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Dieta del cicloturista

La dieta del cicloturista

Come alimentarsi durante un viaggio in bici? Le risposte possono essere molteplici, poiché dipendono da numerosi fattori: preferenze alimentari, disponibilità di cibo, luoghi attraversati. Ci sono però delle regole basilari che possiamo applicare.  

Un cicloturista trascorre la maggior parte della sua giornata in sella e – cercando di fare una media – possiamo approssimare il consumo calorico di un viaggio in bici intorno alle 500 kcal/ora, che per 10 ore di pedalata fa 5.000 kcal/giorno. È una quota di consumo energetico decisamente importante, a cui il corpo non è abituato. Gestire correttamente l’alimentazione in viaggio è dunque fondamentale, per una serie di motivi:

    • evita di soffrire di disturbi gastrointestinali;
    • accelera il recupero post pedalata;
    • consente di ottimizzare l’introito calorico e di fornire i macronutrienti che ci servono;
    • riduce il rischio di affaticamento dovuto alla digestione.

In particolare la questione della digestione è fondamentale, in quanto si tratta di un processo che richiede l’afflusso di sangue, che verrebbe poi a mancare ai muscoli. Per questo è necessario alimentarsi in modo corretto durante un viaggio in bici. Vediamo insieme qual è la corretta dieta del cicloturista, intesa come regime alimentare sano e variegato per garantire al corpo di chi pedala il giusto apporto calorico in base alle necessità del caso.

Gestire i macronutrienti

Partiamo dalla ripartizione dei macronutrienti che sono: i carboidrati, i grassi e le proteine. In linea di massima chi viaggia in bici dovrebbe basare la sua alimentazione sui carboidrati, poiché sono i macronutrienti prediletti dall’organismo per sostenere sforzi di lunga durata.

Inoltre il glicogeno muscolare (cioè la forma con la quale i carboidrati sono stoccati nel muscoli) viene completamente impoverito al termine di una pedalata. Il reintegro di carboidrati sarà fondamentale per far sì che il nostro organismo risintetizzi il glicogeno muscolare durante la sera e la notte, grazie al riposo dopo la tappa in bicicletta della giornata.

Altro macronutriente da non trascurare sono le proteine. I ciclisti sono convinti che le proteine servano solo a chi fa sport di potenza ma non è così. Le proteine sono i costituenti principali del muscolo. La muscolatura viene messa a dura prova durante un’attività fisica di resistenza aerobica come una tappa di un viaggio in bici.

Una volta che il glicogeno muscolare è depleto (dopo 2-3 ore di pedalata), il corpo inizia a catabolizzare le proteine muscolari al fine di ottenere energia disponibile, sacrificando la massa muscolare. Per capire questa situazione basta guardare i ciclisti professionisti: hanno fisici magri ma non di certo muscolosi. Inoltre le proteine favoriscono il recupero post pedalata.

Dieta del cicloturista
Dieta del cicloturista

Infine, anche se non è un macronutriente, parliamo dell’acqua. Durante un viaggio in bicicletta avviene una progressiva disidratazione per via del sudore, dell’espulsione di saliva e per conduzione. La disidratazione rende più viscoso il sangue, che quindi è più denso da pompare, richiedendo un lavoro extra al cuore (che di solito aumenta i battiti). Per questo idratarsi correttamente è fondamentale durante un viaggio in bici.

Passiamo ora dalla teoria alla pratica e vediamo qual è la corretta dieta di un cicloturista e come bisogna alimentarsi durante un viaggio in bici.

Calcolare l’introito calorico

Ovviamente non possiamo pensare di ingerire 5.000 kcal al giorno per compensare quelle bruciate. Sarebbe improponibile e poco funzionale. Durante un viaggio in bici saremo quindi in un regime di deficit calorico. Ma possiamo comunque ottimizzare il consumo dei macronutrienti che ci servono. Possiamo fare alcuni semplici calcoli. Mettiamo il caso di voler introdurre 3.000 kcal al giorno per poter sostenere il nostro consumo calorico giornaliero. Come possiamo determinare la ripartizione dei macronutrienti? In questo modo. Per prima cosa ricordiamoci qual è l’apporto calorico dei vari macronutrienti:

    • 1 grammo di carboidrati produce 4 kcal;
    • 1 grammo di proteine produce 4 kcal;
    • 1 grammo di grassi produce 9 kcal;

Con questo schema bene in mente, passiamo a calcolare il nostro introito calorico per ogni macronutriente. Partiamo dalle proteine. Per ottenere un reintegro corretto, teniamo le proteine quotidiane alte: orientativamente dovrebbero procurare circa il 30% dell’energia totale, con un apporto di 2,5 grammi per ogni chilo di peso corporeo.

Immaginiamo Luca, 37 anni per 70 kg di peso. Avrebbe quindi bisogno di 70 x 2,5 = 175 grammi di proteine al giorno. Che moltiplicato per 4 kcal fa 700 kcal di proteine al giorno.

Alimentazione nel cicloturismo
Alimentazione nel cicloturismo

Ora passiamo ai grassi. Il resto della quota energetica quotidiana verrà veicolata sui grassi, che si attesteranno al 20% dell’energia totale e quindi 3.000 kcal x 0,2 per un totale di 600 kcal. Se dividiamo questa cifra per 9 kcal di energia (per ciascun grammo di grassi), otteniamo 67 grammi di grassi al giorno.

Infine il resto è tutto a carico dei carboidrati. Abbiamo 1.700 kcal al giorno, che convertiti in grammi – cioè divisi per 4 kcal – fanno 425 grammi al giorno.

Ricapitolando la gestione calorica di Luca, ogni giorno dovrebbe essere:

Macronutrienti Calorie Grammi Percentuale
Carboidrati 1700 kcal 425 gr 50%
Proteine 700 kcal 175 gr 30%
Grassi 600 kcal 67 gr 20%
Introito calorico generale 3000 kcal 667 gr 100%

La distribuzione dei pasti

Quando parliamo di come alimentarsi durante un viaggio in bici non conta solo la quantità di cibo che ingeriamo ma anche la sua distribuzione nell’arco della giornata. Andiamo a vedere come distribuire i pasti.

