come un grande anfiteatro sul Mediterraneo. Una stretta fascia costiera ospita le pianure maggiormente abitate: la Plana de Castellón, il Llano de Vinaroz, la Huerta de València, la Ribera del Júcar e la Vega Baja del Segura.

Queste sono anche le zone agricole più fertili e dove si trova la maggiore concentrazione urbana. Questa pianura costiera è circondata da catene montuose e massicci che hanno origine nella Cordigliera Iberica a nord-ovest e nella Cordigliera Betica a sud. La confluenza delle due grandi catene montuose peninsulari è all’origine di questa complessità geografica, le cui propaggini arrivano fino alla riva del mare.

L’offerta cicloturistica di Valencia

Valencia offre tutto ciò che un cicloturista desidera trovare in un viaggio. I passi di montagna sono un paradiso per i ciclisti su strada, e i paesi, i villaggi e le valli interne sono ideali per il turismo in bikepacking. La buona accessibilità della Regione di Valencia per strada, in treno e aereo, facilita senza dubbio il turismo a tutti i livelli, ma è ancora più favorevole al ciclismo essendo dotata di una vasta rete di infrastrutture, che consentono una pratica in tutta sicurezza di questa modalità di escursione.

Dai Centri MTB completamente attrezzati, agli Itinerari Verdi e ai progetti di cicloturismo come la Vall d’Albaida, con percorsi dettagliati e alloggi di qualità specializzati nel turismo sportivo, la Regione di Valencia è all’avanguardia in Europa per le dotazioni di infrastrutture per i ciclisti. Non esiste praticamente comune o associazione di comuni che non abbia segnalato e promosso le piste ciclabili sul proprio territorio.

Benidorm Spagna in bici

Grazie all’ampia offerta di alloggi e di ogni sorta di servizi adattati alle esigenze dei ciclisti, nonché all’ampia gamma di aziende specializzate nel turismo attivo che permettono di contrattare prodotti specifici o su misura, è facile trovare la misura giusta alla propria vacanza in bicicletta.

Prolungando la permanenza, i cicloturisti possono accedere a moltissime offerte culturali, ad altri sport e ad attività all’aria aperta (kayak, escursioni, canyoning, arrampicata, windsurf, immersioni o visite culturali) che possono trasformare il soggiorno in un’esperienza indimenticabile.

Infine, ma non meno importante, la gastronomia: non c’è migliore combinazione di quella tra ciclismo e dieta mediterranea, che consente di recuperare le forze in ristoranti di altissima qualità che offrono un equilibrio ideale per l’alimentazione dell’atleta.

Le zone da non perdere

Un viaggio in bici in Costa Blanca rappresenta un vero piacere per chi ama la bicicletta. Il ciclismo è uno dei prodotti più consolidati nella provincia di Alicante, sulla Costa Blanca, che rivela montagne imponenti, spiagge estese e ottime condizioni delle strade. Una vasta gamma di percorsi infatti soddisfano tutti i tipi di pubblico.

Spagna in bici Costa Blanca

Questo, insieme alla vasta gamma di servizi specializzati, rende la zona la destinazione ideale anche per ciclisti di grande prestigio internazionale che la scelgono per i loro allenamenti e pre-stagionali. La Costa Blanca riflette lo spirito di miglioramento che si ammira nei grandi eventi sportivi come la “Vuelta Ciclista a España”.

Anche Benidorm, grazie alla geografia variegata e al clima mite, permette di pedalare durante tutto l’anno. Le strade e i sentieri che si snodano tra la costa e l’entroterra offrono percorsi per tutti i livelli, per principianti e per esperti, che possono godere di itinerari che si inerpicano sulle colline circostanti o che costeggiano le affascinanti calette e le spiagge dorate. Questa varietà di paesaggi non solo mette alla prova la resistenza e l’abilità dei ciclisti ma offre anche scorci panoramici mozzafiato, unendo lo sport all’esplorazione delle bellezze naturali e culturali della regione.

In aggiunta, Benidorm si distingue per le sue eccellenti infrastrutture dedicate ai ciclisti, incluse numerosi alloggi specializzati, negozi di noleggio bici e officine attrezzate per ogni necessità. La città promuove attivamente il cicloturismo con eventi, tour guidati e percorsi segnalati che permettono di scoprire angoli meno noti ma altrettanto affascinanti del territorio. Questo impegno nel supporto alla comunità ciclistica rende Benidorm una meta ideale non solo per chi cerca la sfida sportiva ma anche per coloro che desiderano vivere una vacanza attiva, immersi nella natura e nella cultura del luogo, esplorando la regione su due ruote con un senso di libertà e avventura unici.

