Biellese in bici

Il Biellese, terra di cicloturismo e non solo

Il Biellese è una terra di cicloturismo. Ha qualcosa di unico: il panorama alpino, lo sbocco sulla pianura padana e una strada di montagna che percorre l’intero anfiteatro montuoso sull’orlo del 1200 metri.

Biellese in bici

Queste caratteristiche rendono il territorio estremamente vario, con panorami in continuo cambiamento e una sempre presente profondità di paesaggio. La posizione centrale tra Torino e Milano rende ben accessibili i luoghi, favorendo l’uso del treno per arrivarci comodamente con le proprie biciclette. I servizi di accoglienza per i ciclisti si stanno strutturando sempre di più grazie ai numerosi appassionati che visitano il territorio, in particolare bikepacker e amanti dell’ebike; questi ultimi potranno godere di una capillare diffusione di stazioni di ricarica su tutto il territorio.

Ma il biellese non è solo cicloturismo: è anche storia e tradizione laniera, nata sulle acque più leggere d’Europa, perfette per la lavorazione e la tintura della lana, ma abbastanza potente per mettere in moto gli ormai antichi opifici di cui le valli sono colme. Luoghi unici ed originali, che oggi ospitano ecomusei e residenze per artisti contemporanei.

Il Biellese è anche borghi di pianura e di montagna, ricetti e miniere d’oro a cielo aperto ai piedi della più antica e maestosa morena glaciale d’Europa.

Ripercorrere le emozioni del Giro d’Italia

Quest’anno, precisamente il 5 maggio, il Giro d’Italia è passato nel Biellese durante la sua seconda tappa. In particolare gli organizzatori del Giro, hanno scelto di reinserire nel percorso l’arrivo in montagna ad Oropa, proprio laddove è nato il mito. Chiaramente ci si riferisce all’amatissimo Marco Pantani, che si consegnò all’olimpo dei campioni proprio percorrendo la salita di Oropa nel 1999, nell’anno in cui vinse Giro d’Italia e Tour de France, risultato mai più ottenuto da alcun ciclista da allora.

Vigneti del Biellese

Il Biellese intende orgogliosamente ricordare questo grande campione e far rivivere agli appassionati di cicloturismo parte di quell’emozione proponendo di percorrere un itinerario ad hoc che si può spalmare su tre giorni. Un “riscaldamento” percorrendo le zone di pianura tra baragge, risaie e vigneti dell’Alto Piemonte. Un “allenamento” sfidando due dei tre gran premi della montagna inseriti nella tappa del Giro. Infine la scalata di Oropa spingendo sui pedali.

Oropa tra Giro e percorsi permanenti

Oropa non fa parlare di sé solo durante il Giro d’Italia, ma negli ultimi 4 anni è entrata nel cuore di migliaia di camminatori grazie al cammino di Oropa; progetto lanciato e seguito da Movimento Lento, che ha avuto un enorme successo di partecipazione (5000 camminatori nel 2023).

Oropa Biella

Dal Cammino alle ciclabili il passo è stato d’obbligo e nel 2024 le Ciclabili di Oropa si posizionano come percorso di punta del territorio per i viaggiatori in bicicletta, siano bikepacker o ebiker.

I percorsi permettono un cicloviaggio da 2 a 4 giorni con oltre 200 km di strade, sterrati e sentieri di bassa difficoltà tecnica ma con dislivelli di tutto rispetto. I percorsi possono essere seguiti in autonomia o con guida, con o senza la propria bici, grazie ai numerosi noleggiatori presenti sul territorio.

Il concetto di base delle Ciclabili di Oropa, ricalca quello dell’omonimo cammino, pensato per chi si approccia alla pratica del cicloviaggio, magari per le prime esperienze, con un percorso fattibile e ben supportato dai servizi tecnici e di accoglienza, ma permette di non rinunciare alla bellezza della scoperta e a un briciolo di avventura.

Le Ciclabili di Oropa permettono di godere di tutta la varietà che il Biellese offre nei suoi paesaggi, dai borghi medievali, alle montagne dell’Oasi Zegna, alle baragge del riso, fino al Lago di Viverone, al confine con Ivrea e il Torinese.

Una Rotta verso il Monte Rosa

Quando si esce al casello autostradale di Carisio (punto d’accesso al Biellese sulla A4 Torino-Milano), il primo protagonista della scena è evidentemente lui: il Monte Rosa in tutto il suo enorme splendore. Seppure da quel punto a valle, ci troviamo circondati dalle risaie dell’ultimo spicchio di Pianura Padana, il Rosa è già lì presente a chiamarci e ad attrarci.

Biellese in bici

Da anni, grazie al coinvolgimento di ben 4 Province e due Regioni, si sta lavorando a un biketour che a partire dal Biellese, risalga le valli del Rosa fino a sormontarne parte del versante sud, per poi ridiscendere lungo la valle d’Aosta e rientrare nel Biellese. Il percorso di oltre 200 km si sviluppa per metà su strade bianche e per metà su asfaltate a bassissimo traffico automobilistico, in 4 varianti di tour con difficoltà e lunghezze differenti, percorribili da 2 a 4 giorni.

Informazioni e approfondimenti direttamente sul sito di Fondazione Biellezza.

Pinerolese crediti Paolo Ciaberta

Scoprire il Pinerolese: cose da sapere e sapori per chi viaggia in bici

di Paolo Ciaberta

Quando mi hanno proposto di raccontare il territorio del Pinerolese non potevo che esserne felice. È una zona del Piemonte che conosco bene perché, essendo vicina a Torino dove vivo, è sempre risultata una perfetta via di fuga dalla città per sane gite in bicicletta di uno o più giorni.

Pinerolese crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

Il territorio, nel cuore delle Alpi Cozie, sorprende per rilevanza storica e impatto naturalistico e, secondo me, un territorio mai abbastanza riconosciuto per tutto ciò che sa regalare ai visitatori. Ad evidenziarne l’importanza, si possono contare ben tre parchi naturali tutti di grande impatto, il Parco Val Troncea, il Parco Orsiera Rocciavrè e una parte del Gran Bosco di Salbertrand.

UpSlowTour e gli anelli da percorre in bici

Per promuovere un turismo slow e consapevole, attento all’ambiente, l’Unione Montana del Pinerolese ha sviluppato il progetto UpSlowTour. Si tratta di 15 anelli che rappresentano le svariate proposte di percorsi per ogni tipologia di bici, dall’ebike alla gravel, passando per itinerari certificati accessibili per le handbike, a cura dell’associazione B-free. Sul portale è possibile trovare anche altri percorsi nella zona e tutte le aziende che noleggiano bici, le strutture ricettive e ciò che serve per organizzare le escursioni in bici senza pensieri.