Colazione: deve fornire una buona quota energetica, perché è il pasto che sosterrà l’intera pedalata. Andrebbe fatta almeno un’ora prima di mettersi in sella, in modo che i processi digestivi siano già avanzati e non vadano a sequestrare sangue che deve essere mandato ai muscoli. In questa fase diamo priorità a carboidrati a lento rilascio e alle proteine;

Nutrienti
Nutrienti

Pranzo: il pranzo deve essere leggero. Pranzi luculliani fanno pagare un conto ben più salato di quello economico. Stiamo leggeri e cerchiamo di mangiare solo un primo o un secondo, poi ci rifaremo la sera.

Cena: lo scopo della cena è reintegrare le proteine (quindi andare a compensazione di quelle che mancano dal computo). Inoltre dobbiamo assumere i carboidrati che ci permetteranno di far partire la sintesi del glicogeno. In questo caso possiamo cenare con un primo a base di carboidrati a lento rilascio (pasta o riso) accompagnato da un secondo proteico (carne, uova o legumi).

Integrazione: durante la giornata di viaggio dobbiamo soprattutto ingerire carboidrati di veloce assimilazione, in modo da avere energia disponibile una volta che il glicogeno è depleto e tenere a bada i processi catabolici a carico dei muscoli. In questo caso gli alimenti ricchi di fruttosio sono ottimali. In alternativa possiamo assumere integratori di maltodestrine.

Idratazione: se il tempo è freddo, basta una borraccia di acqua con disciolto all’interno qualcosa di energetico (come le maltodestrine, appunto). Se invece fa molto caldo è meglio una borraccia con maltodestrine più sali minerali e una borraccia di sola acqua per potersi rinfrescare il viso e la testa.

Concludiamo con una serie di consigli pratici su come alimentarsi durante un viaggio in bici:

    • Se potete (dipende in che parte del mondo vi trovate) cercate di mangiare cibi ai quali siete già abituati, per evitare problemi intestinali;
    • Limitate l’alcol. L’alcol è una tossina che rallenta il recupero post pedalata;
    • Non lasciatevi ossessionare dall’alimentazione ma cercate di usare il buonsenso e di gestire in modo corretto la distribuzione dei pasti;
    • L’idratazione è importante, non sottovalutatela;
    • Cercate, nei limiti del possibile, di assumere cibi “reali” e di utilizzare l’integrazione (barrette, gel e altro) solo se necessaria.
Biella cicloturismo

Pedalare nel Biellese

Il Biellese, mèta ideale per gli amanti della natura e degli sport outdoor, è un territorio tutto da scoprire per gli appassionati delle due ruote.

Il comprensorio ciclistico biellese, che si struttura in centinaia di chilometri tra strade bianche ed asfaltate, è la mèta ideale per gli amanti della e-bike, che in autonomia o accompagnati, potranno vivere un territorio caratterizzato dalla grande varietà di panorami e terreni, dalle montagne alla pianura agli ambienti unici della Baraggia. 

Il Biellese è una destinazione perfetta per gli appassionati più sportivi per la pratica Gravel, XC, marathon ed enduro, oltre ad essere un punto di passaggio molto interessante per i cicloviaggiatori che vogliano seguire la Via Francigena, il tour del Monte Rosa e il Grand Tour UNESCO del Piemonte.

Credits Damiano Andreotti - Testimonial Marco Aurelio Fontana - Baraggia biellese
Credits Damiano Andreotti – Testimonial Marco Aurelio Fontana – Baraggia biellese

Per il ciclismo su strada, gli itinerari verso le montagne promettono sfide: la salita Biella-Oropa, conosciuta grazie a tante tappe del Giro d’Italia, richiama alla mente miti del ciclismo come Marco Pantani, che ha realizzato qui una delle sue imprese più emozionanti. Le salite verso Bielmonte, nel cuore dell’Oasi Zegna, e attraverso le altre valli biellesi, propongono pedalate impegnative, ma ricompensano con panorami spettacolari e discese mozzafiato.

Non mancano poi i percorsi collinari e pianeggianti, che attraversano l’intera Provincia toccando piccoli borghi o riserve naturali. Qui, chi preferisce un approccio più slow avrà modo di rilassarsi a contatto con la natura e sostare lungo i percorsi alla scoperta di cantine ed aziende vitivinicole, aziende agrituristiche, ristoranti, trattorie e strutture ricettive.

Archivio ATL Biella Valsesia Vercelli - Alta Valsessera
Archivio ATL Biella Valsesia Vercelli – Alta Valsessera

Dall’affitto di biciclette di qualità ed e-bike al sito web www.atl.biella.it completo di tracce GPS scaricabili, dai servizi di transfer agli istruttori ed accompagnatori qualificati, i molti servizi a disposizione degli appassionati completano l’offerta, con un occhio alle esigenze di ciascun ciclista.

A due passi dalle grandi città, Milano, Torino, Genova e dagli aeroporti internazionali di Torino Caselle e Milano Malpensa, il Biellese si offre come destinazione perfetta per gli amanti delle due ruote.

Viaggiare in bicicletta: controllare il meteo

Cosa fare se piove durante il viaggio in bici?

Viaggiare in bicicletta è quanto di più vicino ci sia al concetto di libertà in viaggio, perché lascia spazio all’improvvisazione, ai cambiamenti di percorso e di idee. Non si può però dimenticare che serve spirito di adattamento, infatti l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. L’imprevisto di cui parliamo oggi è meteorologico: la pioggia, che può arrivare all’improvviso. Vi lasciamo qui alcuni consigli utili per affrontarla mentre si viaggia in bicicletta.

Abbigliamento

Scegliere i capi da portare in viaggio è importante. Per evitare di inzupparsi, considerate di avere con voi l’abbigliamento giusto che risponda a due caratteristiche: impermeabile e traspirante. C’è un’ampia scelta di capi tecnici che rispondono a queste esigenze, in ogni fascia di prezzo. Un set antipioggia, che comprenda tutto, dal casco alle scarpe, che copre bene, non ci fa sudare e ci protegge dalle intemperie renderà ogni ciclo-viaggio più confortevole. Resta sempre valido il mantra “vestirsi a cipolla” per poter modulare il grado di protezione che vogliamo avere ma, ricordate che avere con sé un capo esterno waterproof è fondamentale.