Le Vie Verdi di Valencia

La Regione di Valencia è attraversata da 13 vie verdi per circa 200 km. Percorrendole, il viaggiatore può conoscere la storia, la cultura e la natura del territorio valenciano. Possono trovarsi lungo la costa, nell’entroterra, in piena montagna o nel mezzo di orti o aranceti. Imboccarle è il modo migliore per scoprire la Regione di Valencia, seguendo il proprio passo e il proprio tempo.

Per maggiori informazioni: cicloturismo.comunitatvalenciana.com 

Aragona

L’Aragona è un territorio ideale per praticare mountain bike e cicloturismo grazie alla diversità geografica e paesaggistica, l’ampia rete di strade secondarie e di altri tipi di percorsi e il clima. Ci sono percorsi di tutti i livelli, molti adatti anche alle famiglie. Emozione e avventura sono gli ingredienti dei percorsi nei Pirenei, nelle aspre montagne iberiche di Saragozza e Teruel e nelle sorprendenti pianure della valle dell’Ebro.

Sul sito web sono raccolti i 300 percorsi che rappresentano le possibilità offerte dall’Aragona per gli appassionati di mountain bike.

Spagna in bici Aragona_ Foto (Valle de Benasque)
Aragona_ Valle de Benasque

L’Aragona ha 8 centri MTB, grandi aree che offrono tracciati segnalati per vivere le migliori esperienze in montagna. I percorsi sono suddivisi in diversi livelli a seconda delle competenze dell’utente: debuttanti, famiglie/amici, appassionati… con incredibili discese, percorsi enduro e cross country. L’Aragona è anche un riferimento tra gli appassionati di BTT per una serie di prove di fama internazionale, come Quebrantahuesos, Orbea Monegros, BTT Trans Highlands, Trans-Nomad, Calcenada, Vuelta al Moncayo GR 260 e TowCar Puerto Gorribaza.

E, naturalmente, ci sono le grandi piste ciclabili, come la Transpirenaica e il Cammino naturale dell’Ebro, e strade verdi (Greenways) emblematiche, come la Val de Zafán che termina nel Mar Mediterraneo, o quella di Ojos Negros, la più estesa della Spagna. Inoltre, l’Aragona è interessata dall’itinerario Eurovelo “Iberica” da Lisbona a Tolosa che percorre il territorio aragonese da sud a nord.

Tenerife

L’isola offre spettacolari percorsi per praticare il ciclismo su strada, mountain bike ed e-bike 365 giorni l’anno, sempre accompagnati da una temperatura primaverile.

Tenerife è una destinazione molto conosciuta per il clima privilegiato, per gli spazi naturali unici e per l’offerta gastronomica, culturale e storica. Un altro fondamentale ingrediente è la scommessa sulla sostenibilità, che l’ha portata a essere riconosciuta come Destinazione Biosphere per aver sviluppato diversi progetti nell’ambito della sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

Spagna in bici Tenerife  Carretera Parque Nacional del Teide
Carretera Parque Nacional del Teide

Negli ultimi anni, l’isola è diventata sempre più una destinazione scelta da chi desidera praticare attività e sport all’aperto, in particolare se legate alle due ruote.

Gli amanti della mountain bike hanno a disposizione circa 200 chilometri di percorsi che attraversano tutta l’isola e, in particolare, le alture di Tenerife come la Corona Forestale. Una completa rete di piste permette molteplici combinazioni raggiungibili con il trasporto pubblico o in auto.

La rete ciclabile dell’isola adatta al ciclismo su strada è molto ampia, molto ben conservata e spesso in zone poco frequentate attraversate da tracciati serpeggianti. Un sicuro divertimento per chi ama questa tipologia di ciclismo. E lo sanno anche i ciclisti professionisti che l’isola rappresenta un’eccellenza per l’allenamento: ogni anno molti di loro raggiungono Tenerife per preparare la partecipazione al Tour de France, ai campionati del Mondo e ai Giochi Olimpici. Non è strano, né raro, che si possa incontrarne lungo il proprio percorso.

Dal punto di vista delle competizioni, Tenerife è terreno di alcune gare ciclistiche consolidate, come la Vuelta al Teide, una Granfondo che si corre a maggio intorno al picco più alto di Spagna, il Teide – 3.715 metri s.l.m.. Sono 175 i chilometri di percorso nella versione lunga e 95 i chilometri nella modalità Half Teide. Anche questa gara rappresenta un’ottima scusa ideale per visitare l’isola.