UpSlowTour crediti Paolo Ciaberta
UpSlowTour crediti Paolo Ciaberta

Uno degli anelli UpSlowTour è quello dedicato al territorio dei Valdesi – che qui trovarono rifugio dalla persecuzione cattolica – ovvero l’Anello della Val Angrogna che, in 35 km ripercorre molti dei luoghi della tradizione valdese. Ad esempio, nella borgata Ciabàs sorge uno dei templi più antichi della valle risalente al 1555. Mentre ad un centinaio di metri dalla frazione Oddino si trova una caverna dove si pensa che i valdesi del posto svolgessero i loro culti per evitare la persecuzione cattolica. La cavità, collocata in una zona boscosa è accessibile dall’esterno tramite una angusta spaccatura tra masse rocciose affioranti nel folto della vegetazione.

Pinerolo

Pinerolo è un luogo dove storia e natura si incontrano allo sbocco di belle valli alpine come la Val Pellice e la Val Chisone. Si trova a circa 40 km dal centro di Torino ed è facilmente raggiungibile. Anche in bici! Infatti si può partire da Porta Susa e arrivare a Pinerolo lungo un percorso prevalentemente pianeggiante.

Pinerolo è collegata al capoluogo Torino dall’autostrada A55, dalla Provinciale SP23 del colle del Sestriere e dalla SP 589 dei Laghi di Avigliana, quest’ultima permette anche un interessante percorso panoramico della zona. Per chi preferisce non entrare in centro con l’auto è possibile lasciarla nel parcheggio della stazione Olimpica e prendere la navetta. Inoltre è servita dalla linea ferroviaria Torino-Pinerolo, con due fermate all’attivo, Pinerolo e Pinerolo Olimpica. Oppure si possono scegliere i bus della rete ferroviaria italiana, che partono dalla stazione Lingotto a Torino o la linea ‘Arriva‘ dalle principali stazioni del capoluogo.

crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

Le dimensioni del centro storico di Pinerolo permettono di visitarla a piedi o in bicicletta. Ci si prenda il tempo di soffermarsi sui punti più interessanti come quello che fu l’arsenale della città fortificata, ossia l’attuale Palazzo del Comune, la piazza del Duomo con la sua imponente facciata e i begli affreschi interni. Sono numerosi poi gli edifici medievali e la quattrocentesca Casa del Senato, ancora oggi casa privata che spesso viene anche aperta al pubblico. Chi vuole approfondire aspetti culturali e storici può approfittare dei numerosi musei come il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria ed i vari Musei Civici.

La grande piazza Vittorio Veneto ospita ogni mercoledì e sabato un importante mercato dove, girovagando tra i banchi, si possono trovare tutti i prodotti locali e del territorio – ortaggi, frutta, gastronomia.

I prodotti enogastronomici del Pinerolese

Sono molte le specialità gastronomiche offerte dal territorio, tutte preparate utilizzando i prodotti tipici dell’arco alpino. Piatti semplici della tradizione, gustosi e genuini, frutto di ciò che la natura offre nelle valli. La vicina Francia inoltre, ha favorito contaminazioni con la cucina transalpina, dando origine a piatti raffinati, che da sempre caratterizzano la cucina piemontese. Che si scelga un agriturismo o un ristorante, un rifugio o una trattoria la qualità del cibo è sempre messa al primo posto proprio perché si sa che ormai la scoperta di un territorio passa anche per la gola. Ma vediamo i prodotti.

I formaggi d’alpeggio

La Val Pellice ha ben 10 alpeggi autorizzati a fare formaggio. Per una gita gustosa e gratificante, in sella a una MTB è possibile raggiungerne alcuni.

Formaggi Pinerolesi crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

Tra i prodotti principali della zona segnaliamo il formaggio delle Terre del Dahu, prodotto da latte crudo in forme dalla caratteristica forma inclinata, su cui un Dahu, un animale ritenuto leggendario, ma che esiste – una sorta di stambecco – starebbe in perfetto equilibrio. Questa forma fornisce al formaggio non solo un aspetto estetico unico, ma fa sì che la stagionatura agisca in modo differenziato e permetta di assaporare diverse sfumature di gusto a seconda della dimensione della porzione che si sta degustando.

Il Tomino del Talucco è invece un formaggio a latte vaccino e caprino o in purezza di latte di capra. Il suo sapore è molto caratteristico, armonico e delicato è legato alle varietà stagionali della flora e risulta più intenso e fragrante con la stagionatura.

Il Seirass del Fen, sotto il presidio Slow Food, è una ricotta d’alpeggio stagionata prodotta tra i 600 e 2200 metri. La tradizione di avvolgere la ricotta nel fieno nasceva dall’esigenza di proteggere le forme tondeggianti del Seirass nel loro trasporto dagli alpeggi a valle, tuttora è rimasta una caratteristica distintiva del prodotto che le conferisce un leggerissimo aroma di erba.

Presidi Slow Food, piatti tipici e dolci

La Mustardela delle valli Valdesi è un salume povero (un sanguinaccio) a forma di salsicciotto di colore quasi violaceo, il suo sapore è speziato e la sua consistenza pastosa e morbida. Si mangia lessa, accompagnata dalle patate o dalla polenta.

La Calhëtta è un piatto antico della cucina della Val Germanasca e Chisone e come tutti i prodotti popolari varia nella sua ricetta da famiglia a famiglia. È da sempre preparato con ingredienti poveri: patate, cipolle e lardo, oltre che con burro e salvia. Le calhëtte possono essere condite con sugo di selvaggina, funghi o erbe. Il nome deriva dalla forma che si dà agli gnocchi, che ricorda il fuso che veniva utilizzato per filare la lana.

Il dolce tipico di Pinerolo è la Torta Zurigo, la cui base è una cialda di frolla al cacao, la farcitura è un tripudio di crema chantilly con all’interno torrone e cioccolato. Il tutto viene ricoperto da scagliette di cioccolato amaro e rifinita con le ciliegine conservate sotto alcool e ricoperte di glassa. La decorazione finale è un invitante disco di cioccolato bianco con impresso l’esclusivo logo che certifica l’originalità del prodotto.