Protezione della bici

Per evitare che le ruote bagnate dalla pioggia possano alzare l’acqua e sporcare la bici e i bagagli di fango, ma soprattutto inzaccherare la schiena, possono essere molto utili i parafanghi. Nelle bici da viaggio e sulle gravel più moderne c’è tutto lo spazio necessario per poterli installare e tenerli sempre fissati al telaio, però è possibile anche scegliere parafanghi smontabili/estensibili che possono essere montati in caso di necessità. 

Parafanghi

Se vogliamo invece proteggere la componentistica ed evitare ossidazione e usura precoce, bisogna pensarci prima della partenza. Quindi ricordiamoci di lubrificare le parti meccaniche della bici con grassi adatti (al rame per le filettature, al litio per i cuscinetti) che proteggono dal dilavamento della pioggia. Inoltre bisogna avere un film protettivo di olio “da bagnato” sulla catena, per mantenerla scorrevole anche in caso di pioggia. Se possibile, portate con voi una confezione di lubrificante da catena per poter intervenire anche durante il viaggio.

Bagagli 

Ci sono moltissimi tipi di borse e la scelta è soggettiva, dalle classiche pannier sul portapacchi, al bikepacking sul telaio passando da soluzioni che sfruttano anche la forcella anteriore. In ogni caso, quando si viaggia in bici, l’obiettivo deve essere di mantenere le cose all’asciutto in caso di pioggia, improvvisa o meno. Come fare? Una possibilità è optare per bagagli waterproof (più costosi e performanti) mentre l’altra è quella di dotare di cover antipioggia le borse non impermeabili. Ovviamente è lecito anche un mix tra borse waterproof (ad esempio quella anteriore da manubrio con gli oggetti personali e il cibo) e altre no. L’importante è tenere nelle borse le cose ben separate tra loro, ad esempio in buste di plastica con chiusura ermetica, bilanciando il carico, per avere la possibilità di intervenire in caso di pioggia senza bagnare i vestiti e tutto il resto.

Proteggere i bagagli in bicicletta

Come pedalare sul bagnato

Non è difficile né pericoloso, ma bisogna prestare attenzione perché l’acqua può nascondere le insidie della strada come le buche e quindi occorre tenere in considerazione alcuni aspetti:

  • Concentrazione. Guardate sempre di fronte a voi, state attenti alla strada (non spippolate sullo smartphone!), perché fondo scivoloso e scarsa visibilità possono creare problemi.
  • Ostacoli. Evitate i tombini e le buche. I primi sono scivolosi e potrebbero farvi cadere, nelle seconde soprattutto in caso di strada scivolosa o sterrato fangoso, la bici potrebbe “piantarsi”. Rallentate l’andatura e schivate gli ostacoli, dateci retta.
  • Freni. Quando frenate, evitate le pinzate estreme, invece di frenare di colpo, date dei piccoli colpetti al freno, alternando anteriore e posteriore. Vi fermerete nello stesso tempo e nello stessa quantità di spazio ma eviterete di bloccare le ruote.

In conclusione, non lasciatevi sorprendere dalla pioggia! Se agite d’anticipo con i giusti accorgimenti riuscirete a godervi anche le pedalate sotto l’acqua, senza bagnarvi e mantenendo i vostri bagagli all’asciutto.

Costa Daurada delta dell'ebro

Natale in bicicletta: 5 destinazioni consigliate da noi

Aspettando la Fiera del Cicloturismo, a Bologna l’1 e il 2 aprile 2023, la  direttrice della Fiera Pinar Pinzuti suggerisce cinque mete per organizzare una vacanza in bicicletta nel periodo natalizio. Cinque destinazioni in Italia e all’estero, ben collegate e in cui ritemprare corpo e spirito e fare il carico di energie.

Spagna

Gran Canaria

Le condizioni climatiche di Gran Canaria rendono l’isola il luogo ideale per un cicloturismo in ogni stagione: la temperatura media è infatti di circa 24 °C tutto l’anno, ideale per pedalare attraverso il “continente in miniatura” situato nell’Oceano Atlantico.

Per approfittare di tutta la bellezza del luogo, dedicate parte della vacanza al mare – tra dune di sabbia dorata e oasi di palmeti – e parte alle foreste, alle montagne e ai paesaggi vulcanici.

Si parte da sud, vicino alle meravigliose Dune di Maspalomas e i suoi 400 ettari di Parco Naturale Protetto tra chilometri di spiagge dorate incontaminate e baie protette fino a Puerto de Mogán.

Nell’entroterra invece si raggiunge pedalando il centro dell’isola, meta Tejeda, uno dei borghi più belli di Spagna, circondati da un paesaggio che lo scrittore del primo Novecento, Miguel de Unamuno definí “la tempesta pietrificata”. Qui si alternano paesaggi lunari e pinete, vigneti in quota e monoliti vulcanici tra cui spiccano il Roque Nublo, simbolo di Gran Canaria, e il Roque Bentayga. Proseguendo verso nord, attraverso foreste di alloro dell’era terziaria, tra agriturismi e hotel rurali, si arriva su un versante dove la ricca vegetazione, i siti archeologici e le piantagioni di banane e di caffè sono i veri protagonisti. 

Gran Canaria playa las canteras
Gran Canaria Playa Las Canteras

Chi predilige le vacanze in città, può pedalare nella capitale, Las Palmas de Gran Canaria, un connubio tra palazzi del ‘500, quartieri in stile liberty e architettura razionalista. A Vegueta, il centro storico di Las Palmas, si ammira la splendida Cattedrale di Sant’Anna, si visitano la Casa Museo di Colombo e il Museo Canario e si scoprono innumerevoli centri dedicati all’arte. In sella alla bici si costeggiano meravigliosi palazzi del XVI, XVII e XVIII secolo che oggi ospitano boutique hotel, ristoranti e negozietti. Per un excursus temporale, in bicicletta si va dal 1500 al terzo millennio, passando per Triana, il quartiere commerciale di fine Ottocento e Liberty, verso Las Canteras, la spiaggia urbana ritenuta la più bella d’Europa dove, durante le vacanze di Natale, si può ammirare il Presepe di Sabbia.