I servizi a Tenerife

L’attrattività di Tenerife passa anche dai servizi, come gli eccellenti collegamenti aerei diretti o con scalo in Spagna. E che dire del pernottamento? Sull’isola si trovano strutture alberghiere a quattro e cinque stelle fra le migliori d’Europa, boutique hotel e agriturismi, tra i quali alcune eccellenze come il Parador del Parco Nazionale del Teide.

In particolare, gli appassionati e i professionisti del ciclismo hanno la possibilità di pernottare in strutture bike friendly, che offrono servizi specifici: dallo spazio per sistemare le biciclette in totale sicurezza alle officine di riparazione, passando per il noleggio di biciclette di ogni tipo.

A completare l’offerta cicloturistica ci sono le aziende specializzate nei servizi per il cicloturismo che forniscono attrezzature e consulenza. Tra questi servizi si trovano le guide cicloturistiche locali. Si tratta di esperti che sanno raccontare il territorio, indicare dove fermarsi per ammirare il panorama, spiegare i luoghi più interessanti del patrimonio insulare e, non ultimo, mostrare dove godersi un pranzo o una merenda tradizionali.

Maggiori informazioni su Tenerife: /www.webtenerife.com/sport

Fiandre Itinerario in bici delle città d'arte

Viaggio in bici nelle Fiandre: dove e perché nel 2024

Qualcuno le conosce per il Giro delle Fiandre e il pavé, qualcuno per le città d’arte come Bruges e Gent. Qualcun altro pensa alle birre e alle patatine, mentre c’è chi sogna di vedere le opere d’arte di Jan van Eyck, Pieter Bruegel il Vecchio, Peter Paul Rubens. La bellezza delle Fiandre è proprio quella di saper offrire tutto questo, nel medesimo tempo.

Non servono scuse per organizzare un viaggio in una delle Regioni europee più sviluppate per il cicloturismo – tra servizi, itinerari e piste ciclabili si posiziona senza dubbio come una delle migliori destinazioni per una vacanza in bicicletta.

Fiandre Itinerario in bici delle città d'arte

Se la bellezza della natura e delle città e la facilità con cui si possono attraversare non fossero sufficienti, lasciatevi ispirare dagli Itinerari Iconici da percorrere in bici – quello Costiero e quello delle Città d’Arte – e dalla selezione di appuntamenti imperdibili di quest’anno.

Triennale Beaufort24 e l’arte di Ensor: in bici sulla costa e immersi nell’arte

Con la triennale Beaufort24 e le celebrazioni dedicate al pittore James Ensor (1860-1949) che si svolgono contemporaneamente, il 2024 offre ai visitatori l’opportunità di immergersi nella bellezza e nella diversità lungo un percorso che incarna l’essenza della creatività fiamminga e dello stile di vita locale. Da scoprire naturalmente, con un viaggio in bicicletta.

Beaufort24

Pedalando lungo le magnifiche piste ciclabili costiere, accuratamente selezionate tra gli Itinerari Ciclabili Iconici delle Fiandre, i visitatori hanno l’opportunità di ammirare non solo la natura del litorale, ma anche le numerose installazioni d’arte contemporanea all’aperto che si integrano armoniosamente nel paesaggio naturale.

Fiandre Costa Beaufort © Piet De Kersgieter
Sculpture Park Beaufort © Piet De Kersgieter

Beaufort24 è la manifestazione artistica giunta all’ottava edizione, che si terrà dal 27 marzo al 2 novembre 2024. Quest’anno, 18 artisti esplorano creativamente la costa fiamminga, variando il tema il “Tessuto della Vita(Fabric of Life).

Le installazioni, inserite nel paesaggio delle nove cittadine costiere, non sono tutte temporanee, infatti otto delle opere di questa edizione vanno ad aggiungersi alla collezione del Beaufort Sculpture Park, un museo a cielo aperto che vede i 60 chilometri di costa belga sul Mare del Nord punteggiati da installazioni artistiche.

L’itinerario iconico costiero da percorrere in bicicletta

Punto focale della vita culturale costiera, Ostenda è città creativa, dinamica e contemporanea, rinomata per la sua ricca offerta culturale e gastronomica. Ostenda rappresenta il punto di partenza ideale per percorrere la Kustroute, l’itinerario di 85 km che permette di esplorare il litorale fiammingo.