Il panettone basso del pasticcere Pietro Ferrua e sua moglie Regina ha oltre cent’anni. La coppia nel 1922 infatti infornò per la prima volta questo dolce piemontese ricoprendolo con una delicata glassa alle nocciole. Questo accadeva nella bottega in via del Duomo. Poco dopo nacque lo storico marchio Galup che diffuse questo dolce prima in tutto il Piemonte, e poi in tutta Italia. Ancora oggi, a Pinerolo nel periodo natalizio, si sente il profumo del panettone che riempie l’aria della città.

I vini

Non mancano i vini territoriali. Già nel 1200 venivano prodotti il Nebbiolo e il pregiato Doux d’Henry, chiamato così in onore del Re di Francia Enrico IV che lo apprezzò molto durante una sua visita nella zona.

Vini Pinerolesi crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

Sotto la denominazione rosso pinerolese si trovano inoltre i vini Barbera, Bonarda, Freisa, e Ramìe. Quest’ultimo può essere prodotto esclusivamente con uve provenienti da vigneti situati nel territorio comunale di Pomaretto e di Perosa Argentina.

I percorsi in bici e le attrazioni da vedere

Come anticipato, nell’area del Pinerolese c’è una vasta rete di percorsi ciclabili che va incontro alle più disparate esigenze dei ciclisti. Si può scegliere tra pianura, collina e montagna con centinaia di chilometri di tracciati.

La pianura è adatta a tutti, la collina a chi si vuole confrontare con salite non troppo impegnative. In montagna invece ci sono percorsi per i più esperti. Per ognuna di queste possibilità è possibile affidarsi a guide cicloturistiche riconosciute dalla Regione Piemonte che sapranno rendere la giornata piacevole e spensierata, oltre a fornire anche preziose informazioni sul territorio che si attraversa. È possibile richiedere dei tour personalizzati su tutto il Pinerolese scrivendo alla mail [email protected]

Pinerolese crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

Con una gita di 3 km si raggiunge il Castello di Miradolo dove si può godere di una meravigliosa vista sul Monviso. La Fondazione Cosso, che gestisce il castello, organizza mostre, concerti, visite guidate tematiche, laboratori, approfondimenti e attività per ogni fascia d’età, tutto l’anno, nelle quattro stagioni.

Piscina Arte Aperta è un museo diffuso di arte contemporanea che si snoda tra le piazze e vie del paese di Piscina, a 9 km da Pinerolo. Il progetto nasce per iniziativa del pittore locale Antonio Panino che aveva l’intento di rappresentare in modo esaustivo le anime della scena artistica piemontese di fine millennio.

Pedalando 10 km si raggiunge il bioparco Zoom, uno zoo progettato seguendo la filosofia che da alcuni anni regola la realizzazione di nuovi parchi faunistici. Zoom offre un’esperienza immersiva a diretto contatto con gli animali, che non vivono in gabbie ma in contesti ispirati ai loro habitat naturali.

Pinerolo e il Giro d’Italia

La città di Pinerolo è legata indissolubilmente alla storia del ciclismo sportivo, poiché è stata più volte sede di partenza e di arrivo delle tappe del Giro d’Italia. La prima volta risale addirittura alla prima edizione nel 1909, quando i corridori l’attraversarono durante la tappa Genova-Torino.

Pinerolo è entrata nella storia del ciclismo con una tappa del Giro che ha segnato un’epoca. Una tappa su cui si sono scritti romanzi ed innumerevoli articoli con un protagonista solo, Fausto Coppi. Si tratta della Cuneo-Pinerolo del 1949 quando il campionissimo percorse in fuga solitaria 192 km, valicando 5 colli con discese mozzafiato e impervi sterrati. Un’impresa epica che lasciò il mondo del ciclismo stupefatto e che regalò un nuovo entusiasmo all’Italia dopo le macerie della seconda guerra mondiale.

Il Tour de France 2024

Ma il grande ciclismo da queste parti non appartiene solo all’epica di questo sport. Infatti, il 2 Luglio 2024 da qui parte la quarta tappa della corsa più importante al mondo, il Tour de France. Per la prima volta nella sua lunga e prestigiosa storia, la Grand Boucle infatti parte dall’Italia, da Firenze. Pinerolo invece rappresenta l’ultima fatica prima che la corsa entri in Francia nella tappa Pinerolo-Valloire. Dopo una lunga salita verso Sestriere, dove lo stesso Campionissimo trionfò nel 1952, la carovana sconfina in Francia transitando per il Monginevro, scala il passo del Lautaret e infine affronta i 2.642 metri del Galibier, la prima occasione per i favoriti di mettersi alla prova in alta montagna. La frazione si chiude a Valloire dopo 138 km.

Chi desidera assistere all’evento può rivolgersi all’Ufficio del Turismo di Pinerolo, Via del Duomo 1, 10064 Pinerolo (TO) +39 0121795589
mail – [email protected]
FB – @ufficioturisticopinerolo

Festival Alpibike

L’1 e il 2 giugno 2024 si terrà a Luserna S. Giovanni la seconda edizione del Festival Alpibike, il primo evento in Piemonte dedicato al cicloturismo d’alta quota, dedicato a chi ama l’Outdoor e le due ruote in montagna. Un’area espositiva, presentazioni di ospiti e progetti per la valorizzazione del territorio alpino piemontese, escursioni organizzate per Gravel, MTB ed ebike, workshop. E per rifocillarsi a fine giornata, non manca una ricca offerta di specialità locali da gustare in perfetto stile cicloturistico: brindando in compagnia con un’ottima birra fresca.

B Free cicloturismo inclusivo

Il Pinerolese è, come detto, un territorio di bici per tutti. Ecco come: l’associazione B Free, in collaborazione con il Comune di Pinerolo, promuove tour in bicicletta studiati per garantire percorribilità e accessibilità a tutte le persone con disabilità motorie. In questo modo si aumenta la fruibilità del territorio a tutte le persone che utilizzano mezzi di mobilità alternativi come l’handbike, l’uniciclo, il ruotino elettronico e le carrozzine.


Piemonte Val Formazza_Credits Visit Piemonte, ph I.Com

Le vostre pedalate preferite? In Piemonte!


Dal “diavolo rosso” Giovanni Gerbi a Costante Girardengo e Fausto Coppi, dal Museo dei Campionissimi a Novi Ligure all’AcdB Museo della Bicicletta di Alessandria, la bici è nel DNA del Piemonte.