Per maggiori info: sito di Gran Canaria

Catalogna: Costa Daurada e Terres de l’Ebre

A circa 110 chilometri a sud di Barcellona si trova la Costa Daurada, caratterizzata da lunghe spiagge di sabbia finissima e dorata. Sono tanti gli itinerari in bici, lungo la costa e nell’entroterra.

Una località imperdibile, ad esempio, è Tarragona (anticamente Tarraco), la base militare romana più importante in Hispania.  A testimonianza del passato glorioso, ci sono il Parco Archeologico, celebre per l’anfiteatro dove si tengono concerti e rievocazioni dei gladiatori, le mura risalenti al III sec. a.C, l’imponente Foro Provinciale, il Circo e il Teatro, mentre il Museo Nazionale Archeologico ospita la maggioranza degli oggetti dell’epoca romana ritrovati durante gli scavi. Nel punto più alto della città sorge la cattedrale di Santa Tecla, da dove è possibile ammirare il territorio circostante.

In un’ora o poco più di bicicletta si raggiunge Reus, nell’entroterra, la città dove nacque Gaudì. In città non ci sono sue opere ma un museo a lui dedicato, tre piani in cui si raccoglie tutto il materiale per comprendere il suo lavoro. Reus si trova lungo la “ruta modernista”, itinerario ispirato alla corrente architettonica dell’area: decine di edifici, tra cui Casa Navas realizzata da Domenech i Montaner in Placa del Mercadal, impreziosiscono la città. A Reus la chicca enogastronomica è il vermuteo, il vino aromatizzato (vermut). Per scoprirne il gusto e la storia, si consiglia di visitare una delle numerose cantine del territorio, sempre in stile modernista. Tra queste, provate il Celler Cooperatiu de Falset, il Celler Cooperatiu di Montblanc  e il Celler Cooperatiu del Priorat di Cornudella de Montsant.

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Costa Daurada, Tortosa

Se siete più interessati ad immergervi nella natura, dirigetevi verso Terres de l’Ebre. Il Parco Naturale del Delta del fiume Ebro è una destinazione per tutta la famiglia, sia per i tour in bicicletta che per le escursioni in battello. Dal 2013 la maggior parte del territorio delle Terres de l’Ebre è stato qualificato “Riserva della Biosfera” e infatti la natura regna sovrana, e riunisce due ecosistemi unici nel Mediterraneo, il Delta dell’Ebro e il Massís del Port. In questa regione si trova la città di Tortosa, suggestiva soprattutto per il suo centro storico ricco di stili diversi: il castello de La Suda è arabo; la cattedrale di Santa Maria e il Convento di Santa Clara sono gotici; Els Reials Col·legis, fondato da Carlo V per l’educazione dei Mori, è invece un complesso rinascimentale.

Per saperne di più: sito Catalogna

Turchia

La Riviera Turca

La costa della Turchia che si affaccia sul Mediterraneo è baciata dal sole per 300 giorni all’anno ed è una destinazione perfetta i ciclisti che viaggiano in tutte le stagioni. Esistono numerosi percorsi per la bici da strada e per le mountain bike, di diversi gradi di difficoltà e pendenza.

Si consiglia di esplorare la costa dell’Egeo e in particolare la provincia di Muğla, dove risplende una natura rigogliosa, la cultura locale è vivace e di grande importanza storica. Sono più di 1.000 i chilometri costieri, dove si inanellano baie turchesi e cristalline, monti con lussureggianti pinete e pianure profumate di melograno e agrumi. Gli appassionati di storia non possono perdersi i 39 chilometri del percorso delle Tombe rupestri per osservare le 150 tombe di Kaunos che si affacciano sullo stretto di Dalyan.

I ciclisti che amano la gastronomia possono dirigersi a Izmir (Smirne), dove pedalare e dedicarsi al gusto e scoprire alcuni dei migliori piatti della cucina turco-egea. Nella Penisola in cui si trova, la penisola di Çeşme, ci sono moltissimi itinerari adatti a tutti livelli e si possono visitare i cosiddetti vigneti boutique o cenare nei ristoranti di Urla e di Alaçatı.

Turchia
Turchia

Infine, consigliamo la tratta dell’itinerario mediterraneo Eurovelo 8, la Ciclovia Efeso-Mimas, un’occasione unica per visitare le città delle antiche civiltà che vanno dagli Ioni agli Ottomani. Un percorso che consente lungo il quale si incontra Efeso, sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, che conserva splendidamente i suoi siti archeologici originari della Grecia classica e dell’Impero Romano. Ultima tappa di questo giro è Şirince, un villaggio dalle antiche case in pietra e rinomato per i suoi vini locali.

Per maggiori informazioni: in bici in Turchia

Italia

La Sicilia e i suoi mille sapori

La bellezza della Sicilia è stordente e ci sono moltissimi temi che si possono scegliere per un viaggio a pedali. Qui consigliamo il Barocco e la ciclovia dedicata a questo stile unico che attraversa le città protette dall’UNESCO come Modica, Scicli, Palazzolo Acreide e Noto, e raggiunge Siracusa. Infinite sono le bellezze della costa, come l‘isola delle Correnti da cui risalire per raggiungere la Riserva di Vendicari, tra Noto e Pachino, e poi la Riserva Marina del Plemmirio con i suoi splendidi fondali, poco lontano da Siracusa.

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Sicilia bici – Palermo

Anche in Sicilia si può scegliere una “vacanza in città”, ad esempio a Palermo. Per cominciare ad apprezzare le meraviglie architettoniche del centro storico servono almeno un paio di giorni, in modo da riuscire a visitare la Cattedrale, monumento simbolo della città e alcune delle chiese palermitane che costituiscono un itinerario speciale. Tra queste si segnalano la Chiesa della Martorana con i suoi splendidi mosaici, la Cappella Palatina che si trova all’interno del Palazzo dei Normanni, la più antica residenza reale d’Europa, nonché sede dell’Assemblea Regionale Siciliana e infine il Duomo di Monreale che si trova a pochi chilometri dalla città. Nel corso dell’itinerario, perdetevi tra i vicoli e i mercati iconici, per assaggiare il celebre cibo di strada – pane e panelle, pani câ meusa, arancine e altre meraviglie.

Per spunti sulla Sicilia: clicca qui

Croazia

Dalmazia

Nella regione dalmata ci sono 145 piste ciclabili segnalate per una lunghezza totale di 4.500 km che conducono attraverso panorami inaspettati, valli fluviali, pascoli e vigneti.