Procedendo verso est ci si imbatte in località pittoresche come De Haan, celebre per la sua elegante zona residenziale risalente alla Belle Époque, nota come la Concessie. Quest’area è caratterizzata da affascinanti ville che si affacciano sul mare, tra cui la Villa Savoyarde, dove nel 1933 soggiornò Albert Einstein. Dalla Concessie è facile raggiungere la spiaggia, dove si trova una delle opere permanenti del Beaufort Sculpture Park: Eternity, un Poseidon contemporaneo che domina l’orizzonte marino.

Fiandre Costa Blankenberge 12 © Toerisme Blankenberge
Fiandre Costa Blankenberge © Toerisme Blankenberge

Continuando lungo la costa fino al suo estremo orientale, si giunge a Knokke-Heist, situata ai confini con i Paesi Bassi dove si trova l’installazione Beach Castle. Knokke vanta anche la preziosa riserva naturale dello Zwin, con le sue dune selvagge e le lagune salmastre, offrendo un’esperienza immersiva nella bellezza incontaminata della natura, tra colori, odori e suoni unici. In direzione opposta, superando Ostenda verso ovest, si arriva a Westende, dove si possono ammirare altre opere iconiche dello Sculture Park costiero come Olnetop.

Beaufort OLNETOP © Westtoer APB
Beaufort OLNETOP © Westtoer APB

Per aggiungere attività intriganti al viaggio, si consideri che a Oostduinkerke è possibile partecipare all’antica tradizione della pesca a cavallo, patrimonio culturale immateriale UNESCO. Durante i mesi da aprile ad ottobre, i pescatori si avventurano nell’acqua con i loro cavalli da tiro per catturare il pregiato gamberetto grigio del Mare del Nord.

Fiandre Costa -Oostduinkerke Pescatori di gamberetti © Westtoer APB
Fiandre Costa -Oostduinkerke Pescatori di gamberetti © Westtoer APB

Ostenda e James Ensor

Ostenda non è solo il fulcro dell’itinerario iconico costiero, ma anche il cuore delle celebrazioni di di James Ensor.

Itinerario iconico costiero Fiandre Ostenda

Ensor, maestro fiammingo moderno noto per le sue figure stravaganti e talvolta un po’ inquietanti, ha trascorso gran parte della sua vita a Ostenda, che infatti lo celebra a 75 anni dalla sua scomparsa con con un festival cittadino ricco di eventi e mostre. Qui si sviluppa gran parte del programma artistico dedicato al pittore ed è qui che si trovano mostre e iniziative irripetibili. L’estate e l’autunno attendono i visitatori con tre esposizioni: Autoritratti (fino a giugno), Il paradiso immaginario di Ensor (fino a ottobre) e Satira, Parodia, Pastiche (fino a gennaio 2025).

Le istituzioni culturali della città, dal museo Mu.ZEE alla casa-museo di Ensor, inoltre collaborano con il progetto di street art The Crystal Ship, per far scoprire ai visitatori gli angoli meno convenzionali della città. Un’occasione davvero da non perdere.

Het James Ensorhuis 4 © Toerisme Oostende vzw - James Ensorhuis - Nick Decombel Fotografie
Casa di Ensor © Toerisme Oostende vzw – James Ensorhuis – Nick Decombel Fotografie

Non solo mostre, ma anche installazioni negli spazi pubblici, musica, performance e progetti per i bambini. Il progetto “Elle adore le noir, ad esempio, rappresenta un circuito da percorrere in bicicletta o a piedi, tra le opere d’arte legate a Ensor collocate all’interno o nei pressi di esercizi commerciali.

James Ensor a Bruxelles e Anversa

Fiandre Anversa Port House di Zaha Hadid
Anversa – Port House di Zaha Hadid

In primavera, anche la capitale Bruxelles si unisce a questa celebrazione per riscoprire l’opera e il talento di questo Maestro Moderno. Mentre dopo l’estate, le celebrazioni si spostano ad Anversa, con mostre di primo piano in molte delle istituzioni culturali della città, dal Museo Reale di Belle Arti KMSKA (dove si trova la più vasta collezione di Ensor al mondo sin dagli anni 1920) al Museo della Moda, passando per la casa-museo Plantin-Moretus. Una mostra davvero curiosa è quella che inaugurerà il 28 settembre al MoMu – il Museo della Moda di Anversa – che gioca sulle idee di Ensor su travestimento, (falsa) civetteria, grottesco ed effimero.