Cartina alla mano, per una gita, un fine settimana o un percorso a tappe di più giorni, in Piemonte si scopre una gran rete di ciclovie turistiche per tutte le passioni: si va dai tracciati per mtb e gravel, ai percorsi in quota, godendosi lo skyline alpino e appenninico con orizzonte sul Mar Ligure anche in e-bike. Un’esperienza nel rispetto dell’ambiente, “insaporita” da storie di borghi, persone e culture in un’architettura di ambienti naturali dalla straordinaria biodiversità, ideali anche per chi ama la fotografia naturalistica e il wildlife watching.

Piemonte Val Formazza_Credits Visit Piemonte, ph I.Com
Val Formazza Credits Visit Piemonte, ph I.Com

Guide professionali e un sistema capillare di hotel, servizi di noleggio e bike shuttle, seggiovie e telecabine attrezzate per il trasporto bici in quota, sono garanzia di un prodotto turistico attento alla qualità e all’accoglienza, all’accessibilità in chiave sostenibile.

Dove andare in Piemonte: la montagna

Se vi piace spaziare con lo sguardo su antichi insediamenti, alpeggi e cime, fortezze e rifugi in quota, le Vie storiche di montagna vi riportano al tempo di viandanti e pellegrini, mercanti e contrabbandieri nella natura libera.

Piemonte Assietta_Gran Serin_Credits ph Marco Cicchelli
Assietta Gran Serin Credits ph Marco Cicchelli

Ad oggi sono 69 i percorsi distribuiti in 5 province (Torinese, Biellese, Verbano Cusio Ossola, Alessandrino e Cuneese). Luoghi dove regnano i suoni della natura e dove prendersi tempo. Modi per riscoprire i segni di comunità, culture e avvenimenti, come le tracce del sistema difensivo della Linea Cadorna nel Verbano-Cusio-Ossola, le incisioni rupestri e i ripari nella roccia nel Biellese, i villaggi Walser in Valsesia, la battaglia dell’Assietta tra Alta Val Susa e Alta Val Chisone o i percorsi del sale e degli acciugai nelle valli occitane del Cuneese.

Per chi ama le sfide c’è la Salita Biella – Oropa, Montagna Pantani del Giro d’Italia, 12 km per arrivare ai 1.1.50 metri del Santuario di Oropa, sul Sacro Monte patrimonio UNESCO, e la magnifica Panoramica Zegna, con l’Oasi Zegna, disegnata da una vasta e attrezzata rete di percorsi per mtb ed e-bike.

Panoramica Zegna_Credits Oasi Zegna
Panoramica Zegna Credits Oasi Zegna

In bici in famiglia

Idee a misura di famiglia? Il Grand Tour UNESCO in bicicletta, l’anello di oltre 600 chilometri da percorrere tranquillamente in tappe tra tesori architettonici (dalle Regge Reali ai Sacri Monti, alle Città Creative) e il verde di boschi e parchi in paesaggi di insolita bellezza.

Ideale soprattutto in primavera e autunno, poi, il percorso di 27 km delle Risaie Ciclabili si inoltra nel Vercellese delle risaie, tra abbazie, borgate rurali e antichi cascinali, sorvegliati dallo sguardo attento di aironi e Cavalieri d’Italia.

Piemonte Colline Alessandria_Credits Archivio ALEXALA, ph Gianluca Grassano
Colline Alessandria Credits Archivio ALEXALA, ph Gianluca Grassano

Piacevole e per tutti è anche il Giro del Lago d’Orta nel Novarese: 35,50 km da Gozzano, toccando la rupe della Madonna del Sasso, il lungolago di Omegna, Villa Crespi a Orta San Giulio.

Dal Lago Maggiore al Lago di Mergozzo e d’Orta fino alle Valli dell’Ossola, “slow bike” è la parola chiave per esplorare questo splendido territorio lungo 40 itinerari di diversa difficoltà.

Nel Biellese, tracciati per mtb, e-bike e bici da strada si snodano tra spazi verdi e boschi, in ambienti semplicemente incantevoli. Dai sentieri pianeggianti delle riserve naturali della Baraggia e della Bessa, all’imponente dorsale collinare della Serra morenica con vista sul Lago di Viverone, dalla Valle Oropa ai fantastici Enduro Bike Park delle Rive Rosse.

Le colline del Piemonte

Se preferite l’orizzonte ondulato delle colline alessandrine, da Castellania, città natale di Fausto Coppi, si parte per un tour che racconta la storia della bicicletta e del ciclismo italiano. Prima tappa il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, poi si prosegue fino ad Alessandria, città pioniera del velocipede, che a Palazzo Monferrato ospita la storica collezione dell’AcdB Museo della Bicicletta.

Per chi ama la gravel experience, da marzo ad ottobre è perfetto il Petalo dei Colli Tortonesi, su strade bianche e sterrate per 143 km da Alessandria ai Colli Tortonesi, dove nascono pregiate etichette DOC.

Piemonte Bocchetto Luvera, Valdilana_CreditsATL Terre Alto Piemonte
Bocchetto Luvera, Valdilana CreditsATL Terre Alto Piemonte

Adatto a tutti, dagli esperti alle famiglie, il percorso nel Parco Naturale dello Scrivia è un viaggio tra le valli appenniniche Curone Grue Ossona, un angolo di natura dove ammirare essenze arboree e specie animali protette (la valle Scrivia è infatti una delle vie preferite per le rotte migratorie dei volatili dall’Africa verso il Nord), con soste in località ricche di storie artigianali e specialità enogastronomiche.

L’itinerario Dalle Dolci terre alle Langhe vi impegnerà sui pedali da Acqui Terme a Canelli. E, arrivati nelle Langhe, a ritmo di pedale si percorre l’ondulato paesaggio UNESCO di Langhe Roero e Monferrato Astigiano e Alessandrino su itinerari che entusiasmeranno gli appassionati di enoturismo, come Bar to Bar, percorso ad anello in 7 tappe per mtb o e-bike tra castelli e cascine, boschi e strade bianche, vigneti e strade a bassa percorribilità che connette Barolo a Barbaresco.

Gradevolissimi anche i 4 Wine Cru tour del Roero, tra vigneti e cantine dai favolosi vini locali DOCG e DOC.

Il Cuneese

Nel Cuneese, crocevia di grandi scambi e commerci tra montagna, mare e Pianura Padana, una rete di vie con il tempo parzialmente dismesse rappresenta oggi un grande patrimonio tutto da esplorare. Si pensi alla leggendaria Via del Sale Limone-Monesi, la più bella strada bianca d’Europa. 39 km di sterrato dalle Alpi al mare, da Limone Piemonte e Briga Alta, sull’antica strada militare, tra i 1.800 e i 2.100 metri.