Ci sono tratti impegnativi per i più allenati e percorsi ricreativi adatti a tutti che attraversano zone pittoresche e incantevoli. Le condizioni meteorologiche, ideali in tutte le stagioni, consentono non solo di visitare in tranquillità la Regione, ma anche di allenarsi come fanno i ciclisti professionisti di tutto il mondo che scelgono la Dalmazia come terreno di preparazione.

Tra le destinazioni, vi consigliamo le riviere di Makarska e Spalato, le isole di Brazza, Lèsina, Lissa e l’entroterra dalmata. In particolare, questi due trail: il percorso Game of Thrones e l’itinerario considerato il più panoramico della Dalmazia. Il primo percorso è lungo 55 km e attraversa numerose attrazioni che sono state parte della scenografia della serie Il Trono di Spade, partendo da Spalato Riva. Tra le attrazioni si incontrano le cantine di Diocleziano, il mulino e la cava di Antoničin e la fortezza di Klis. La tratta passa vicino ai siti che si trovano alla foce del fiume Žrnovnica e poi attraversa l’antica Salona e ​​il Parco Forestale di Vranjic e Marjan.

Dalmazia_Aleksandar Gospić_Vrana Lake
Dalmazia, photo by Aleksandar Gospić, Vrana Lake

Per chi ama i panorami incantati, invece, si parte dal villaggio di Stara Sela lungo un percorso che si snoda da Gornja Podstrana attraverso Gornja Duća fino a Omiš e ritorno. Questo circuito offre una vista panoramica mozzafiato sull’intera parte orientale della riviera di Spalato e tutte le isole della Dalmazia centrale.

Per maggiori informazioni: Dalmazia

Treno + bici in Danimarca

Viaggiare con la propria bicicletta al seguito

Quali sono le accortezze per viaggiare con la propria bicicletta al seguito?

Viaggiare in giro per il mondo con la propria bicicletta al seguito dà l’opportunità di scoprire posti nuovi in sella alla fedele compagna di pedalate di tutti i giorni: è sicuramente bello portare con sé un mezzo che si è scelto con cura, a cui si è dato un nome e che conosciamo bene, ma per poter trasportare la bici al seguito bisogna conoscere i regolamenti dei diversi mezzi di trasporto, i costi, le modalità e gli orari in cui questo è consentito.

L’intermodalità, la possibilità di associare la bici a un altro mezzo di trasporto, è una condizione che varia a seconda della tipologia scelta e del paese che si vuole visitare in bicicletta: per questo è bene informarsi prima di partire, consultando la documentazione che i vettori e gli Enti del Turismo locali mettono a disposizione dei cicloturisti, perché questa esigenza è sempre più presente nelle richieste di viaggio e negli ultimi anni anche l’offerta e le possibilità di trasporto si sono moltiplicate.

Qui possiamo fare un rapido excursus sui consigli generali da seguire in base al mezzo di trasporto su cui andrà caricata la bicicletta, tenendo ben presente che queste informazioni sono suscettibili di cambiamento ed è sempre opportuno verificare prima di partire rivolgendosi direttamente a chi fornisce il servizio.

In aereo

Di norma si richiede che la bici sia imballata accuratamente e/o riposta in una sacca specifica, senza pedali e altre parte sporgenti taglienti, con le camere d’aria sgonfie per ovvie ragioni di pressurizzazione. Un’accortezza sempre valida è quella di proteggere con materiale da imballaggio le parti più delicate come la trasmissione e bloccare le parti mobili come il manubrio. Le tariffe sono molto variabili (anche in base al peso) e si va da circa 10 euro per le tratte più brevi a salire fino a superare anche i 100 euro: ma se abbiamo acquistato per tempo un biglietto aereo a tariffa scontata può valere la pena investire in questo servizio.

E una volta sbarcati in aeroporto? Per le bici pieghevoli – e ripiegate – il trasporto sui treni, sulle linee della metropolitana e sui mezzi pubblici è di norma gratuito e senza restrizione di orari: se invece abbiamo con noi una bici tradizionale bisogna sempre far riferimento ai regolamenti interni di ciascuna azienda di trasporto. Ad esempio, in Italia se smontata e riposta in una sacca di dimensioni massime pari a 110x80x40 centimetri una bici può viaggiare come bagaglio gratuito praticamente ovunque. Ma se è montata e pedalabile le cose cambiano.

In treno

Molto dipende dalla tipologia di treno e soprattutto dal Paese: su quelli locali/regionali di norma esistono più spazi per poter trasportare la bici e, quando previsto, va acquistato un biglietto a parte; in altri casi il trasporto-bici è gratuito, ma possono esserci delle limitazioni in base all’affollamento del treno. Sui treni intercity o ad alta velocità di norma il trasporto di una bici tradizionale montata e non imballata è previsto acquistando un biglietto e prenotando il posto; quindi, per evitare di restare a terra bisogna informarsi prima.

Viaggiare in bici e treno
Viaggiare in bici e treno

In metropolitana

Il nodo principale, visto che la metropolitana è un mezzo di trasporto pubblico ad alta capacità, riguarda gli orari: spesso esistono limitazioni nelle ore di punta e di norma la bici paga un biglietto a parte. Bisogna anche fare attenzione a dove collocare la bici: in alcuni casi esistono carrozze adibite con portabici e apposita indicazione con un pittogramma all’esterno, oppure la salita con bici al seguito è consentita solo nella prima e nell’ultima carrozza.

In tram

Vale praticamente lo stesso discorso della metropolitana: è una questione legata alla capienza e a come sono state progettate le carrozze: c’è un’estrema variabilità tra un Paese e l’altro ma anche tra una città e l’altra all’interno della stessa Nazione, per questo consultare il sito internet dell’azienda di trasporto pubblico locale rappresenta la soluzione più facile e immediata per capire se e come sarà possibile trasportare la propria due ruote sul tram.