In bicicletta lungo l’itinerario delle città d’arte

Fiandre Itinerario Iconico Città d'arte

Le città protagoniste dell’anno di Ensor si trovano tutte lungo l’itinerario delle città d’arte, particolarmente affascinante per chi ama esplorare i centri urbani. È probabilmente il più iconico tra tutti gli itinerari fiamminghi, perché non solo è uno dei più lunghi (332 km), ma soprattutto perché attraversa tutte le città delle Fiandre. Questo percorso consente di scoprire, a un ritmo lento e sostenibile, Bruxelles, Lovanio, Anversa, Mechelen, Gent, Bruges e Ostenda, unendo in un unico percorso secoli di storia e arte della regione.

Non manca nemmeno in questo itinerario l’immersione nel verde e nella natura, perché tra una città e l’altra si attraversano spazi di campagna, si seguono corsi d’acqua, si ammirano i paesaggi rilassanti del territorio fiammingo.

L’arte contemporanea en plein air a Bruges

Nel viaggio ideale tra natura e arte fiamminghe di questo 2024 non può mancare Bruges, forse la città più riconoscibile nell’immaginario dei viaggiatori.

Situata sull’Itinerario delle Città d’Arte e a pochissimi chilometri dalla costa, non è solo una splendida cittadina da visitare, ma è anche il luogo ideale per gli amanti dell’arte contemporanea en plein air perché ospita la Triennale di Bruges.

Fiandre Bruges in bici

La Triennale di Bruges (dal 13 aprile al 1° settembre 2024) si concentra sul legame tra l’arte e i luoghi e mette in evidenza gli angoli meno conosciuti e utilizzati della forse più celebre città delle Fiandre. Il centro storico, patrimonio dell’UNESCO, diventa così sfondo magnifico alle installazioni contemporanee.

Il tema “Spazi di Possibilità” è una riflessione di dodici artisti e architetti provenienti da tutto il mondo su come affrontare il cambiamento in una città dove il concetto di “non costruire” rappresenta una visione del futuro. L’obiettivo è sfidare le persone a pensare in modo collaborativo al futuro di Bruges e, in termini più ampi, delle città in generale.

Fiandre Bruges

Una delle installazioni artistiche porterà addirittura un cambiamento temporaneo all’orizzonte di Bruges. Lo studio di architettura thailandese Bangkok Project Studio sta infatti creando una torre dell’orologio contemporanea, una piattaforma panoramica in legno che farà risaltare una zona meno frequentata del Parco Re Alberto I. I visitatori saranno invitati a scoprire questo angolo verde poco conosciuto e ad ammirare la vista da una nuova prospettiva, oltre alle classiche tre torri medievali che caratterizzano la città.

Le Fiandre in bici: tutti gli itinerari iconici

Sono nove percorsi ciclabili iconici per un’avventura in bicicletta nelle Fiandre. Ogni itinerario iconico collega le meraviglie dei paesaggi fiamminghi attraverso affascinanti piste ciclabili tematiche. Tutti questi percorsi presentano segnaletica in entrambe le direzioni, permettendo ai ciclo-viaggiatori di scegliere liberamente in quale direzione pedalare e dove iniziare o terminare il viaggio.

Il programma e gli eventi della Fiera del Cicloturismo

Manca poco ormai alla terza edizione della Fiera del Cicloturismo. Per preparare la visita nel weekend 5 – 7 aprile nella location DumBO di Bologna, facciamo un riassunto di tutto quello che c’è da sapere sull’evento. Ecco il programma, i calendari, gli espositori e i premi che verranno assegnati.

Fiera del Cicloturismo

B2B: il Forum del Cicloturismo – venerdì 5 aprile

La Fiera del Cicloturismo si apre con il Forum del Cicloturismo, il momento dedicato al business e agli operatori che possono conoscersi, fare network e trovare soluzioni condivise per le sfide comuni. La giornata approfondisce le modalità del fare impresa nel cicloturismo e offre momenti formativi per Bike Hotel, guide cicloturistiche e imprenditori interessati ad occuparsi di servizi di noleggio e pacchetti turistici. Durante il Forum presenterà il 4° rapporto ISNART sull’economia del cicloturismo. Sul palco best practice nazionali e internazionali oltre a un focus su Eurovelo.