Piemonte Alta Via del Sale, Provincia di Cuneo_ Credits Visit Piemonte - I.Com Multimedia
Alta Via del Sale, Provincia di Cuneo Credits Visit Piemonte – I.Com Multimedia

Sul confine tra Piemonte e Liguria ecco il reticolo di vie della Roa Marenca (da Mondovì a Ormea), storicamente utile al trasporto del “sale”, un tempo così prezioso da essere talvolta scambiato allo stesso valore dell’oro.

Per i più temerari c’è l’impegnativa Route del Marguareis, che si articola lungo lo spettacolare itinerario alpino transfrontaliero denominato “la Ciclovia del Duca”, con 70 km di sviluppo e circa 2.000 m di dislivello positivo; il consiglio, in questo caso in particolare, è di farsi accompagnare dagli accompagnatori cicloturistici, al fine di avere opportuna assistenza durante la giornata.

Il Torinese

Nel Torinese, chi ama godersi la varietà dei suoi angoli e paesaggi può percorrere l’Anello verde, il percorso escursionistico di circa 35 chilometri che si articola in antichi sentieri, giardini, macchie boschive e dimore collinari UNESCO come Villa della Regina o architetture sacre come il complesso della Basilica di Superga.

Per un tour nella cornice di collina, parchi e fiumi che avvolge le Residenze Reali Sabaude, c’è la Corona di Delizie in Bicicletta, l’anello di oltre 90 chilometri di ciclovie e strade rurali per city-bike, mountain bike o a piedi. Un bellissimo tracciato, che fa parte della Corona Verde, il sistema di infrastrutture verdi dell’area metropolitana.

Nel vasto intreccio di vie e percorsi, per i più allenati il Colle delle Finestre è la classica sfida di 17 km sulla salita del Giro d’Italia, con 1700 metri di dislivello e 33 tornanti tra Val di Susa e Val Chisone, in paesaggi spettacolari.

Il Novarese

Piemonte Castello di Novara credits Davide Morello
Castello di Novara credits Davide Morello

Si pedala a ritmo lento per scoprire il mosaico del mare a quadretti delle risaie, tra casali, borghi e abbazie tra Vercelli e Novara. In particolare, nel Novarese, la rete di percorsi in bicicletta In bici a pelo d’acqua, si inoltra nella biodiversità della Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano UNESCO. Qui ci sono inoltre magnifiche testimonianze storiche come il castello visconteo-sforzesco di Galliate e santuari quali San Pietro in Vulpiate, chiamato “il Varallino”, per la somiglianza con il Sacro Monte di Varallo UNESCO.

Fuori dal capoluogo, BicinVigna con Antonelli è l’itinerario ciclo-turistico che attraversa 9 Comuni legati alla biografia dell’architetto. Tra Romagnano Sesia e la bella cornice delle Colline Novaresi, generose di rinomate DOCG e DOC, il Parco del Monte Fenera e la Baraggia, s’incrociano architetture sacre a Fontaneto d’Agogna, a Boca, al Santuario al quale Antonelli lavorò tutta la vita, e a Maggiora, dove l’architetto è sepolto. Sul percorso, splendidi scorci medievali a Ghemme, Città del vino e del Miele ben preservata entro le mura del castello-ricetto.

Per maggiori informazioni: www.visitpiemonte.com

Casa-Bart

In bicicletta dal cuneese al torinese lungo il corso del Maira

Da sempre i corsi d’acqua hanno unito terre e genti, che da loro hanno tratto aiuto e giovamento.
Il Maira è un torrente che nasce nel cuneese e, percorsa tutta la valle a cui ha dato il nome, tenace come le sue genti, si immette nel Po già in provincia di Torino, per poi, insieme, sfociare nell’Adriatico.

Pedalando lungo le sue rive, ci conduce alla scoperta dei luoghi più belli e significativi della storia del Piemonte. Ma ci accompagna anche attraverso aree dichiarate Riserve Naturali e Parchi Regionali.

Partiamo da Casa Bart, a Villar San Costanzo, per pedalare un giro ad anello di 250 km, con un dislivello complessivo di 1180 m. Si pedala tranquillamente in gravel o con una MTB/e-MTB front e non presenta alcuna difficoltà tecnica. Visti i numerosi punti di interesse storico e naturalistico dove vale la pena fermarsi per una visita, è un giro che, come lo scorrere lento dell’acqua, va organizzato idealmente in 5 tappe.

Casa-Bart
Casa Bart, pronti per partire

Il Sentiero del Maira

Il Maira, percorsa tutta la valle, arriva in pianura per bagnare i comuni di Dronero, Villar San Costanzo, Busca, Villafalletto, Vottignasco, Savigliano, fino a Racconigi e a Lombriasco, dove, già in provincia di Torino, confluisce nel Po.

Il Sentiero sul Maira si percorre sia a piedi che in bici, passando da una sponda all’altra, e regala scorci che ricordano il Grande Nord. In realtà siamo in Piemonte, in provincia di Cuneo.

Casa Bart Il Maira
Il torrente Maira

Lo sviluppo complessivo del Sentiero è di poco più di 50 km, è facile e adatto a tutti, anche a famiglie con bambini dai 10 anni in su, magari ritagliato per loro su un’estensione più breve.

Da Casa Bart ci spostiamo nella medievale Dronero. Qui vale l’attraversamento del Ponte del Diavolo (risalente al 1428), in cambio del quale la leggenda narra che il Diavolo si sia dovuto accontentare dell’anima di un cane. Su un terreno misto, tra stradine di campagna bianche e asfaltate, e attraversando un ponte tibetano sospeso a 20 metri sul torrente Maira, ci dirigiamo verso Busca, in direzione Villafalletto.

Casa Bart - La pedancola, ponte tibetano
La pedancola, ponte tibetano

Qui inizia un tratto molto bello e divertente che, alternando strade bianche a facili single track, ci porta a Savigliano. Avete mai pedalato in un Bosco delle Fiabe? Conosciuto anche come Foresta di Vottingam (nel comune di Vottignasco), pedalerete accompagnati da Pinocchio, Biancaneve e Re Artù, provando, se vorrete, ad estrarre Excalibur dalla roccia!

Casa Bart - Vottingam-Vottignasco
La Foresta di Vottingam

Giunti a Savigliano, famosa per la «scuola saviglianese», una delle migliori espressioni del Barocco in Piemonte, attraversiamo nuovamente il Maira per continuare fino a Racconigi.