Foto di Pasi Mämmelä da Pixabay
Foto di Pasi Mämmelä da Pixabay

In autobus

Per trasportare la bici su un bus urbano di linea o su un pullman per coprire distanze a medio e largo raggio esistono almeno 3 tipi di soluzioni: all’interno, sul retro o sul davanti. La prima modalità, nel portabagagli dell’autobus, è adatta per viaggi a lunga percorrenza e alcuni vettori hanno appositi spazi per le bici che possono essere acquistati come servizio aggiuntivo. Il portabici sul retro di un bus non è una soluzione molto utilizzata, soprattutto perché né l’autista né il proprietario della bici hanno la possibilità di controllare eventuali tentativi di furto: se è prevista solo questa modalità si consiglia di legare bene tutte le parti amovibili della bici. Il portabici sul davanti è molto diffuso negli Stati Uniti e consente al guidatore di avere sempre sott’occhio le bici: di norma può ospitare 2/3 mezzi e la rastrelliera è ottimizzata per consentire il carico e lo scarico delle bici in meno di 30 secondi.

Per istruzioni dettagliate su smontaggio/montaggio la guida passo-passo è su Bikeitalia.it:

Imballare la bici per l’aereo

Imballare la bici per il treno

 

Photo by Roberto Ganassa Click Alps Valtellina

In bicicletta in Valtellina

Dai percorsi cicloturistici adatti alle famiglie ai grandi passi alpini che hanno fatto la storia del ciclismo su strada, fino ad arrivare ai percorsi per mountain-bike immersi nel verde, tutto questo è Valtellina in bicicletta.

La Valtellina ti fa riscoprire la montagna più autentica e ti trasporta con le sue emozioni. Ci sono tanti percorsi bike ma anche buon vino, piatti tipici, siti culturali, terme, incantevoli borghi e soprattutto splendidi paesaggi.

Read More “In bicicletta in Valtellina”

Fiera del Cicloturismo 2023

Torna la Fiera del Cicloturismo, più internazionale e con una nuova location per più espositori

Dopo una prima edizione con 15 mila visitatori, la prima fiera italiana dedicata al cicloturismo si prepara ad una seconda edizione con tante novità: dalla nuova location di Bologna, al suo volto sempre più internazionale, dalle mete ai produttori di accessori per bici.

Bologna – Sabato 1 e domenica 2 aprile 2023, a Bologna, nello spazio DumBO, torna la Fiera del Cicloturismo organizzata da Bikenomist, un appuntamento per il mondo del turismo in bici nazionale e internazionale.

La Fiera del Cicloturismo è il primo evento in Italia interamente dedicato a chi è alla ricerca della propria prima esperienza o della prossima avventura a pedali. La due giorni sarà l’occasione per offrire un’ampia panoramica su vacanze facili per le famiglie, avventure per i cicloviaggiatori, sport per chi vuole allenarsi e tutto ciò che serve per vivere un’esperienza unica e irripetibile in bicicletta.

La nuova edizione della Fiera arriva con molte novità: nuovi espositori, una nuova location e uno sguardo internazionale e una giornata, venerdì 31 marzo, interamente dedicata al B2B e agli operatori di settore

Più espositori

Dopo una prima edizione dedicata unicamente alle destinazioni turistiche e agli operatori, nell’edizione 2023 la Fiera apre anche ai produttori di accessori per il turismo in bicicletta.

Anche quest’anno, accanto alla parte espositiva, saranno presenti i Bikeitalia talks: momenti di presentazione e confronto con il pubblico per raccontare viaggi e destinazioni, approcci e modalità per vincere diffidenze e stimolare la scoperta del mondo in modo sostenibile.

La Fiera del Cicloturismo si propone come evento unico in cui i visitatori potranno trovare tutte le informazioni specifiche per pianificare i propri itinerari ciclabili, scegliere le destinazioni più belle da visitare in bicicletta e i migliori servizi bike friendly di cui usufruire durante il viaggio.

Inoltre, gli espositori alla Fiera possono avere l’occasione di incontrare un pubblico selezionato interessato, attento alle proposte del settore, e di interagire con possibili partner commerciali nell’ottica di creare nuove opportunità di business. 

Tra le prime destinazioni che hanno già confermato la loro presenza in fiera ci sono regioni della Spagna, la Turchia e la Croazia. E tra le regioni italiane, Sicilia e Calabria.

La nuova location

La Fiera si sposta da Milano a Bologna, città che accoglie la Fiera del Cicloturismo in un’area di oltre 40.000 metri quadrati, a pochi passi dalla stazione centrale dei treni. 

“Siamo felici che la seconda edizione della Fiera del Cicloturismo si tenga in Emilia Romagna perché è una Regione che ha investito tanto nello sviluppo del turismo in bicicletta e, in particolare, Bologna è una città che ci ha accolto a braccia aperte e che da sempre dedica un’attenzione speciale alla mobilità attiva” dichiara Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo e membro del consiglio di Eurovelo.

“Il cicloturismo cresce sempre più anche in Italia ma spesso sono gli operatori esteri ad approfittarne, mentre è importante che si sviluppi un mercato locale di servizi dedicati al cicloturista: per questo siamo onorati di ospitare la Fiera del Cicloturismo che da Milano sbarca a Bologna, dove l’interesse è tanto e il territorio ha un forte potenziale. Con i 1.000 km della Bicipolitana la Città Metropolitana di Bologna sta fortemente investendo in questa piccola e grande rivoluzione: dal turismo usa-e-getta al turismo lento, che si può fare tutto l’anno. Per stare davvero bene e in armonia con ciò che ci circonda” ha dichiarato Simona Larghetti, Consigliera Comunale di Bologna con delega alla Mobilità Ciclistica.

Spazio DumBO Bologna
Spazio DumBO Bologna

Un settore in crescita

Anche il settore del cicloturismo nazionale, seguendo il trend di quello internazionale, negli ultimi anni sta acquisendo sempre più importanza in termini economici e di tendenze, accogliendo non solo viaggiatori locali, ma attraendo anche visitatori oltre confine.

Gli Italiani scelgono sempre più spesso vacanze attive, secondo un’anticipazione del 3° Rapporto Nazionale sul Cicloturismo in Italia realizzato da Isnart per l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio e promosso con Legambiente. Isnart presenterà il rapporto integrale proprio durante la Fiera di Bologna.