La partecipazione al Forum richiede l’iscrizione tramite l’apposito modulo

Le giornate del pubblico: sabato 6 e domenica 7 aprile

Sabato e domenica la Fiera apre le porte al pubblico (sabato dalle 10 alle 20, domenica dalle 10 alle 17). L’accesso è gratuito, ma è richiesta la registrazione.

Bikeitalia Talks

Il palco dello Spazio Baia accoglierà viaggiatori e destinazioni per una serie di racconti delle esperienze in bicicletta. Dall’Italia al Nepal, passando per Turchia, Fiandre e Gran Canaria, in due giorni si farà il giro il mondo in bicicletta insieme a Paola Gianotti, Kevin Ferrari, Davide Mazzocco, Francesco Prosperi, Michela Moretti Girardengo, Gioia Bartali e tanti altri.

fiera-del-cicloturismo bikeitalia talks racconta il tuo viaggio

Programma dei Talks

I Workshop pratici ed esperenziali

Bikeitalia ha programmato un calendario di workshop pratici per capire dove mettere le mani e come preparare un viaggio in bicicletta. Incontri da 30 minuti consentiranno ai partecipanti di acquisire spunti utili per il trasporto delle bici in treno, l’alimentazione, l’allenamento, l’organizzazione delle sacche e, dopo il successo dello scorso anno, meccanica di base e d’emergenza. I workshop non richiedono prenotazione, basterà presentarsi per tempo e prendere posto. Sono bene accette le domande.

Programma dei workshop

Escursioni in bicicletta

Chi volesse scoprire Bologna e i suoi dintorni, può partecipare a uno dei tour organizzati da Bologna Welcome proprio per i visitatori della Fiera. Sono due i tour in bici guidati per scoprire il territorio proprio nei giorni dell’evento.

Sette Tour in collaborazione con komoot

In occasione dell’evento, ti proponiamo sette Tour per scoprire i due lati di Bologna, quello che tende a nord, verso l’Appennino, e quello che tende a sud, verso la Pianura. Si tratta di itinerari ad anello di varia lunghezza che partono e terminano presso DumBO, lo spazio della fiera, perfetti da percorrere prima, dopo o durante la tua visita.

Area Kids

I bambini troveranno uno spazio dove divertirsi e sperimentare attività fisiche in totale sicurezza. Pedalare, arrampicare, correre, saltare, lanciarsi e socializzare: attraverso laboratori ludici, tenuti da istruttori qualificati, i più piccoli potranno trascorrere una giornata in compagnia, anche senza la presenza dei genitori che potranno così girare l’area espositiva in tranquillità.

L’Area Kids, offerta da Lazer, stimola la riflessione sull’importanza di uno stile di vita fisicamente attivo. E permette ai più piccoli di imparare a pedalare e muoversi in maniera autonoma e sicura anche in strada.

Premi e musica

La Fiera del Cicloturismo sarà anche l’occasione per assegnare alcuni premi e per festeggiare la bicicletta in musica.

Concorso per i cortometraggi di viaggi in bici

Il Pedale d’Oro è il primo concorso di cortometraggi di cicloturismo che celebra la bellezza del viaggio in bicicletta. La premiazione dei migliori “Ciclo Corti di Viaggi Lunghi” si terrà domenica 6 aprile. I trailer dei 43 video in concorso sono disponibili sul sito.

Premio letterario in memoria di Mariateresa Montaruli

Sempre sabato 6 aprile verrà assegnato il premio “Ho voluto la bicicletta”, in memoria di Mariateresa Montaruli: giornalista, scrittrice e blogger specializzata in cicloturismo, bicicletta, mobilità dolce, scomparsa prematuramente. Il premio andrà a giornaliste, pubbliciste, scrittrici, blogger distintesi per i loro servizi giornalistici dedicati al cicloturismo, e a personalità femminili che hanno realizzato e promosso progetti, iniziative, azioni, in favore della mobilità ciclistica.

Concerto della Repubblica delle Biciclette

Sabato sera si chiude in musica. Infatti si esibiranno sul palco, in esclusiva per i visitatori della Fiera, Guido Foddis e La Repubblica delle Biciclette.

Alla Fiera tutti in bici

Grazie alla collaborazione con Shimano Italia anche per questa edizione sarà presente un parcheggio custodito per 500 bici. Il parcheggio include anche un Service Center per biciclette.

Gli espositori

Tutti gli espositori presenti proporranno prodotti, destinazioni, idee di viaggio ai visitatori. Il catalogo dei presenti si trova alla pagina EXPO.

Per tutte le altre domande, visitate la pagina delle F.A.Q.