Il Castello di Racconigi è stata l’ultima residenza abitata dai Savoia prima dell’esilio. Il suo parco conserva piante secolari che si rifanno alle origini della Pianura Padana. Consigliamo di prendersi un paio d’ore per visitarli entrambi.

Casa Bart, Castello di Racconigi
Castello di Racconigi

Da Racconigi, il Maira continua il suo lento fluire verso la Provincia di Torino e noi lo seguiamo per raccontare un’altra storia.

Dal cuneese al torinese

Su strade secondarie di campagna arriviamo a Lombriasco e qui, dove il Maira si immette nel Po, seguiamo il fiume fino in Piazza Vittorio, nel centro di Torino.

Di Torino non possiamo non venire attratti dalle sue molteplici anime: regale, misteriosa, dinamica. Qui ci aspettano il Parco del Valentino con il Castello omonimo, Patrimonio dell’UNESCO; i murazzi, simbolo della Torino by night, che conducono a Piazza Vittorio; la Chiesa della Gran Madre di Dio, ispirata al Pantheon di Roma. Per gli amanti dell’esoterismo, una delle statue ai lati della scalinata avrebbe in mano il Santo Graal, inducendo a pensare che la reliquia si trovi proprio a Torino.

Prima di arrivare in Piazza Castello, pedaliamo sul lungo Po dove ci aspetta un pezzo della storia del ciclismo italiano: il Motovelodromo “Fausto Coppi”. Risalente agli anni ’20, su questa pista si conclusero alcune tappe del Giro d’Italia e della Milano-Torino.

Il Motovelodromo Fausto Coppi
Il Motovelodromo Fausto Coppi

Gli antichi bastioni di cinta che difendevano la città ci introducono ai Giardini Reali e a Palazzo Reale, la prima e più importante tra le residenze sabaude in Piemonte; alle sue spalle le Porte Palatine, il Duomo e la Torre Civica. Sbuchiamo così in Piazza Castello, al cospetto di Palazzo Madama, primo Senato del Regno d’Italia. E infine Piazza Carignano dove sorge l’omonimo Palazzo, oggi Museo del Risorgimento, che ospitò la sede del Parlamento Subalpino e del primo Parlamento del Regno d’Italia. Fa parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude.

Nel ritorno, tramite le piste ciclabili che attraversano la città, ci dirigiamo verso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, immersa nel suo Parco Naturale, un tempo tenuta di caccia del Re, e pedaliamo verso Pinerolo attraverso strade di campagna e ciclabili.

Casa Bart La Palazzina di Caccia di Stupinigi
La Palazzina di Caccia di Stupinigi

Dal Regno al Marchesato

Attraversiamo il centro medievale di Pinerolo, ben servito da piste ciclabili, e prendiamo la direzione Miradolo (con il suo Castello), San Secondo, Bricherasio.
A Bricherasio imbocchiamo una ex ferrovia trasformata in una pista ciclabile suggestiva e piena di sorprese, anche per i più golosi!

Casa Bart Ex ferrovia Bricherasio-Barge
Ex ferrovia Bricherasio-Barge

A Barge, termine corsa del treno, lasciamo la greenway e imbocchiamo la ciclovia “Via della Pietra che, attraversando le campagne del saluzzese, ci condurrà nella cittadina di Saluzzo. Percorrere quest’ultimo tratto consente anche una deviazione di un paio di Km per andare a visitare l’Abbazia di Staffarda, uno dei monasteri medievali più affascinanti e importanti del Piemonte, fondata tra il 1122 e il 1138.

Giunti a Saluzzo, vale la pena affrontare uno strappo duro ma breve per salire al borgo vecchio, di origine medievale. Qui si erge la Castiglia, oggi museo ma originariamente residenza dei Marchesi di Saluzzo e successivamente, da metà ‘800 fino al 1992, carcere. Anche qui vale una visita alle vecchie carceri, Museo della Memoria Carceraria.

Lasciata Saluzzo, continuiamo sempre su ciclabili per “guadagnarci” l’ultima bellezza con una breve, ma intensa salita: il Castello della Manta, oggi bene del FAI.

Lasciato il catello si continua su ciclabile fino a Verzuolo, dove percorreremo le strade tra i frutteti in direzione Costigliole Saluzzo, Busca, Villar San Costanzo.

Presto che è tardi: a Casa Bart ci aspetta una lauta merenda!

Credits Damiano Andreotti - Panorama sull'Alta Valsessera

Salite e panorami: Biellese, Valsesia e Vercellese

L’Alto Piemonte è un territorio di tesori da scoprire, salite, panorami mozzafiato, enogastronomia e oasi naturali.

Il Biellese

È una destinazione da perlustrare in bicicletta, ripercorrendo le salite che hanno fatto grande il Giro d’Italia, come la famosa salita “Pantani” da Biella al Santuario di Oropa, oppure attraversando in MTB o gravel le riserve naturali della Baraggia e della Bessa; e il divertimento non è da meno salendo sul Monte Casto, in Valle Oropa o  lungo gli itinerari adrenalinici degli Enduro Bike Park dell’Oasi Zegna e delle Rive Rosse.

Credits Damiano Andreotti - Oasi Zegna
Credits Damiano Andreotti – Oasi Zegna

Per un itinerario peculiare e indimenticabile, il “Grand Tour Unesco del Piemonte”, 600 chilometri alla scoperta dei siti UNESCO e delle Riserve Naturali di questa splendida Regione, che nel Biellese tocca il Santuario e Sacro Monte di Oropa, il Parco Burcina, la città di Biella e l’Oasi Zegna.  

La Valsesia e il Vercellese

I paesaggi di queste zone sono davvero unici, si spazia infatti dalle risaie vercellesi alle dolci colline di Gattinara, fino ai panorami alpini della Valsesia. Con la bici da strada si percorrono piacevoli itinerari ad anello che creano il circuito delle Risaie Ciclabili del Vercellese, un’immersione nella zona delle risaie della provincia di Vercelli che conducono anche a posare lo sguardo sul mare a quadretti incorniciato dalle Alpi.  