Per il 2022 è possibile stimare 31 milioni circa di presenze attribuibili ai cicloturisti, pari al 4% di quelle totali registrate in Italia fino a questo momento. Si tratta di dati parziali ma incoraggianti, perché indicano una ripresa anche di questo particolare segmento del turismo italiano, in cui non è secondario il contributo che offrono i flussi internazionali.

Anche l’impatto economico del fenomeno cicloturistico è rilevante: la spesa per consumi turistici nei luoghi di vacanza generata dai cicloturisti è stimata per il 2022 in quasi 4 miliardi.

Il 2022 sta segnando, in particolare, un progresso dei cosiddetti cicloturisti “puri”, ovvero quei turisti per i quali la bicicletta è una delle principali motivazioni di scelta della destinazione: si stimano per quest’anno 8,5 milioni di presenze turistiche.

E una spinta al settore del cicloturismo arriverà anche dal Piano Generale della Mobilità urbana ed extraurbana, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 ottobre 2022, un documento fondamentale per lo sviluppo delle azioni per la promozione della ciclabilità a tutti i livelli. 

Il Piano prevede un finanziamento di 1,2 miliardi di euro di cui 943 milioni già allocati.

Per quanto riguarda il cicloturismo il Piano delinea gli interventi per realizzare i tracciati di interesse nazionale, a partire dal sistema delle dieci ciclovie turistiche nazionali che sono parte la Rete Ciclabile Nazionale (RCN) di cui all’articolo 4 della legge n. 2/2018.

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Per contatti e per esporre alla Fiera del Cicloturismo: expo@fieradelcicloturismo.it 

I comunicati stampa sono scaricabili dal sito nella sezione press

COSTA DAURADA

Chi ha inventato il cicloturismo?

“La bicicletta non è solamente un mezzo di locomozione ; diventa un mezzo di emancipazione, un’arma di liberazione. Libera lo spirito ed il corpo dalle inquietudini morali, dalle infermità fisiche che l’esistenza moderna, tutta ostentazione, convenzione ed ipocrisia; dove apparire è tutto ed essere è niente, suscita sviluppa e mantiene con grande detrimento per la salute” 

Sappiamo tutti di cosa parliamo quando diciamo cicloturismo e probabilmente diamo per scontato che sia un tipo di turismo nato con l’invenzione stessa della bicicletta nell’Ottocento. Ed è più o meno così, se si considera che si deve l’”invenzione” del cicloturismo al Paul de Vivie, conosciuto come Vélocio, che coniò il termine nel 1889.

Chi era Vélocio? Nato a Pernes-les-Fontaines, in Provenza, nel 1853, acquistò la sua prima bici nel 1881 e si iscrisse immediatamente al Club des cyclistes stéphanois di Saint-Etienne a cui erano iscritti anche i fratelli Gauthier, produttori francesi di due ruote. Appartenere a questo club, secondo il primo articolo dello statuto: “(dava) la possibilità agli aderenti di fare, in compagnia di altri amatori, delle gradevoli escursioni, corse e viaggi”. In realtà il concetto di amatore dell’epoca era molto diverso da quello odierno, e intendeva, sul modello inglese, una concezione piuttosto elitaria: gli operai non potevano accedere al club, ma si tenga conto che il costo di una bicicletta all’epoca segnava un netto spartiacque sociale, infatti a fine Ottocento era di circa 500 franchi, mentre il salario medio giornaliero di un operaio era di 3,30 franchi.

Ma torniamo a de Vivie. Lavorando come rappresentante di seta si ritrovò a viaggiare in ogni luogo, in particolare in Inghilterra dove scoprì una collaudata industria della bicicletta e il Touring Club Ciclistico. Completamente travolto da questa nuova passione, divenne il primo importatore di biciclette inglesi con l’Agence Générale Vélocipédique, e poi si dedicò alla propria produzione lanciando il marchio La Gauloise.

Vélocio and his "polymultipliée" with two chains, probably in the years 1900-1910

Nel 1887 creò la rivista “Le Cycliste Forézien”, che l’anno seguente divenne “Le Cycliste“, e sostenne la fondazione di un Touring club sul modello di quello inglese. Nel 1889 in un suo articolo su Le Cycliste comparve per la prima volta la parola cicloturismo.

Curioso e innovatore, fu sostenitore accanito di ogni innovazione tecnica legata alla bici e lavorò instancabilmente sullo sviluppo dei cambi di marcia e sul loro utilizzo, animando anche un feroce dibattito dalle pagine della sua rivista con l’ideatore del Tour de France, Henri Desgrange, fortemente contrario all’uso del cambio (per curiosità: l’uso del cambio al Tour fu proibito fino al 1937). Si dice inoltre che percorresse circa 20.000 km all’anno e che facesse tappe da 40 ore filate.

Creatore anche dei termini ciclotecnica e cicloterapia, fu davvero una figura emblematica per i suoi racconti di escursioni e per il costante invito ai ciclisti a incontrarsi durante i loro viaggi. Il suo stile di vita era semplice e rigoroso, fu un convinto vegetariano e cercò di promuovere alimentazione e norme sane per la pratica ciclistica.

Morì in un incidente, investito da un tram mentre attraversava la strada con la bicicletta a mano cercando di evitare un’auto.

I suoi “sette comandamenti” per le corse sono rimasti nella storia e valgono ancora oggi:

1 – Rare e brevi soste, per non far crollare la concentrazione.

2 – Pasti leggeri e frequenti: mangia prima di avere fame, bevi prima di avere sete.

3 – Non andare mai aldilà delle tue possibilità con fatiche che portino a mancanza di fame e sonno

4 – Coprirsi prima di avere freddo e scoprirsi prima di avere caldo. Non aver paura di esporre la pelle al sole, all’aria e all’acqua

5 – Eliminare, almeno in corsa, tabacco, vino e carne.

6 – Non forzare mai, restare nelle proprie possibilità, soprattutto nelle prime ore in cui si è tentati di spendere troppo perché pieni di forze.

7 – Non pedalare mai per amor proprio

Oggi, per chi vuole omaggiarne la memoria è possibile visitare un monumento a lui dedicato in cima alla salita del Col de la République, fuori Saint-Etienne o la sua tomba nel cimitero di Loyasse a Lione.