In MTB si sale tra le vigne di Gattinara, avvincente alternativa per chi ama le strade sterrate con pendenze più o meno difficoltose, adatte sia ai più allenati sia a chi preferisce una comoda E-Bike. Oppure si può vivere una bike experience indimenticabile percorrendo le piste ciclabili della Valsesia. Dalla Bassa Valsesia dove la ciclabile che conduce a Varallo saprà regalare un meraviglioso intreccio tra natura e arte alle più avventurose piste ciclabili dell’Alta Valsesia dove, costeggiando il Fiume Sesia, si può partire alla scoperta di pittoreschi borghi montani fino a raggiungere punti panoramici sorprendenti sulle Alpi e sul maestoso Monte Rosa.

Valsesia
Valsesia

Le colline di Gattinara e la zona delle Rive Rosse, infine, rappresentano la soluzione per chi desidera sentire l’adrenalina: tra boschi e vigneti si snodano infatti numerosi trail dedicati all’enduro. 

Biella, terra di viaggio in bicicletta, nel “central park” tra Torino e Milano

Estratti di un racconto di Andrea Rolando – la versione completa si trova sul primo numero di Destinations (edizioni Alvento) –

<<Se vi capita di andare tra Torino e Milano, in treno oppure in automobile, in una di quelle giornate terse, quando il vento che scende dalle montagne della Valle d’Aosta disegna nuvoledi straordinaria bellezza, è difficile non essere attratti dal paesaggio che, in lungo piano-sequenza, va dal Gran Paradiso al Monte Rosa.Ma a colpire l’occhio del viaggiatore è una dorsale che si alza improvvisamente dalla pianura. Sono le montagne che fanno da sfondo al Biellese, e che si sviluppano tra due monti che, curiosamente, portano lo stesso nome di Mombarone. 

Credits: Paolo Penni Martelli
Credits: Paolo Penni Martelli

In mezzo, valli, colline, strade panoramiche, borghi e boschi. 

Allora, basta pensare di fermarsi a metà strada e raggiungere Biella per mettersi in sella, seguendo un percorso ad anello che attraversa buona parte della provincia e permette di apprezzarne gli scenari più celebri, ma anche gli angoli più nascosti, custoditi nelle mappe, nella testa e nelle gambe dei local più appassionati. 

L’OASI ZEGNA

(Si parte da Biella, dal suo centro storico e dalle sue vestigia industriali per esplorare poi il territorio circostante) Lasciata Biella, la strada lungo il torrente Cervo risale verso il Bocchetto Sessera per poi scendere su Trivero. È una delle strade più spettacolari che si possano fare in bicicletta, con panorami aperti verso tutta la pianura del Po, dal Monviso verso Torino, Vercelli, Novara, fino ai grattacieli di Milano, passando per il profilo del Monte Rosa. Lasciato alle spalle Bielmonte, una lunga e bella discesa porta a Trivero passando attraverso altri luoghi dell’Oasi Zegna voluti da Ermenegildo Zegna.

Continuiamo a scendere verso la pianura, passando per Castagnea e per il borgo di Mezzana Mortigliengo, con un museo a cielo aperto di arte contemporanea. La strada serpeggia tra salite, discese e tratti più tranquilli; si incrocia qualche tratto della gran fondo della Prevostura, dove ci imbattiamo di tanto in tanto tribù di downhillers che incidono il terreno lungo i molti percorsi delle Rive Rosse. 

IL PAESAGGIO DEL VINO 

Dopo una sosta alla bella chiesa di San Teonesto a Masserano, riprendiamo le strade acciottolate di questo piccolo magnifico borgo, per puntare verso le colline vitate di Masserano e Lessona. Ci troviamo in una zona di eccellenza vitivinicola. Due vini, in particolare, sono strepitosi: il Lessona e il Bramaterra. 

In leggera discesa, lungo strade sterrate che attraversano vigneti e boschi, ritroviamo le sponde del torrente Cervo e il nostro primo grande arco si chiude. E allora ci spingiamo fino a toccare uno dei luoghi più nascosti e sorprendenti del nostro viaggio: le scenografiche sponde sabbiose, poco a valle della confluenza con il torrente Strona. Si tratta di poco più di un chilometro dove pedaliamo in equilibrio sul single track sospeso sopra un canyon spettacolare scavato in profondità dal fiume.

Credits: Paolo Penni Martelli
Credits: Paolo Penni Martelli

LA BARAGGIA

Pochi tornanti e si sale su un altro ambiente strepitoso, quello del grande terrazzo fluviale della Baraggia. È un esteso altipiano di terreno argilloso, sospeso tra i torrenti Cervo ed Elvo, completamente disabitato e caratterizzato da ampie radure prative spesso coperte di erica, e radi boschi di betulle e di querce

Lo percorriamo per 18 chilometri quasi completamente pianeggianti, su strade sterrate e single tracks che, da soli, valgono l’intero viaggio, con orizzonti apertissimi e scorci magnifici sulla montagna. 

LE RISAIE TRA MASSAZZA E SALUSSOLA 

Da qui, volendo, si può già rientrare a Biella, seguendo il terrazzo del fiume Cervo e visitando il borgo e il Ricetto di Candelo. Ma noi puntiamo il manubrio verso sud e, tra spazi aperti e radi boschi di betulle, dopo una decina di chilometri, arriviamo a Massazza, dove ritroviamo la pianura e riprendiamo a muoverci tra cascine, lunghi rettifili che attraversano le risaie della parte meridionale del nostro anello. Arriviamo a Salussola (stazione ferroviaria lungo la linea Santhia-Biella) attraversiamo l’Elvo, il secondo corso d’acqua che segna il paesaggio del Biellese e riprendiamo a salire dolcemente verso Cerrione, mettendo nel mirino le montagne che attraverseremo nell’ultimo tratto dell’anello, tra il Mombarone di Ivrea e il Santuario di Oropa.

LE COLLINE DELLA BESSA E DEL CORDONE MORENICO DELLA SERRA 

Tornati in sella riprendiamo in quota verso la riserva speciale della Bessa. Lungo sentieri single track e piccole strade sterrate, quasi sempre all’ombra del bosco, tocchiamo i borghi tra Sala, Zubiena e Magnano. Chi vuole da queste parti può regalarsi una duplice sosta: per il corpo, in qualche negozio a comprare i calorici torcetti della Serra; o per l’anima, facendo visita al ricetto e alla chiesa di San Secondo a Magnano, presso la comunità di Bose. 

LA DISCESA VERSO BIELLA 

Per chiudere il nostro anello – dopo aver percorso il cordone della Serra – preferiamo scendere lungo il percorso del vecchio tramvai per Biella, oggi dismesso, che seguiamo fino al Favaro. Un percorso, perfetto per la gravel, che sembra svolgersi in uno scenario da trenino elettrico: ponti in pietra, una curva elicoidale e pure una galleria. Dal Favaro ci stacchiamo per raggiungere il parco sulla collina della Burcina a Pollone. Ancora poche curve e arriviamo a Biella, passando per il borgo medievale del Piazzo, con i suoi palazzi antichi e un’ultima strada acciottolata che ci porta al Piano, di fronte alla chiesa di San Sebastiano. Il nostro traguardo sono i giardini Zumaglini.  

Credits Damiano Andreotti - Testimonial Marco Aurelio Fontana
Credits Damiano Andreotti – Testimonial Marco Aurelio Fontana

La nostra traccia è stata un filo (di lana!) che ha cucito insieme una dozzina di ambienti tutti diversi e davvero unici, collegandoli tra loro in una forma che, se la ripercorriamo nella mente e negli occhi, prima di risalire sul treno che ci riporta a casa, partendo dalla pianura e da Biella, passando dalle colline e dalle montagne per tornare ancora al piano, possiamo davvero vedere come una collana, con la forma di un cuore: quello che sta al centro di quello straordinario spazio che è un vero e proprio central park tra le città di Torino e di Milano>>.

Foto d’apertura: Credits Damiano Andreotti – Panorama sull’Alta Valsessera

Upslowtour Pinerolese

UpSlowTour: scoprire il Pinerolese

UpSlowTour è un progetto promosso da Unione Montana del Pinerolese, che rappresenta un’esperienza il cui motto è “l’unione fa la forza”. Il progetto nasce in Piemonte a gennaio del 2021 coinvolgendo il territorio intorno a Pinerolo, legato alla storia del ciclismo e che ha molto da dire sul cicloturismo. Fanno parte della squadra che sta portando avanti il progetto l‘Osservatorio Bikeconomy, la Fondazione Riusiamo l’Italia, Leonardo Web, l’Ente del Turismo Turismo Torino e Provincia, il Consorzio Turistico Pinerolese e Valli.

Nell’ambito del progetto sono stati individuati e realizzati 15 percorsi ad anello, ciascuno con caratteristiche proprie. Si tratta di 450 chilometri, di cui metà tra sentieri e strade sterrate e l’altra metà di strade asfaltate secondarie, a basso traffico. Ogni percorso ha un punto di partenza e arrivo e diverse tappe lungo il tragitto. In questi luoghi ci si può rifocillare e ricaricare gratuitamente l’ebike in uno dei 20 punti di ricarica. 

Il territorio si presta a un turismo lento, adatto anche alle famiglie e legato all’enogastronomia: infatti i percorsi tematici sono in media sui 30/40 chilometri, che con una ebike possono essere affrontati nell’arco di un’intera giornata, intervallando la pedalata con soste per visitare il territorio e i vari punti d’interesse. 

Grazie alle ebike proprio tutti possono esplorare anche le aree che solitamente sono precluse ai meno esperti.  Nella zona si trovano diversi punti di noleggio e, inoltre, ad agevolare i viaggiatori, c’è un’efficace segnaletica, realizzata con materiali a basso impatto ambientale che valorizzano l’economia del territorio. Si pensi ai ciclototem per identificare i tracciati, che sono fatti con la locale pietra di Luserna, mentre i portabici sono stati realizzati da un’azienda del territorio in corten, un materiale resistente con cui sono stati fatti anche i totem informativi. 

Cartelli UpSlowTour Pinerolese
Cartelli UpSlowTour Pinerolese

Per scoprire i tracciati c’è il portale UpSlowTour, una piattaforma dinamica che crea un dialogo con i cicloturisti, un luogo virtuale dove reperire tutte le informazioni necessarie per le attività outdoor nel pinerolese.

I percorsi

Per capire la filosofia di questo progetto, approfondiamo tre anelli con caratteristiche diverse

L’anello dei Rifugi è un percorso abbastanza difficile, consigliato ai cicloescursionisti di media capacità tecnica, con un dislivello di 1.739 metri. Si tratta di circa 37 chilometri  in alta Val Pellice che partono (e ritornano) dal centro di Bobbio Pellice. Dopo aver percorso la ripida strada che risale la Comba dei Carbonieri si raggiunge il rifugio “Barbara” (1.753 m). Attraverso una sterrata ex strada militare si arriva poi al Colle Barant (2.373 m) e all’omonimo rifugio che si affaccia su un panorama splendido delimitato dal Monviso dai monti francesi dall’altra. Dopo si scollina scendendo nella Conca del Prà fino al rifugio “Jervis” (1.732 m); costeggiando il corso del torrente Pellice e le imponenti cascate si arriva a Villanova, e si torna al punto di partenza.

UpSlowTour Pinerolese
UpSlowTour Pinerolese

L’anello della Comba Liussa invece è un percorso turistico facile di soli 12 chilometri che attraversa appunto la Comba Liussa, un vallone laterale della media Val Pellice, immersa nel verdissimo versante nord del monte Frioland. Si raggiunge la panoramica località di Codissard (1.150 m), si prosegue poi per il bivio per Ponte Sartas (910 m) e si scende alla borgata Fienminuto (700 m). Da qui si torna al punto di partenza.

UpSlowTour Pinerolese
UpSlowTour – in bici nel Pinerolese

Infine l’Anello “Memoria e percorsi partigiani”, 34 chilometri di media difficoltà che si può percorrere tutto l’anno e che collega numerose località in cui si svolsero azioni partigiane, ricordate da monumenti, lapidi o cippi commemorativi. Il tracciato si snoda sui diversi versanti del Torrente Chiamogna tra centri abitati e zone collinari, su strade bianche, sentieri e viabilità asfaltata. È un viaggio non solo tra incantevoli paesaggi, aree boschive e nelle colline ricoperte di frutteti e vigneti, ma che permette di scoprire e ripercorrere la storia e le vicende della Seconda guerra Mondiale e della Resistenza. 

Tutti gli anelli

  1. Anello Bancet-Content
  2. Anello dei rifugi
  3. Anello Sarsenà-Cruel-Garin
  4. Anello della Comba dei Carbonieri
  5. Anello degli Invincibili
  6. Anello della Comba Liussa
  7. Anello di Castelluzzo
  8. Anello Pianprà – Valanza
  9. Anello della pietra di Luserna
  10. Anello della Sea
  11. Anello della Val d’Angrogna
  12. Anello di fondovalle
  13. Anello delle creste
  14. Anello “Memoria e percorsi partigiani”
  15. Anello Pedemontano