Photograph of the memorial of Paul de Vivie in Pernes-Les-Fontaines in the Vaucluse in southern France

Crediti fotografici:

Patatruc, via Wikimedia Commons

AllezHopp,via Wikimedia Commons

 

Cicloturismo

Il potenziale del cicloturismo sul territorio italiano

Non sorprende quanto emerso dalla prima edizione del report “Italia in Bici: scenari, protagonisti e indotto” realizzato da Repower e Università IULM: le potenzialità dell’economia della bicicletta e del cicloturismo sono molteplici e benefiche per molti territori. Il report analizza tutti gli aspetti della ricaduta della bikeconomy, oltre a delineare le caratteristiche dei ciclisti e cicloturisti, dei territori e degli stakeholder coinvolti nel processo di sviluppo turistico di un territorio a vocazione ciclistica.

Potenziale del Cicloturismo, i fatti

  • Utilizzare una bicicletta significa migliorare la propria salute, ridurre il rischio di incidenti stradali e, economicamente, consentire un risparmio di 110 miliardi di € in ambito sanitario a livello UE.
  • Scegliere le due ruote consente di ridurre l’inquinamento, ambientale e acustico, e la congestione stradale. In numeri, si può quantificare il risparmio di carburante in 3 miliardi di litri (il che significa una riduzione di emissioni di CO2 di 16 milioni di tonnellate/anno).
  • Passare dall’automobile alla bicicletta favorisce l’economia locale, i negozi, gli esercizi commerciali e il settore immobiliare.
  • Il cicloturismo favorisce la rigenerazione urbana e, ovviamente, il rilancio delle economie locali.

Il cicloturismo

Il cicloturismo già prima del COVID produceva in Europa un impatto economico stimato in 44 Miliardi di euro, (superiore al comparto delle crociere), oggi muove oltre 50 miliardi di euro, di cui quasi un decimo (4,6 miliardi secondo l’analisi Banca Ifis) in Italia.

Ne consegue una ricaduta importante in termini di marketing territoriale, che può favorire lo sviluppo di aree meno note e frequentate. Se infatti, come stima FIAB, ogni euro investito in ciclovie ne restituisce 3,5 al territorio, e a progetto ultimato ogni chilometro di percorso genera un indotto annuo sulla zona attraversata di 110.000 euro, una rete strutturata e ben diffusa di ciclovie potrebbe portare, sempre secondo FIAB, 2 miliardi di euro annui nelle casse italiane.

Per queste ragioni sarà fondamentale analizzare e sfruttare le opportunità che il Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza (PNRR) potrà offrire con il finanziamento già assegnato di 943 milioni di euro. L’utilizzo ponderato delle risorse consentirebbe infatti di valorizzare i territori e di sviluppare forme di turismo lento ed esperienziale, diventando un’opportunità di rilancio per diverse economie territoriali.

Ma cosa fanno i cicloturisti, oltre a pedalare? L’83% dei cicloturisti è interessato ad esplorare il territorio in cui soggiorna per scoprire il lato culturale del viaggio, attraverso visite a musei e mostre, ma anche attraverso l’esperienza della cultura enogastronomica locale.

Il desiderio di esperienze mostrato dai viaggiatori motiva gli operatori turistici a creare nuove offerte complete che includano pedalate, visite a monumenti e musei oltre a degustazioni, visite ad aziende agricole e cantine vinicole.

Cicloturismo e cultura    Gastronomia e turismo

L’impatto delle e-bike

Il fenomeno della e-bike, con il suo +44% di vendite in Europa nel 2020 in confronto all’anno precedente dà ulteriore impulso ad un mercato di settore che fa registrare cifre da sogno, a dispetto delle sfide rappresentate dalle difficoltà della supply chain. L’altra faccia di questa medaglia è rappresentata dall’esigenza delle aziende di tornare a controllare più da vicino la filiera produttiva, e quindi l’inizio di un processo di rientro di competenze dal Far East all’Europa (o all’Italia, come nel recente caso di Bianchi), riportando nel vecchio continente ulteriore valore e lavoro.

Ma questa crescita continuerà? Si potrebbe prevedere di sì, basandosi sulle conclusioni dell’analisi di Hannes Neupert, presidente di ExtraEnergy, un’organizzazione attiva nel monitoraggio dell’industria e-bike. Neupert fa riferimento alla Cina e all’epidemia di Sars del 2002: si registrò infatti una crescita nelle vendite di e-bike da 1,6 a 6,7 milioni in tre anni, arrivata a 40 milioni di unità vendute nel 2019. È ipotizzabile che la situazione si replichi nell’Europa post-COVID, anche se in misura minore. Questo cosa significa in termini di turismo?

La diffusione delle e-bike ha evidentemente influenzato la crescita del cicloturismo; infatti, se prima in molti non si sentivano pronti ad affrontare un itinerario completo o ritenuto difficile, oggi grazie all’e-bike il bacino di utenza si sta allargando anche a turisti meno preparati da un punto di vista atletico.

Le ciclovie come opportunità turistica

Esempio di come tutti questi fattori correlati siano un beneficio per il turismo in bicicletta solo le ciclovie. Le ciclovie non sono solo le piste ciclabili, ma tutti i percorsi adatti e agevoli per i ciclisti, in grado di garantire un certo livello di sicurezza.

Una ciclovia di successo deve soddisfare i bisogni degli utenti che ne usufruiranno. I bisogni ovviamente possono essere eterogenei, ma si possono accogliere in tre macro-aree: interesse del percorso; sicurezza; fruibilità.

I percorsi quindi devono essere piacevoli e variegati, con attrattive in grado di suscitare l’interesse di chi pedala. Una buona ciclovia dovrebbe regalare ai fruitori un’esperienza al di là della pedalata, includendo nel percorso attrattive ambientali, culturali o artistiche.

Le ciclovie devono essere sicure, con sedi stradali e infrastrutture sottoposte a costante manutenzione, pulite e bene segnalate.

Infine, le ciclovie devono essere fruibili – ad esempio prevedere parcheggi sicuri per le bici, avere punti di assistenza e ben collegate con altri mezzi di trasporto. Inoltre, non bisogna dimenticare che i turisti hanno bisogno di punti di sosta e di ristoro.

Se tutte queste condizioni sono soddisfatte, il territorio può beneficiare di un potenziale turistico molto alto.

Per approfondire gli scenari del turismo in bicicletta, scarica il report.

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